Rinnovabili •

PNRR: Città metropolitana di Milano e gruppo CAP insieme per spendere al meglio fondi

I due enti pubblici lombardi sono tra i primi in Italia a firmare l’accordo per presentare al Ministero dell’Interno il piano di attuazione per ottenere gli investimenti previsti dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza. Il gestore del servizio idrico integrato ha già definito oltre 200 interventi green per l’invarianza idraulica e un macro-piano per mettere in sicurezza il Seveso

Foto di Manfred Antranias Zimmer da Pixabay

Oltre 200 interventi già definiti per accedere a 231 mln del PNRR

La Città metropolitana di Milano già pronta a ricevere i fondi previsti dal PNRR anche grazie a Gruppo CAP. Il 14 dicembre l’ente locale che sovrintende i comuni della Città Metropolitana e il gestore pubblico dei servizi di acquedotto, fognatura e depurazione del territorio, tra i primi enti pubblici nel panorama italiano, hanno sottoscritto un accordo finalizzato a presentare entro il 6 marzo 2022 un piano mirato di interventi sul territorio per dare attuazione al Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR).

Sono oltre 200 gli interventi già definiti, per un totale di oltre 81 milioni di euro: progetti nell’ambito dell’invarianza idraulica, che hanno l’obiettivo di mitigare l’impatto del cambiamento climatico e i rischi di dissesto idrogeologico nel territorio dell’area metropolitana. Non solo. A questi si aggiunge infatti il programma di riassetto e la messa in sicurezza del fiume Seveso, per un valore di oltre 150 milioni di euro.

Leggi anche Pnrr: pronto il decreto per la rigenerazione delle Città

Con questo accordo – sottolinea Michela Palestra, vice sindaca della Città metropolitana di Milano, – la Città metropolitana dimostra di essere pronta alla sfida che l’attuazione dei piani previsti nel PNRR ci pone davanti. Si tratta di primi interventi di importante rilievo, con ricadute sulla lotta al dissesto idrogeologico e per la tutela dell’ambiente e del territorio”.

All’indomani dell’approvazione del decreto che dà la facoltà agli enti del territorio di selezionare i progetti che saranno finanziati dal PNRR, noi siamo già pronti,commenta Alessandro Russo, presidente e amministratore delegato di Gruppo CAP. La profonda conoscenza delle problematiche del territorio lombardo, tra i più urbanizzati in Italia, e la stretta collaborazione con Città Metropolitana e le amministrazioni locali, che hanno già approvato i progetti di invarianza idraulica e il piano di riassetto del fiume Seveso, ci ha permesso di agire subito. L’occasione che ci viene data è unica: possiamo davvero cambiare la situazione dando vita a uno sviluppo del territorio più sostenibile e inclusivo”.

L’accordo di cooperazione pubblica tra la Città metropolitana di Milano e Gruppo CAP è stato sancito infatti a soli 15 giorni di distanza dall’approvazione da parte del Ministero dell’Interno del Decreto n.152, che definisce i criteri di attuazione nell’ambito del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, secondo il quale le Città Metropolitane hanno il compito di individuare gli interventi finanziabili per investimenti del valore non inferiore a 50 milioni di euro in progetti relativi a Piani Urbani Integrati. Il tutto tramite accordi con le realtà del territorio, che diventeranno soggetti di attuazione incaricati di eseguire i lavori che verranno selezionati dal Ministero entro il 5 aprile 2022.

L’accordo intende favorire la realizzazione di opere, interventi e programmi in diversi ambiti, tra cui la progettazione di infrastrutture green, la rigenerazione del tessuto urbanistico, necessario per contrastare il cambiamento climatico e il dissesto idrogeologico. L’obiettivo è mettere in sicurezza le aree più a rischio frane o allagamenti e valorizzare il territorio, attraverso interventi di riqualificazione, monitoraggio e prevenzione.

Su questo piano Regione Lombardia ha fatto scuola, avendo approvato a fine 2017, prima Regione in Italia, il Regolamento regionale 7/2017 sull’invarianza idraulica che ogni comune lombardo deve applicare agli interventi di ristrutturazione edilizia, urbanistica e di nuova costruzione per assicurare la stessa permeabilità del suolo anche dopo l’opera di trasformazione.

Il sistema idraulico italiano, infatti, è uno degli ambiti più delicati per la gestione del territorio del Paese. E la Lombardia, insieme al Veneto, registra il valore di impermeabilizzazione più alto d’Italia, pari al 13%. Forte del suo know-how nella realizzazione di sistemi innovativi di drenaggio urbano sostenibile, Gruppo CAP ha individuato 210 progetti di invarianza idraulica per territori con un alto indice di vulnerabilità materiale (> 97.1) distribuiti su 53 comuni e già approvati dalle amministrazioni comunali.

