Rinnovabili • Finanza climatica: la Germania propone di riformare la Banca Mondiale

Una riforma della Banca Mondiale per accelerare sulla finanza climatica

L’idea alla base della proposta di riforma – presentata da 10 paesi guidati da Germania e USA – è di rendere la World Bank più flessibile e adatta a sfide globali come la pandemia e la crisi climatica. Tra le ipotesi, rendere più attrattivi i prestiti per chi vuole investire su clima e biodiversità

Finanza climatica: la Germania propone di riformare la Banca Mondiale
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La proposta di Berlino e Washington mira a adattare la finanza climatica alle sfide globali di oggi

(Rinnovabili.it) – I paesi più ricchi sono piuttosto restii a discutere di finanza climatica con i paesi più vulnerabili al climate change. Anche al summit di Sharm el-Sheikh al via fra 3 settimane: si parlerà di uno dei capitoli più importanti, quello delle perdite e danni, ma non c’è (ancora) nessuna intenzione di creare un meccanismo per distribuire i fondi, come prevede invece il Paris agreement. Le economie più avanzate, però, sono molto attive su altri fronti. Ad esempio, quello della Banca Mondiale.

Questa settimana, 10 paesi guidati da Germania e Stati Uniti (tra cui l’intero G7) hanno presentato una proposta di riforma profonda dell’istituzione di Bretton Woods. La più importante dalla sua creazione nel 1944. Il mondo è cambiato da allora e la Banca Mondiale deve adattarsi alle sfide globali di oggi. Come? Uno degli obiettivi principali è facilitare l’accesso alla finanza climatica.

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Lo ha spiegato molto chiaramente Svenja Schulze, la ministra tedesca per lo Sviluppo e rappresentante di Berlino nel board della Banca Mondiale. “Il suo modello attuale, che si basa principalmente sulla domanda dei Paesi mutuatari, non è più adeguato in questo periodo di crisi globale. Le sfide e le esigenze di investimento sono così grandi che il modello deve essere adattato, ha detto, riferendosi alla pandemia di Covid-19 e alla crisi climatica. La World Bank deve diventare più attrattiva, insomma. Come? “Deve fornire incentivi ai Paesi affinché utilizzino i suoi prestiti per affrontare le sfide globali. Deve rendere più attraente per i Paesi in via di sviluppo l’utilizzo dei prestiti della Banca Mondiale per l’azione sul clima e la conservazione della biodiversità”.

Il restyling può seguire strade diverse, tra cui Schulze cita concedere prestiti per il clima a condizioni migliori, ma anche “un sostegno di bilancio mirato per i governi che vogliono perseguire riforme politiche per rendere le loro economie neutrali dal punto di vista climatico”.

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Rinnovabili • Turbine eoliche ad asse verticale

Turbine eoliche ad asse verticale, efficienza migliorata del 200%

Dall'EPFL svizzero il primo studio che applica un algoritmo di apprendimento automatico alla progettazione della pale delle turbine VAWT

Turbine eoliche ad asse verticale
via depositphotos

Nuovi progressi per le turbine eoliche ad asse verticale

Un aumento dell’efficienza del 200% e una riduzione delle vibrazioni del 70%. Questi due dei grandi risultati raggiunti nel campo delle turbine eoliche ad asse verticale,  presso l’UNFoLD, il laboratorio di diagnostica del flusso instabile della Scuola Politecnica Federale di Losanna (EPFL). Il merito va a Sébastien Le Fouest e Karen Mulleners che, in un’anteprima mondiale hanno migliorato questa specifica tecnologia impiegando un algoritmo di apprendimento automatico.

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Turbine eoliche VAWT, vantaggi e svantaggi

Si tratta di un progresso a lungo atteso dal comparto. Le turbine eoliche ad asse verticale o VAWT per usare l’acronimo inglese di “Vertical-axis wind turbines” offrono sulla carta diversi vantaggi rispetto ai classici aerogeneratori ad asse orizzontale. Ruotando attorno ad un asse ortogonale al flusso in entrata, il loro lavoro risulta indipendente dalla direzione del vento, permettendogli di funzionare bene anche nei flussi d’aria urbani. Inoltre offrono un design più compatto e operano a frequenze di rotazione più basse, il che riduce significativamente il rumore e il rischio di collisione con uccelli e altri animali volanti. E ancora: le parti meccaniche della trasmissione possono essere posizionate vicino al suolo, facilitando la manutenzione e riducendo i carichi strutturali.

Perché allora non sono la scelta dominante sul mercato eolico? Come spiega lo stesso Le Fouest, si tratta di un problema ingegneristico: le VAWT funzionano bene solo con un flusso d’aria moderato e continuo. “Una forte raffica aumenta l’angolo tra il flusso d’aria e la pala, formando un vortice in un fenomeno chiamato stallo dinamico. Questi vortici creano carichi strutturali transitori che le pale non possono sopportare“, scrive Celia Luterbacher sul sito dell’EPFL.

Energia eolica e algoritmi genetici

Per aumentare la resistenza, i ricercatori hanno cercato di individuare profili di inclinazione ottimali.  Il lavoro è iniziato montando dei sensori, direttamente su una turbina in scala ridotta, a sua volta accoppiata ad un ottimizzatore funzionante con algoritmi genetici di apprendimento. Di cosa si tratta? Di una particolare tipologia di algoritmi euristici basati sul principio della selezione naturale.

Quindi muovendo la pala avanti e indietro con angoli, velocità e ampiezze diverse, hanno generato una serie di profili di inclinazione. “Come in un processo evolutivo, l’algoritmo ha selezionato i profili più efficienti e robusti e ha ricombinato i loro tratti per generare una ‘progenie’ nuova e migliorata”. Questo approccio ha permesso a Le Fouest e Mulleners non solo di identificare due serie di profili di passo che contribuiscono a migliorare significativamente l’efficienza e la robustezza della macchina, ma anche di trasformare la più grande debolezza delle turbine eoliche ad asse verticale in un punto di forza. I risultati sono riportati su un articolo recentemente pubblicato sulla rivista Nature Communications.

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About Author / Stefania Del Bianco

Giornalista scientifica. Da sempre appassionata di hi-tech e innovazione energetica, ha iniziato a collaborare alla testata fin dalle prime fasi progettuali, profilando le aziende di settore. Nel 2008 è entrata a far parte del team di redattori e nel 2011 è diventata coordinatrice di redazione. Negli anni ha curato anche la comunicazione e l'ufficio stampa di Rinnovabili.it. Oggi è Caporedattrice del quotidiano e, tra le altre cose, si occupa quotidianamente delle novità sulle rinnovabili, delle politiche energetiche e delle tematiche legate a tecnologie e mercato.