Incentivi 2026, dal MIMIT il via al DPCM Automotive con sconti e rimborsi per favorire la riduzione dell'inquinamento e la transizione

Incentivi 2026 per wallbox e EV, ecco come ottenerli
Incentivi 2026 per l’acquisto di veicoli commerciali elettrici, scooter, sconti per le wallbox e 400 euro per l’impianto GPL. Sono solo alcune delle misure previste dal Dpcm automotive, che dopo un lungo iter di approvazione, finalmente ha visto la luce.
Il Decreto ha messo sul piatto 1,35 miliardi di euro dal 2026 al 2030, comprese anche le risorse residue del 2025 per supportare la transizione verde e la mobilità sostenibile. Le risorse – specifica il ministero delle Imprese e del Made in Italy – finanzieranno “investimenti produttivi, ricerca, sviluppo e innovazione“. Ma non solo, visto che ci sono misure interessanti per ridurre l’inquinamento prodotto dalla mobilità. Vediamo nel dettaglio a chi sono rivolti questi inaspettati incentivi 2026 arrivati nel mezzo dell’estate.
Incentivi 2026 per i veicoli commerciali elettrici
Dal momento dell’entrata in vigore del decreto fino al 31 marzo 2030, le PMI che si occupano di trasporto merci in conto proprio o terzi possono accedere a contributi per l’acquisto di veicoli commerciali di categoria N1 e N2 adibiti al trasporto merce.
Si tratta di soldi differenziati in base al peso e al tipo di alimentazione, sia per BEV che FCEV (idrogeno) e l’incentivo varia da un minimo di 2.000€ (ma senza rottamazione) fino a un massimo di 20.000 euro, includendo la rottamazione. Un’ottima occasione per comprare un veicolo per la propria azienda con uno sconto importante.
Inoltre, per i veicoli ad alimentazione tradizionale l’incentivo richiede l’obbligo di rottamare un mezzo Euro 4 o inferiore, ma il 40% delle risorse è riservato esclusivamente ai mezzi elettrici o a idrogeno. Insomma, il Governo ha fatto una scelta abbastanza netta, riservando una buona parte per veicoli a zero emissioni inquinanti.
Interessante, la novità secondo cui contributo viene esteso anche alle società di noleggio a patto che stipulino un contratto di durata minima di 3 anni con una PMI, applicando a quest’ultima uno sconto obbligatorio sui canoni mensili.
A quanto ammonta il bonus per veicoli commerciali
Qui sotto rimandiamo ad un elenco più dettagliato sulle risorse erogate in base al peso del mezzo prescelto ed all’alimentazione:
- fino a 1,49 tonnellate l’importo è di 2mila euro ma sale 4mila euro se si rottama un di stessa categoria fino a Euro 4;
- tra 1,5 e 2,39 tonnellate il bonus sale a 4.500 e 8mila euro;
- tra 2,4 e 3,49 tonnellate l’importo varia da 10mila a 14mila euro;
- tra 3,5 e 4,24 tonnellate la cifra sta tra 14mila e 18mila euro;
- tra 4,25 e 7,2 tonnellate tra 16mila e 20mila euro.
Per avere accesso al bonus, bisogna mantenere la proprietà del mezzo per almeno due anni e sono ammesse anche le società di noleggio, previa presentazione al concessionario di un ordine finalizzato alla stipula di un contratto di noleggio, di durata almeno triennale, sottoscritto con una Pmi che effettua trasporto merci in conto proprio o in conto terzi.
Bonus impianto GPL e Metano
Per diminuire le emissioni inquinanti, passando da benzina a GPL, ma senza ridurre il peso delle importazioni di carburanti, il MIMIT destina una quota del fondo anche alle persone fisiche e giuridiche, (ma non che esercitano attività di commercio di autoveicoli di categoria M1) per l’installazione di impianti nuovi a Gpl o metano per veicoli in una classe non inferiore a Euro 3. Per il GPL sono 400 euro messi a disposizione, che diventano 800 euro per gli impianti a metano, notoriamente più costosi. Il DPCM Automotive abbassa la soglia ambientale agli Euro 3 ed estende l’accesso alle aziende.