Si aggiunge tra le priorità per il territorio uno dei progetti più importanti e di pubblica urgenza su cui Gruppo CAP, gli altri gestori idrici del territorio e  la Città metropolitana di Milano stanno lavorando da anni: la messa in sicurezza degli argini del fiume Seveso a vantaggio di ambiente, sicurezza e salute dei cittadini attraverso una serie di infrastrutture come la vasche di laminazione, che posizionate nei punti più strategici andranno a contenere le acque meteoriche evitando le periodiche esondazioni. L’intervento di riassetto, del valore di oltre 151 milioni di euro, rientra nel macro-progetto che prevede entro il 2033 un investimento a lungo termine pari a 490 milioni di euro.

L’accordo, che durerà fino al 2026, ovvero l’arco di tempo nel quale si dovranno mettere a frutto i fondi del PNRR, attribuisce alla Città metropolitana di Milano il ruolo di direzione di progetto, con il compito di coordinare i lavori previsti da Gruppo CAP nell’ambito del PNRR, assicurando che i progetti selezionati entro il 5 aprile 2022 vengano realizzati nei tempi concordati e le risorse stanziate siano gestite in modo corretto ed efficace. Dal canto suo, Gruppo CAP diventa il soggetto attuatore degli interventi e fornirà alla Città metropolitana di Milano un rendiconto periodico, finale e complessivo del proprio operato, che consisterà nelle attività di progettazione preliminare (fattibilità tecnica ed economica), definitiva ed esecutiva.

About Author / La Redazione

Rinnovabili • Simulare i fenomeni termomeccanici

Simulare i fenomeni termomeccanici [Webinar]

SponsoredContenuto
Sponsorizzato

Martedì 18 giugno COMSOL terrà un seminario gratuito dedicato alla simulazione multifisica delle interazioni termomeccaniche

fenomeni termomeccanici

Come prevedere la tendenza di un materiale a cambiare di volume in risposta ad un cambiamento di temperatura all’interno di un sistema meccanico? Come valutare l’effetto sulle prestazioni di fenomeni termomeccanici come il riscaldamento Joule? Come modellare le possibili deformazioni indotte dal calore e studiarne le conseguenze sul comportamento meccanico di strutture solide?

Per tutte queste domande esiste una risposta “semplice”: la simulazione multifisica. Questo strumento d’analisi permette, a partire da un sistema complesso, di simulare i singoli aspetti (elettrici, meccanici, termici o chimici) e gli effetti della loro interazione. Nel dettaglio la simulazione multifisica permette di creare un modello matematico e analizzarlo minuziosamente con l’obiettivo di prevedere o convalidare il risultato del mondo reale. Evidenziando eventuali criticità e ottimizzando i progetti ancor prima della prototipazione. 

Nel settore delle energie rinnovabili (ma non solo) l’approccio risulta particolarmente valido per il comportamento meccanico di strutture solide dove la complessità dei fenomeni termomeccanici richiede necessariamente un’attenzione e una cura più elevate durante la fase progettuale. 

A spiegarne vantaggi e potenzialità è il nuovo webinar gratuito di COMSOL, una delle aziende leader nello sviluppo software di modellazione matematica. L’evento, in programma per il 18 giugno alle ore 14.30 permetterà ai partecipanti di comprendere come sia possibile analizzare le strutture meccaniche combinando tutti gli effetti fisici e le interazioni rilevanti. 

 Lo strumento principe è COMSOL Multiphysics®, uno dei software di modellazione più avanzati del settore, in grado simulare progetti, dispositivi e processi in ogni ambito tecnologico. Grazie al modulo dedicato alla Meccanica Strutturale, la piattaforma permette di analizzare la meccanica dei solidi, simulando il comportamento dei materiali, delle dinamiche, delle vibrazioni, dell’attrito ecc. all’interno di un unico modello e di un unico ambiente di modellazione.

Il modulo offre accoppiamenti multifisici integrati che includono anche gli aspetti termici, a partire dalle semplici condizioni operative di un dispositivo, per arrivare a fenomeni più complessi come l’effetto Joule. La piattaforma rende possibile, infatti, modellare la conduzione della corrente elettrica in una struttura, il successivo riscaldamento elettrico causato dalle perdite ohmiche e le sollecitazioni termiche indotte dal campo di temperatura.

Simulare i fenomeni termomeccanici

Per avere una panoramica completa delle possibilità durante il seminario i tecnici Comsol esamineranno i diversi meccanismi importanti da considerare in un modello termomeccanico. Come ad esempio il creep termico, ossia la deformazione anelastica che si verifica nel tempo quando un materiale è sottoposto a stress a una temperatura pari o superiore al 40% del punto di fusione. O ancora lo smorzamento termoelastico, che si verifica quando si sottopone un materiale a stress ciclico di compressione e di espansione. La deformazione ciclica crea variazioni locali di temperatura in grado a loro volta di produrre perdite meccaniche.

