Mamone Capria: “L’istituzione delle ZEE è una necessità geopolitica: il mare è la più grande centrale energetica pulita del paese”

“L’istituzione delle ZEE non è più un’opzione, ma una necessità geopolitica. Solo attraverso una rapida pianificazione di queste aree potremo garantire certezza giuridica agli investitori e accelerare la realizzazione degli impianti offshore. Vogliamo che l’Italia smetta di guardare al mare solo come un confine e inizi a vederlo come la più grande centrale energetica pulita del Paese. La sovranità energetica nazionale passa per la capacità diplomatica di governare queste acque. Il mare non è solo una risorsa naturale, ma un asset strategico imprescindibile per la crescita economica e la sicurezza energetica dell’Italia”.
Lo ha dichiarato Fulvio Mamone Capria, presidente dell’Associazione delle Energie Rinnovabili Offshore nell’ambito del convegno “Le Zone Economiche Esclusive italiane al servizio della Blue Economy”, svoltosi stamane presso la storica Sala D’Amico di Confitarma a Roma, e dedicato alle nuove opportunità industriali legate alle ZEE. Si tratta del primo meeting scientifico nel quale è presentato l’Italian Centre for the Law of the Sea (ICLOS), il Centro di ricerca interuniversitario promosso dall’università di Roma Tor Vergata, sviluppato in collaborazione con altre sedi accademiche italiane (tra cui Genova, Messina, Napoli L’Orientale, Milano-Bicocca e Macerata), per creare un polo nazionale di eccellenza sul diritto del mare e sulla governance oceanica.
“L’istituzione formale delle Zone Economiche Esclusive (ZEE) rappresenta un pilastro fondamentale per lo sviluppo dell’eolico offshore. Estendendo la giurisdizione nazionale oltre le 12 miglia nautiche dalla costa, l’Italia potrà finalmente sbloccare lo sfruttamento delle risorse energetiche in aree marine vaste e ad alto potenziale, garantendo al contempo velocità alla transizione ecologica e sicurezza agli investimenti. Importante il lavoro che il MAECI sta compiendo in questa direzione con un apposito tavolo specialistico” , ha proseguito Mamone Capria.
Secondo l’Associazione, l’obiettivo strategico è chiaro: è necessario avviare immediatamente un’intensa attività diplomatica per definire formalmente i confini delle ZEE con i paesi limitrofi. Questo passaggio è l’unica via per assicurare all’Italia un ruolo centrale nel Mediterraneo, in piena coerenza con le direttrici del Piano Mattei.
“Una pianificazione tempestiva delle ZEE permetterà al Paese non solo di raggiungere gli obiettivi di decarbonizzazione con i progetti di eolico offshore, ma di strutturare una filiera industriale d’eccellenza, capace di generare occupazione e innovazione tecnologica, consolidando la leadership italiana nella Blue Economy globale e creando opportunità di crescita economica in tutto il Mediterraneo. Stiamo perfezionando alcune ricerche socioeconomiche per affidare al Governo ulteriori dati e informazioni che consentano al settore di accreditarsi già quest’anno nella rete delle grandi nazioni che puntano alle rinnovabili dal mare”, ha concluso il Presidente di Aero.











