A seguito della prevista approvazione definitiva da parte di Parlamento e Consiglio, la legge entrerà in vigore a partire dal primo gennaio del prossimo anno e si applicherà a diverse tipologie di gas con tempistiche diverse e graduali.

L’Europa questa notte ha raggiunto un accordo politico storico per rinunciare definitivamente alle importazioni di gas russo. L’Unione Europea inizierà a vietarle dall’inizio del prossimo anno, dopo che legislatori, funzionari e diplomatici europei sono riusciti ad accordarsi su un atto legislativo fondamentale e destinato a riscrivere la storia del settore energetico europeo.
Una nuova era libera da gas e petrolio russi
“All’inizio della guerra versavamo alla Russia 12 miliardi di euro al mese per i combustibili fossili. Ora siamo scesi a 1,5 miliardi di euro al mese. Puntiamo ad arrivare allo zero“, ha dichiarato la Presidente della Commissione Europea, Ursula von der Leyen. “Questo è un giorno positivo per l’Europa e per la nostra indipendenza dai combustibili fossili russi: è così che rendiamo l’Europa resiliente“.
“Negli ultimi anni, l’Europa ha raggiunto risultati concreti e ha risolto ciò che molti ritenevano impossibile. Abbiamo diversificato il nostro approvvigionamento con nuove partnership affidabili. Abbiamo investito massicciamente nelle energie rinnovabili. E, inverno dopo inverno, abbiamo mantenuto le nostre case calde, le luci accese e tutti noi al sicuro, con REPowerEU. Metà della nostra elettricità ora proviene da fonti rinnovabili. Le nostre importazioni di gas dalla Russia sono scese all’11%, dal precedente 45%“, ha affermato von der Leyen.
“Stiamo parlando di un risultato storico. – ha dichiarato invece il capogruppo della Commissione Industria, Ricerca ed Energia, Ville Niinistö (Verdi/ALE, Finlandia) – l’UE sta compiendo passi enormi verso una nuova era libera da gas e petrolio russi. La Russia non potrà mai più usare le esportazioni di combustibili fossili come arma contro l’Europa. Il Parlamento Europeo aveva come priorità assoluta accelerare il più possibile i tempi per vietare le importazioni di gas russo tramite gasdotto, vietare i contratti di GNL a lungo termine con un anno di anticipo e impedire che le regole vengano aggirate”.
“Ora dobbiamo agire presto per finalizzare questo accordo e rivolgere la nostra attenzione alle importazioni di petrolio, dove ci impegneremo a rispettare l’impegno della Commissione Europea di presentare una proposta legislativa all’inizio del prossimo anno“.
Fine della dipendenza energetica europea da Mosca
Durante la scorsa estate la Commissione aveva presentato il disegno di legge finalizzato a porre fine alla dipendenza energetica europea da Mosca. Le importazioni europee di gas proveniente dalla Russia sono diminuite drasticamente dal 2022 ad oggi e l’acquisto di gas russo è già soggetto a sanzioni da rinnovare ogni sei mesi. Le nuove norme, invece, mirano a definire in maniera permanente la rottura dei legami con Mosca.
Ad ottobre, i Ventisette avevano concordato la posizione negoziale del Consiglio, semplificando gli obblighi doganali rispetto alla proposta avanzata dalla Commissione e introducendo ulteriori meccanismi di monitoraggio.
Con questa legge l’Europa vuole interrompere per sempre la sistematica militarizzazione delle forniture energetiche da parte della Russia, aggravatasi con l’invasione su vasta scala dell’Ucraina nel febbraio del 2022. Dallo scoppio della guerra, avvenuto ormai quasi quattro anni fa, Mosca ha volutamente manipolato il mercato, interrompendo spesso bruscamente il funzionamento dei gasdotti. Tali azioni hanno causato un aumento dei prezzi dell’energia calcolato fino a otto volte rispetto ai livelli pre-crisi.
La legge per lo stop alle importazioni di gas russo
A seguito della prevista approvazione definitiva da parte di Parlamento e Consiglio, la legge entrerà in vigore a partire dal primo gennaio del prossimo anno e si applicherà a diverse tipologie di gas con tempistiche diverse e graduali. L’acquisto di gas sul mercato spot sarà vietato già a partire dalla fine del 2025, mentre i contratti a breve e lungo termine esistenti saranno vietati dal 2026 e dal 2027. Il divieto di importazione di gas tramite gasdotto si applicherà a partire da settembre 2027 e non prima, a causa principalmente delle preoccupazioni dei Paesi ancora fortemente dipendenti dal gas russo, come Slovacchia e Ungheria.
Più nello specifico, i contratti a lungo termine per i gasdotti, considerati i più critici, saranno vietati a partire dal 30 settembre 2027, a condizione che i livelli di stoccaggio siano sufficienti, e comunque non oltre il primo novembre 2027. Per il gas naturale liquefatto, i contratti a lungo termine saranno vietati a partire dal primo gennaio 2027, come aveva chiesto la Presidente della Commissione. I contratti a breve termine verranno vietati prima: dal 25 aprile 2026 per il GNL e dal 17 giugno 2026 per ile forniture tramite gasdotto.
Gli europarlamentari hanno insistito molto per accelerare il phase-out del petrolio e gas russo e alla fine e sono riusciti a non posticipare alcun divieto oltre 2027. Il Parlamento UE ha anche ottenuto l’impegno da parte dei Governi nazionali ad armonizzare le sanzioni alle imprese che violano le norme, imponendo una delle tre seguenti penalità finanziarie: una sanzione forfettaria di 40 milioni di euro; il 3,5% del fatturato annuo o il 300% del valore della transazione illecita.
Prossimi passi
L’accordo necessita ancora dell’approvazione formale sia del Parlamento che del Consiglio dell’Unione Europea per poter diventare legge. Le Commissioni Industria, Ricerca ed Energia e Commercio Internazionale voteranno insieme l’accordo l’11 dicembre. Il Parlamento invece lo farà nel corso della sessione plenaria del 15-18 dicembre.