Il webinar passerà in rassegna vari casi di studio ed esempi di modelli, mostrando il software in azione e rispondendo in tempo reale a tutte le domande dei partecipanti.

Partecipa al seminario gratuito dedicato alla simulazione dei fenomeni termomeccanici registrandoti all’indirizzo  https://www.comsol.it/c/fvmd 

Rinnovabili •
About Author / Stefania Del Bianco

Giornalista scientifica. Da sempre appassionata di hi-tech e innovazione energetica, ha iniziato a collaborare alla testata fin dalle prime fasi progettuali, profilando le aziende di settore. Nel 2008 è entrata a far parte del team di redattori e nel 2011 è diventata coordinatrice di redazione. Negli anni ha curato anche la comunicazione e l'ufficio stampa di Rinnovabili.it. Oggi è Caporedattrice del quotidiano e, tra le altre cose, si occupa quotidianamente delle novità sulle rinnovabili, delle politiche energetiche e delle tematiche legate a tecnologie e mercato.


Rinnovabili • Decreto FER X

Decreto FER X, aste entro la fine dell’anno

Lo ha dichiarato il sottosegretario al MASE, Claudio Barbaro, ma l'iter del Decreto Fer X appare ancora indietro con i tempi

Decreto FER X
Foto di Ed White da Pixabay

Incentivi alle rinnovabili, la normativa in attesa

Il Decreto FER X è in dirittura d’arrivo e le prime procedure competitive del provvedimento potrebbero essere lanciate entro la fine del 2024. Questa perlomeno è la previsione avanzata dal sottosegretario al Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, Claudio Barbaro, durante un’interrogazione alla Camera. Rispondendo in X Commissione ad un quesito dell’onorevole Peluffo sui tempi di adozione del DM FER-X, Barbaro ha fatto chiarezza sui prossimi passi del provvedimento.

Lo schema, ha ricordato il sottosegretario, è stato trasmesso all’ARERA nel mese di aprile ai fini dell’acquisizione del parere. L’Authority dovrebbe far sapere la propria posizione in questi giorni per poi “passare la palla” alla Conferenza Unificata. A valle dell’acquisizione di quest’ultimo parere “sarà possibile procedere con la notifica formale del provvedimento in Commissione europea per la verifica dei profili di compatibilità con la disciplina in materia di Aiuti di Stato”.

Decreto FER X, quando arriva?

Il percorso, dunque, si prospetta ancora lungo ma il Sottosegretario rassicura gli animi spiegando che il MASE sta cercando di velocizzare i passaggi rimanenti. “Per accelerare […] il Ministero ha già avviato i colloqui con la Commissione con l’obiettivo di illustrare le principali novità introdotte dal meccanismo. Tra le innovazioni, rispetto al disegno attuale, il nuovo schema prevede infatti che il Sistema si faccia carico del rischio dovuto alle dinamiche inflattive, particolarmente accentuate nell’ultimo anno, in modo tale da rendere i corrispettivi riconosciuti più adeguati alla struttura di costo e alla sua evoluzione, riducendo così i rischi degli operatori“.

Il Decreto, ricordiamo, nasce per sostenere la produzione di energia elettrica da impianti rinnovabili “con costi vicino alla competitività di mercato”. Ossia fotovoltaici, eolici, idroelettrici e di trattamento dei gas residuati dai processi di purificazione. L’ultima bozza del decreto FER X riporta due modalità di accesso agli incentivi: quella diretta, riservata ai sistemi rinnovabili di taglia uguale o inferiore ad 1 MW per un massimo di 5 GW sviluppabili in Italia; quella tramite aste, nel caso di impianti di potenza superiore a 1 MW (e con contingenti differenziati per tecnologia che vanno da un 45 GW per il fotovoltaico allo 0,02 GW per i gas residuati).

Barbaro ha anche anticipato che per mitigare le problematiche relative all’operatività dei contratti alle differenze convenzionali, il Ministero ha provveduto a “ridisegnare la struttura dei pagamenti del contratto al fine di disincentivare l’offerta della capacità contrattualizzata a prezzi inferiori ai propri costi marginali”. Un intervento che permetterebbe al tempo stesso di “ridurre il rischio volume sostenuto dai titolari della medesima capacità“. Le prime aste? “Potranno essere bandite entro la fine dell’anno“, ha concluso il sottosegretario.

Rinnovabili •
About Author / Stefania Del Bianco

Giornalista scientifica. Da sempre appassionata di hi-tech e innovazione energetica, ha iniziato a collaborare alla testata fin dalle prime fasi progettuali, profilando le aziende di settore. Nel 2008 è entrata a far parte del team di redattori e nel 2011 è diventata coordinatrice di redazione. Negli anni ha curato anche la comunicazione e l'ufficio stampa di Rinnovabili.it. Oggi è Caporedattrice del quotidiano e, tra le altre cose, si occupa quotidianamente delle novità sulle rinnovabili, delle politiche energetiche e delle tematiche legate a tecnologie e mercato.