Per ottenere i 400 o 800 euro di sconto, basta recarsi da un installatore autorizzato, che applicherà direttamente lo sconto al beneficiario, dopodiché saranno le imprese costruttrici degli impianti a rimborsare dell’importo all’installatore e lo recuperano come credito d’imposta.
Incentivi Wallbox, contributo fino all’80%
Il nuovo DPCM ha confermato e rifinanziato la misura per supportare l’acquisto e la posa in opera di wallbox e colonnine da parte di privati e condomini. Sebbene si attenda il decreto attuativo del MIMIT per l’apertura delle nuove finestre di domanda, l’impianto dell’incentivo ricalca la struttura di successo degli anni precedenti.
Chi deciderà di installare le colonnine avrà un contributo a fondo perduto pari all’80% delle spese ammissibili, che includono l’acquisto del dispositivo, le spese di installazione, incluse opere edili, impianti elettrici, progettazione e collaudi. Il massimale rimborsabile è pari a 1.500 euro per le persone fisiche, cioè per installazioni in villette unifamiliari o box privati.
Come per le edizioni precedenti, il bonus funziona a rimborso. Gli utenti devono procedere subito all’acquisto e all’installazione certificata per farsi trovare pronti non appena il portale aprirà per la rendicontazione delle spese. Ci sono invece fino a 8mila euro per le installazioni sulle parti comuni di edifici condominiali.
Scooter, moto e quadricicli elettrici
Non sono ancora operativi, ma a partire dal 1° gennaio del 2027 ci saranno fondi anche per comprare scooter e quadricicli elettrici. Il contributo sarà del 20% massimale sul prezzo di acquisto, fino a un massimo di 2mila euro. Invece, il bonus sale al 30%, e fino a un massimo di 3mila euro con rottamazione di un Euro 0, 1, 2, 3. Anche in questo caso bisogna essere proprietari o intestatari del mezzo consegnato per la rottamazione da almeno un anno.
Incentivi filiera e ricerca
Nel Dpcm Automotive ci sono anche stanziamenti per fondi pluriennali con l’obiettivo di sostenere i programmi di investimento, riconversione industriale e attività di Ricerca & Sviluppo delle imprese della filiera automotive:
- Accordi per l’innovazione: Finanziati con oltre 133 milioni di euro nel 2026 e 244,6 milioni nel 2027.
- Contratti di sviluppo per PMI: Destinati a programmi di investimento inferiori a 20 milioni di euro (con 100 milioni recuperati dai residui 2025).
- I progetti devono mirare allo sviluppo di tecnologie avanzate per la mobilità sostenibile, autonoma e connessa o alla riconversione industriale verso tecnologie strategiche.
L’opinione
Il Decreto vede la luce in un momento di particolare difficoltà per tutti: il Governo, le imprese, le famiglie. I costi dei carburanti, le previsioni sull’energia, il clima internazionale non mettono di buon umore, ed i fondi suddivisi un po’ per tutti, cercano di accontentare una platea più ampia. Le imprese che hanno bisogno di un nuovo mezzo per lavorare, possono sceglierne uno elettrico beneficiando di un discreto sconto. Le famiglie che non possono comprare un’auto nuova, ma posseggono un veicolo datato con una cifra inferiore ai mille euro, grazie ai 400 euro per il GPL possono montare un impianto più ecologico, e pagare il carburante meno della metà della benzina. A conti fatti, con meno di un anno, ci si ripaga l’investimento familiare.
Si cerca di accontentare anche la filiera dell’elettrico. Dopo il boom delle BEV, ma la criticità dell’infrastruttura di ricarica, installare un wallbox nel box, a casa o ancora meglio nello spazio condominiale è un incentivo all’uso dell’elettrico, con costi di ricarica molto più bassi che alle colonnine pubbliche. Infine, c’è il settore della micromobilità, di scooter e quadricicli elettrici, sempre più usati negli spazi urbani, ma che stentano a decollare. Insomma, un Decreto ecumenico…ma utile.












