Il Consiglio regionale della Lombardia ha approvato le nuove norme per la mitigazione e l’adattamento ai cambiamenti climatici

Via libera alla legge per il clima della Lombardia
Il Consiglio regionale ha approvato la Legge per il clima della Lombardia. Dopo il via libera della Giunta lo scorso 26 maggio, a inizio luglio la “Legge per il clima – Norme per la mitigazione e l’adattamento ai cambiamenti climatici” ha ottenuto anche il consenso del Consiglio regionale.
“Abbiamo approvato il provvedimento bandiera di questa legislatura. Siamo fieri di essere tra le prime Regioni in Italia e in Europa ad adottare una norma che affronta concretamente le sfide poste dai cambiamenti climatici, garantendo un futuro più sostenibile per tutti”. Così l’assessore all’Ambiente e Clima, Giorgio Maione.
“Questa Legge – ha proseguito l’assessore – integra la variante climatica in ogni aspetto delle nostre politiche. È un vero e proprio passo storico che non solo riflette il nostro profondo impegno per la tutela ambientale e la qualità della vita dei cittadini lombardi, ma ci proietta anche come leader in questa transizione fondamentale. Per supportare questa visione, la legge garantirà supporto concreto a enti locali e imprese attraverso una formazione continua e la creazione di un comitato regionale dedicato al clima“.
Mitigazione e adattamento: i due caposaldi della Legge
La Legge sul Clima si basa su due pilastri fondamentali: la mitigazione, ossia la riduzione delle emissioni di gas serra, e l’adattamento, ossia le azioni utili a prevedere e gestire gli eventi meteorologici estremi, le misure necessarie a combattere la formazione delle isole di calore e gli interventi utili ad adeguare le coltivazioni e a orientare lo sviluppo economico delle zone montane.
La norma prevede l’introduzione di criteri per l’assorbimento di carbonio nei terreni, la riqualificazione ambientale, interventi di riforestazione e la depavimentazione delle superfici impermeabilizzate negli interventi edilizi e infrastrutturali, cercando di favorire sia l’utilizzo di materiali riciclati che la mobilità sostenibile.
Il ruolo delle rinnovabili
La Regione Lombardia promuoverà lo sviluppo dell’energia da fonti rinnovabili, incluse biomasse legnose e biocarburanti, favorendo in particolare due tipi di progetti. Da un lato quelli innovativi e sperimentali legati all’economia circolare, e al biogas e biometano che utilizzano filiere corte, la frazione organica dei rifiuti solidi urbani (FORSU), reflui zootecnici o altre biomasse agricole. Dall’altro i progetti che aumentano la biodiversità delle aree coinvolte, cercando soluzioni che abbiano una valenza ecosistemica.
Inoltre la Giunta regionale definirà le modalità per incrementare gli obblighi di installazione di impianti rinnovabili negli edifici, come previsto dalla normativa nazionale (D.Lgs. 199/2021). Questi obblighi si estenderanno anche agli immobili nuovi o ristrutturati destinati ad attività industriali, artigianali e agricole.
Nel testo è anche stata inserita la possibilità di incrementare gli obblighi relativi alle infrastrutture per la ricarica dei veicoli elettrici in specifiche aree, edifici e parcheggi, tenendo conto delle esigenze di qualità dell’aria e della pianificazione comunale.
Il capitolo efficienza energetica
Il testo della legge per il clima lombarda riporta che, per le imprese non soggette a specifici obblighi di efficienza energetica, le agevolazioni regionali dovranno includere premialità legate al possesso della certificazione ISO 50001 o ad una domanda energetica sopra le 50 TEP/anno.
Inoltre, per ridurre le emissioni derivanti dai consumi energetici, la Regione promuoverà l’adozione di sistemi di gestione dell’energia (anche rendendo obbligatoria la ISO 50001 in alcuni casi) e i contratti di rendimento energetico (EPC) per gli enti dipendenti, le società in house, gli enti sanitari e gli immobili di proprietà regionale. Prevedendo anche l’obbligo, alla prima scadenza contrattuale utile, di utilizzare forniture elettriche derivanti interamente da fonti rinnovabili per il proprio fabbisogno.
Il commento di Legambiente alla Legge per il clima della Lombardia
Secondo Legambiente, la Legge segna un’importante presa in carico da parte dell’istituzione regionale della maggiore emergenza civile ed economica in atto. L’organizzazione ambientalista ritiene però che, accanto a contenuti utili e certamente condivisibili, il testo contenga anche dichiarazioni di intenti di dubbia o nessuna operabilità.
Tra questi, spiega Legambiente, c’è prima di tutto il richiamo al nucleare. L’eventuale implementazione del nucleare in Lombardia si realizzerebbe oltre la portata temporale della Legge, che guarda agli decarbonizzazione del 2050. Oltre a questo, Legambiente nomina il riferimento alle tecnologie di cattura di CO2, oggi ancora oggetto di ricerca e sviluppo.
Pertanto, il costo di tali tecnologie sarebbe il più elevato tra le alternative possibili per la riduzione delle emissioni. Ancora, la Legge pone l’attenzione sull’idrogeno, risorsa che sarà sicuramente interessante sviluppare, ma, a detta di Legambiente, solo dopo che avremo assicurato un’adeguata capacità produttiva di energia dalle fonti rinnovabili.
Barbara Meggetto, presidente di Legambiente Lombardia, ha commentato così il contenuto del testo alla vigilia del voto in Consiglio regionale: “Dobbiamo tenere d’occhio l’orologio, se vogliamo che la nuova norma realizzi ciò che promette nel titolo, ovvero la mitigazione e l’adattamento alla crisi climatica. Bisogna accelerare con le tecnologie esistenti, molte delle quali vedono un ruolo di prima linea da parte di aziende innovatrici del nostro territorio, piuttosto che rimanere indietro per coltivare improbabili sogni nucleari”.












