Il MASE ha pubblicato il nuovo progetto di Quadro strategico nazionale previsto dal regolamento europeo AFIR. Nel testo viene presentato lo stato attuale e le proiezioni al 2030 per la mobilità elettrica, a idrogeno e a gas naturale liquefatto nei settori stradale, ferroviario, marittimo e aereo.

Il progetto di Quadro Strategico Nazionale sulle infrastrutture dei combustibili alternativi
A che punto è il mercato dei combustibili alternativi in Italia? E quali sono gli obiettivi che il Belpaese centrerà da qui al 2030? Le risposte si trovano nel nuovo Quadro strategico nazionale che il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica ha messo in consultazione pubblica con l’obiettivo di raccogliere contributi, osservazioni e proposte da parte dei soggetti interessati.
Il Regolamento AFIR
Il documento è frutto del Regolamento (UE) 2023/1804, meglio noto come AFIR (acronimo di Alternative Fuels Infrastructure Regulation), con cui l’Unione ha abrogato la precedente Direttiva 2014/94/UE (DAFI). Tale provvedimento ha stabilito una serie di target nazionali obbligatori finalizzati alla realizzazione di un’infrastruttura per i combustibili alternativi — in particolare per l’elettricità e l’idrogeno — accessibile al pubblico. Il regolamento ha stabilito che entro il 31 dicembre 2024 ogni Stato membro elaborasse e trasmettesse alla Commissione un progetto di quadro strategico nazionale per lo sviluppo del mercato. L’Italia è arrivata in ritardo sulla deadline, avendo inviato il proprio piano solo a novembre 2025 e, oltretutto, in risposta a una procedura di chiarimento da parte di Bruxelles.
Ora lo stesso testo è stato messo in consultazione pubblica e gli operatori economici, le associazioni di categoria, gli enti territoriali e i gestori di infrastrutture avranno tempo fino al 20 marzo 2026 per inviare le proprie considerazioni, passando in rassegna una serie di misure per i trasporti stradali, marittimi, aerei e ferroviari.
Ricordiamo che il progetto contiene sia lo stato dell’arte del mercato dei combustibili alternativi, sia i traguardi imposti dall’UE e le possibili proiezioni future.
Il trasporto su strada
Entrando nel dettaglio del quadro, alla voce “trasporto su strada” il documento segnala come in Italia circolino attualmente (dato aggiornato al 30 settembre 2025) 751.533 veicoli elettrici totali. Di questi, ben 653.913 sono auto passeggeri (330.196 elettriche pure e 323.717 ibride plug-in); il dato copre appena l’1,1% del parco circolante, collocandosi ben sotto la media europea.
Le proiezioni al 2030 stimano una flotta elettrica circolante di circa 4,85 milioni di veicoli totali, con previsioni per le sole automobili che variano dallo scenario “Low” di appena 2,9 milioni di unità a uno “High” di circa 3,55 milioni.
Appare invece estremamente ridotto il mercato nazionale dei veicoli a celle a combustibile (FCEV): ad oggi risultano circolanti solo 94 veicoli a fuel cell totali, suddivisi in 43 autovetture e 51 autobus. In questo caso le proiezioni al 2030 stimano circa 950 veicoli, con un focus sugli autobus (350) concentrati soprattutto nelle linee extraurbane e sui mezzi pesanti (tra i 200 e i 600).
Nel settore del metano liquefatto (GNL) si contano 7.190 veicoli — quasi tutti mezzi pesanti — che potrebbero arrivare a quota 12.178 unità entro il 2030, a condizione che i prezzi del gas si stabilizzino.
Le infrastrutture dei carburanti alternativi
Sul fronte della ricarica elettrica per veicoli leggeri, ad ottobre 2025 risultavano attivi 56.295 punti pubblici. L’obiettivo nazionale è portare tale numero tra 114.000 (scenario Low) e 143.000 (scenario High) nei prossimi cinque anni. La potenza totale cumulata delle stazioni pubbliche dovrà essere pertanto compresa tra 10,2 GW e 11,6 GW. All’interno di questi target, si prevede la necessità di circa 76.000-96.000 punti a potenza normale ($\le$ 22 kW) e 38.000-47.000 punti ad alta potenza (> 22 kW). Di questi ultimi, almeno 19.000 dovranno essere di tipo ultra-veloce (HPC $\ge$ 150 kW) per abilitare i viaggi a lunga percorrenza. Per la ricarica elettrica privata si stima invece un fabbisogno di 2,2-2,7 milioni di punti tra colonnine aziendali e wallbox domestici.
Anche l’infrastrutturazione elettrica per i mezzi pesanti è considerata una priorità strategica. L’obiettivo in questo caso è superare i 2.100 punti totali entro il 2030, di cui oltre 600 dovranno avere una potenza tra 150 kW e 350 kW, mentre più di 500 punti dovranno essere di tipo MCS (Megawatt Charging System) con potenza superiore a 350 kW.
In ciascuno dei 50 nodi urbani italiani della rete TEN-T dovranno inoltre essere installati punti di ricarica per una potenza aggregata di almeno 1.800 kW, per un totale nazionale di 600 punti da 150 kW dedicati ai mezzi pesanti.
In materia di rifornimento idrogeno, al momento si contano solamente 3 stazioni pubbliche operative, rispettivamente a Bolzano, Venezia Mestre e Carugate. Il piano prevede di arrivare a quota 72 stazioni, di cui 50 situate nei nodi urbani.