Rinnovabili • pcb ricarica

PCB per la ricarica dei veicoli elettrici (EVC)

SponsoredContenuto
Sponsorizzato

Il ruolo e l'importanza dei circuiti stampati nel mondo della ricarica dei veicoli elettrici

pcb ricarica

Il mondo dell’EV charging promette di cambiare il nostro modo di spostarci e di viaggiare e molte sono le tecnologie in gioco per raggiungere questo ambizioso obiettivo. L’elettronica svolge di certo un ruolo chiave, ma è necessario sviluppare prodotti ad hoc per questo segmento di mercato, che siano in grado di gestire picchi energetici, alte temperature, funzionalità molteplici e dimensioni ridotte. Molte di queste necessità devono essere soddisfatte nella progettazione di un circuito stampato (anche detto PCB) che permetterà di garantire funzionalità, affidabilità ed efficienza di una colonnina di ricarica. I PCB (Printed Circuit Boards) sono infatti fondamentali per consentire una ricarica affidabile e ad alta potenza e si sono evoluti parallelamente allo sviluppo di colonnine di ricarica sempre più performanti, di dimensioni più compatte e più leggere.

Diminuendo le dimensioni delle colonnine di ricarica, anche lo spazio dedicato ai PCB si è ridotto, portando i progettisti di circuiti stampati a studiare nuovi design che permettessero di ottenere le stesse prestazioni in dimensioni più contenute. In alcuni casi può essere sufficiente usare elementi più compatti, in altri lavorare sulla densità del circuito, oppure optare per un maggior numero di strati che possano ospitare tutte le funzionalità richieste, o ancora prestare particolare attenzione alla larghezza delle piste e alla distanza di isolamento.

I circuiti stampati dedicati al mondo dell’ev charging devono inoltre poter gestire correnti e tensioni elevate, che richiedono l’uso di materiali specifici e spesso di una grande quantità di rame che permetta di condurre considerevoli flussi di corrente e dissipare il calore in eccesso.

I circuiti stampati di un EV charger non sono solo sviluppati per garantire il fine ultimo della colonnina, la ricarica in sè, ma anche un’esperienza di acquisto adeguata. Se, da un lato, la crescente richiesta di tempi di ricarica più rapidi richiede una tecnologia dei PCB in grado di supportare operazioni di ricarica efficienti e ad alta potenza, dall’altro devono essere considerate anche tutte le interfacce che includono funzioni come touchscreen, applicazioni mobili, lettori di schede RFID e controlli intuitivi, tutti progettati con lo scopo di migliorare l’esperienza dell’utilizzatore di una colonnina di ricarica.

Attenzione alla sostenibilità nella progettazione di un PCB

Un’attenta progettazione di circuiti stampati può inoltre contribuire alla sostenibilità del prodotto finale, perché permette di ottimizzare spazio e materiali, riducendo gli sprechi. Studiare con attenzione il design del PCB permette di sfruttare il pannello in modo da ridurre la quantità di materie prime necessarie per produrre il circuito stampato ma anche delle risorse richieste per lavorarlo, come acqua, calore ed elettricità. La dimensione inferiore di un circuito stampato si tramuta anche in meno materiali di scarto nel caso in cui la scheda finale abbia dei difetti e debba quindi essere rottamata, e anche un imballaggio con dimensioni minori, peso minore con conseguente riduzione del costo di spedizione. I vantaggi sono quindi al contempo ambientali ed economici.

NCAB ha sviluppato delle linee guida che permettono di identificare i fattori che determinano il costo di un PCB  e supporta i propri clienti sin dalle prime fasi della progettazione per raggiungere obiettivi di sostenibilità comuni. 

I webinar sul circuito stampato di NCAB Group

Per questo motivo il Gruppo svedese mette a disposizione il know how dei propri tecnici attraverso un fitto programma di webinar gratuiti dedicati al circuito stampato. 

Giovedì 13 giugno 2024, in particolare, Jonathan Milione, FAE di NCAB Group Italy, terrà un webinar dal titolo “PCB affidabili per l’EVC​ – Opportunità, sfide e applicazioni in ambito ricarica EV“ a cui è possibile iscriversi da questo link https://attendee.gotowebinar.com/register/3189250463637126235

Parleremo di:

  • Evoluzione e sfide del settore dei veicoli elettrici
  • Metodi di ricarica e sviluppi tecnologici delle colonnine di ricarica
  • Soluzioni di design per PCB: sistemi di ricarica ad alta potenza

leggi anche Circuiti stampati più sostenibili, l’approccio virtuoso di NCAB Group

About Author / La Redazione