Grazie alla sua rigenerazione estremamente rapida, le applicazioni tecnologiche della fibra di bambù potrebbero trasformare il settore edile.

Già nel 2008, il sistema di certificazione LEED, ha classificato il bambù come una delle piante più sostenibili presenti in natura, proprio grazie al suo rapido ciclo di vita utile alla commercializzazione ed all’industrializzazione: sono sufficienti 3 anni, alla rigenerazione totale, rispetto ai 15 di media, impiegati dal legno.
Al pari della caratteristica stessa della pianta del bambù, il WPC ha una resistenza ed una densità, molto elevate adatta ai più svariati impieghi: dalle pavimentazioni ai serramenti, dai semplici accessori per arredo a vere e proprie componenti strutturali, come le travi, le colonne o, addirittura le coperture, passando poi ad altri settori, oltre a quello edile, dove il WPC, viene impiegato per realizzare biciclette, guardrail, ed interni di autoveicoli. L’aspetto estetico è molto simile a quello del legno, ma le caratteristiche funzionali sono decisamente superiori. Indeformabilità, grande resistenza all’attacco di agenti esterni e muffe, molto resistente all’usura dovuta ai raggi solari ed altrettanto al fuoco, sono alcune delle potenzialità che, unite all’altro grado di isolamento termico ed acustico, portano il WPC ad alti livelli d’innovazione.











