Flagship Grafene, la ricerca italiana è in prima fila

La Commissione europea ha reso noti, in questi giorni, i risultati di un bando di gara dell’importo di 9 milioni di euro con cui sono stati raddoppiati i partner del progetto

Flagship Grafene, la ricerca italiana è in prima fila(Rinnovabili.it) – E’ il più ambizioso programma di ricerca congiunto mai messo in campo dalla Comunità Europea e anche quello a detta della stessa Bruxelles, che si distinguerà nella storia scientifica comunitaria per il forte carattere di eccellenza. Parliamo di Flagship Grafene, progetto europeo avviato lo scorso anno con l’obiettivo di creare una nuova forma di ricerca congiunta, su una scala senza precedenti. L’iniziativa infatti riunisce un consorzio accademico-industriale che copre l’intera catena del valore del grafene, dalla produzione di materiali all’integrazione in componenti e sistemi. All’interno del consorzio sono ben 23 i partner italiani totali tra istituti di ricerca, università e aziende, rappresentati in Europa dal Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR) e dall’Istituto Italiano di Tecnologia (IIT), di cui 16 appena selezionati. L’annuncio arriva dalla Commissione UE che ha reso noti, in questi giorni, i risultati di un bando di gara dell’importo di 9 milioni di euro. La gara ha permesso a Graphene Flagship Project di raddoppiare letteralmente le proprie dimensioni, potendo annoverare ora ben 66 nuovi partner da 19 Paesi. E con le sue 16 nuove adesioni, l’Italia ha ora il maggior numero di partner nel progetto Flagship Graphene accanto alla Germania (23 ciascuno), seguita da Spagna (18), Regno Unito (17) e Francia (13).

 

La vicepresidente della Commissione europea Neelie Kroes, responsabile per l’Agenda digitale, ha accolto favorevolmente l’ampliamento del partenariato: “L’Europa è leader della rivoluzione del grafene. Questo straordinario materiale ha il potenziale di migliorare radicalmente la nostra vita: promuove nuove tecnologie mediche, come le retine artificiali, e mezzi di trasporto più sostenibili muniti di batterie leggere e ultraefficienti. Quanto più sfrutteremo le potenzialità del grafene, migliori saranno le prospettive future”.