Open-es, per la collaborazione e lo sviluppo sostenibile delle filiere

Uno spazio aperto e collaborativo, dove una community di imprese affronta le sfide della transizione energetica e genera valore in modo trasparente. Uno strumento innovativo nato dalle competenze industriali di Eni, la visione strategica di BCG e la tecnologia di Google Cloud. L’AD di Eni, Claudio Descalzi: “Un nuovo importante passo verso la creazione di una forte sinergia nel sistema imprenditoriale rispetto al raggiungimento degli obiettivi sul clima”

Open-es, la piattaforma digitale per la transizione energetica
via depositphotos.com

Una Community con più di 1300 aziende impegnate per la sostenibilità dell’ intero ecosistema industriali

(Rinnovabili.it) –La transizione energetica è un percorso di continua trasformazione in cui la collaborazione tra le imprese lungo le filiere industriali riveste un ruolo fondamentale. Una sfida che Eni ha deciso di affrontare dando una veste digitale e collaborativa alla sua visione di sviluppo sostenibile. Il risultato è Open-es, uno strumento innovativo che supporta concretamente lo sviluppo e la crescita delle imprese sulle dimensioni della sostenibilità.

L’ecosistema virtuoso di Open-es

Annunciata nel dicembre del 2020 e approdata online alla fine del marzo scorso, Open-es è uno spazio di confronto per aziende virtuose, aperto a tutte le aziende che intendono crescere e migliorare le loro performance economiche seguendo i principi della sostenibilità.

Alla base, il desiderio di creare un ecosistema di imprese unite da un obiettivo comune, affrontare le sfide della transizione energetica insieme. Impegnati nello stesso cammino, dove la sostenibilità è un elemento di carattere non competitivo attraverso il quale l’intero ecosistema di imprese può contribuire allo sviluppo di un futuro migliore per il pianeta e le nuove generazioni.

Per questo motivo è nata la piattaforma digitale Open-es, uno strumento innovativo aperto a tutte le imprese impegnate in questa sfida. L’idea di fondo è quella di una community impegnata in un processo di collaborazione e sviluppo sostenibile, dove ciascuna impresa può condividere i propri punti di forza e beneficiare dalla condivisione delle buone pratiche degli altri partecipanti.

Non soltanto attraverso relazioni orizzontali: l’obiettivo della piattaforma è favorire la disseminazione di una consapevolezza diffusa della sostenibilità lungo l’intera catena del valore, quindi adottando un’ottica che corre lungo i binari delle diverse filiere industriali. Punto di partenza è il comparto energetico, con l’esperienza industriale e il percorso di Eni. Ma Open-es è stato pensato come uno strumento aperto, trasversale ai diversi settori industriali. Lo scopo ultimo della piattaforma, spiega l’AD di Eni Claudio Descalzi, è creare una “forte sinergia nel sistema imprenditoriale rispetto al raggiungimento degli obiettivi sul clima”

Gli standard di sviluppo sostenibile

Come avviene in concreto questo scambio? Il cuore della piattaforma è un modello dati sulla governance ambientale, sociale e aziendale (ESG) che adotta gli indicatori del primo tentativo di standardizzare a livello globale la misurazione dell’impatto climatico delle aziende nell’ambito dello sviluppo sostenibile. Open-es infatti fa sue le metriche core definite nell’iniziativa “Stakeholder Capitalism Metrics” promossa dal World Economic Forum e presentate ufficialmente il 21 gennaio scorso, dopo un percorso di co-progettazione sviluppato insieme a centinaia di aziende globali. 

Questi standard sull’ESG forniscono una griglia di lettura delle performance aziendali e quindi consentono con flessibilità, ad aziende di dimensioni e settori anche molto diversi tra loro, di misurarsi in un percorso di crescita sui valori della sostenibilità. Le metriche adottate si strutturano attorno a quattro pilastri: i Principi di governance aziendale, il Pianeta, le Persone, la Prosperità.

Gli ultimi tre punti sono costruiti a partire dall’Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile delle Nazioni Unite e abbracciano un ventaglio di temi molto ampio che spazia dal contrasto del cambiamento climatico alla tutela della biodiversità e delle risorse naturali in genere, dalla lotta alla povertà e all’insicurezza alimentare alla tutela delle generazioni future, fino a uno sviluppo economico, sociale e tecnologico che si snodi in armonia con la natura.

Come funziona la piattaforma digitale Open-es

Hanno aderito ad Open-es più di 1.300 aziende basate in oltre 36 paesi diversi e afferenti a più di 50 settori industriali. Chi partecipa alla community ha diverse opzioni a disposizione per rafforzarsi sotto il profilo ESG. Il più immediato è senz’altro misurare le proprie performance di sostenibilità, operazione che avviene attraverso un percorso guidato messo a disposizione dalla piattaforma. Un secondo step permette alle aziende di fare il punto sui propri punti di forza e di debolezza, individuando quelle aree dove è presente un margine di miglioramento sulle diverse dimensioni ESG. Da qui può partire la costruzione di un percorso di sviluppo.

Altra opzione, il coinvolgimento dei propri fornitori. Si apre qui la dimensione di filiera vera e propria, che permette a ciascuna impresa di far riverberare il proprio percorso di sviluppo sostenibile lungo la catena del valore di riferimento. Con l’approdo dei fornitori su Open-es, infatti, l’azienda ha la possibilità di migliorare i processi di procurement sostenibile e di ottenere statistiche, analisi di dettaglio e altri dati utili a programmare i passi successivi.

Quarto punto, condivisione. “Sharing is caring” anche nella community ideata da Eni, dove è disponibile uno spazio collaborativo nel quale ogni azienda può dare visibilità alle sue buone pratiche nelle dimensioni ambientale, sociale ed economica della sostenibilità. Un punto d’incontro in cui è possibile offrire così come richiedere supporto.

In collaborazione con Eni

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