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Aree verdi al posto di cortili di cemento: la green revolution di Chicago

La 'città del vento' accoglie Green Schoolyards, progetto no-profit che educa studenti e genitori all'ambientalismo

aree verdi
Fonte: SpaceToGrowChicago

Terra batte cemento: a Chicago (Stati Uniti) i cortili scolastici diventano aree verdi

(Rinnovabili.it) – Nuovi giardini, campi sportivi e perfino spazi da coltivare: si tratta del progetto condotto da Space to grow che sta convertendo alcuni cortili scolastici di Chicago in aree verdi.
Al momento sono 34 i lotti di cemento delle scuole pubbliche della cittadina statunitense inseriti nell’elenco delle aree da convertire: l’iniziativa è stata resa possibile grazie all’accordo fra Space to grow e la campagna Healthy schools campaign and openlands. Le due organizzazioni no-profit stanno conducendo l’iniziativa denominata Green Schoolyards [Cortili scolastici verdi n.d.r.] per far sì che si possa «lavorare e creare sensibilizzazione, connessa all’azione concreta, riguardo la salute, l’educazione dei bambini alla natura e al loro rapporto col verde». Non solo giardini e spazi verdi, tuttavia: la campagna in atto favorisce la riqualificazione urbana per far sì che le scuole pubbliche di Chicago abbiano luoghi adibiti ad attività fisiche «da svolgersi durante e dopo le lezioni scolastiche».

 

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«Stiamo trasformando le scuole pubbliche di Chicago per farle diventare più funzionali e per consentire ai bambini che vi sono iscritti di entrare in contatto con la natura», ha sostenuto Meg Kelly di Space to grow. Oltre alla sensibilizzazione dei ragazzi, anche i genitori vengono stimolati ad un’attenzione nei confronti dell’ambiente, dell’educazione fisica e dell’ecologia: «organizziamo workshop con i genitori dei bambini delle scuole coinvolte e prepariamo iniziative pomeridiane nella città, dedicate alla cittadinanza intera». Un progetto sociale che abbraccia una comunità cittadina da educare all’ambiente, secondo Space to grow:«l’impegno deve essere collettivo, per questo regaliamo delle piccole piante per invogliare coloro che intendono partecipare alle iniziative che programmiamo alla realizzazione di un proprio giardino», ha dichiarato la responsabile del progetto a ‘Climate Connections’.

 

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Turbine eoliche ad asse verticale, efficienza migliorata del 200%

Dall'EPFL svizzero il primo studio che applica un algoritmo di apprendimento automatico alla progettazione della pale delle turbine VAWT

Turbine eoliche ad asse verticale
via depositphotos

Nuovi progressi per le turbine eoliche ad asse verticale

Un aumento dell’efficienza del 200% e una riduzione delle vibrazioni del 70%. Questi due dei grandi risultati raggiunti nel campo delle turbine eoliche ad asse verticale,  presso l’UNFoLD, il laboratorio di diagnostica del flusso instabile della Scuola Politecnica Federale di Losanna (EPFL). Il merito va a Sébastien Le Fouest e Karen Mulleners che, in un’anteprima mondiale hanno migliorato questa specifica tecnologia impiegando un algoritmo di apprendimento automatico.

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Turbine eoliche VAWT, vantaggi e svantaggi

Si tratta di un progresso a lungo atteso dal comparto. Le turbine eoliche ad asse verticale o VAWT per usare l’acronimo inglese di “Vertical-axis wind turbines” offrono sulla carta diversi vantaggi rispetto ai classici aerogeneratori ad asse orizzontale. Ruotando attorno ad un asse ortogonale al flusso in entrata, il loro lavoro risulta indipendente dalla direzione del vento, permettendogli di funzionare bene anche nei flussi d’aria urbani. Inoltre offrono un design più compatto e operano a frequenze di rotazione più basse, il che riduce significativamente il rumore e il rischio di collisione con uccelli e altri animali volanti. E ancora: le parti meccaniche della trasmissione possono essere posizionate vicino al suolo, facilitando la manutenzione e riducendo i carichi strutturali.

Perché allora non sono la scelta dominante sul mercato eolico? Come spiega lo stesso Le Fouest, si tratta di un problema ingegneristico: le VAWT funzionano bene solo con un flusso d’aria moderato e continuo. “Una forte raffica aumenta l’angolo tra il flusso d’aria e la pala, formando un vortice in un fenomeno chiamato stallo dinamico. Questi vortici creano carichi strutturali transitori che le pale non possono sopportare“, scrive Celia Luterbacher sul sito dell’EPFL.

Energia eolica e algoritmi genetici

Per aumentare la resistenza, i ricercatori hanno cercato di individuare profili di inclinazione ottimali.  Il lavoro è iniziato montando dei sensori, direttamente su una turbina in scala ridotta, a sua volta accoppiata ad un ottimizzatore funzionante con algoritmi genetici di apprendimento. Di cosa si tratta? Di una particolare tipologia di algoritmi euristici basati sul principio della selezione naturale.

Quindi muovendo la pala avanti e indietro con angoli, velocità e ampiezze diverse, hanno generato una serie di profili di inclinazione. “Come in un processo evolutivo, l’algoritmo ha selezionato i profili più efficienti e robusti e ha ricombinato i loro tratti per generare una ‘progenie’ nuova e migliorata”. Questo approccio ha permesso a Le Fouest e Mulleners non solo di identificare due serie di profili di passo che contribuiscono a migliorare significativamente l’efficienza e la robustezza della macchina, ma anche di trasformare la più grande debolezza delle turbine eoliche ad asse verticale in un punto di forza. I risultati sono riportati su un articolo recentemente pubblicato sulla rivista Nature Communications.

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About Author / Stefania Del Bianco

Giornalista scientifica. Da sempre appassionata di hi-tech e innovazione energetica, ha iniziato a collaborare alla testata fin dalle prime fasi progettuali, profilando le aziende di settore. Nel 2008 è entrata a far parte del team di redattori e nel 2011 è diventata coordinatrice di redazione. Negli anni ha curato anche la comunicazione e l'ufficio stampa di Rinnovabili.it. Oggi è Caporedattrice del quotidiano e, tra le altre cose, si occupa quotidianamente delle novità sulle rinnovabili, delle politiche energetiche e delle tematiche legate a tecnologie e mercato.