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Strigliata della Commissione UE ai Governi: con la crisi energetica sprecati 18 mld in misure inutili

La Commissione UE ha invitato i Governi a investire nelle reti elettriche e a tassare l'elettricità meno del gas.

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I Governi dell’UE nel 2026 hanno speso (male) 18 miliardi di euro per ammortizzare l’impennata dei prezzi di petrolio e gas

Abbiamo una stima di quanto è costata fino a questo momento all’Europa la cieca politica di risposta alla crisi energetica del 2026. I Governi dell’Unione Europea hanno speso quasi 18 miliardi di euro quest’anno per ammortizzare gli effetti dei rincari di petrolio e gas su famiglie e imprese. Lo ha dichiarato la Commissione Europea in una nota, esortando i Paesi Membri a pensare e a implementare interventi migliori in base alle effettive necessità dei cittadini.

In una nota trasmessa ai Ministri ed elaborata per guidare le discussioni tra i capi dei dicasteri delle finanze della zona euro durante la prossima riunione dell’8 ottobre, la Commissione UE ha invitato i Governi a investire nelle reti elettriche e a tassare l’elettricità meno del gas per favorire l’abbandono dei combustibili fossili.

Dallo scoppio delle ostilità in Medio Oriente a fine febbraio 2026, almeno 25 Stati Membri hanno adottato diverse misure di politica fiscale con lo scopo di mitigare l’impatto dell’aumento dei prezzi dell’energia su famiglie e imprese senza tuttavia investire nella sicurezza energetica. Tali misure in totale sono arrivate a costare 17,9 miliardi di euro (vale a dire lo 0,1% del PIL dell’UE a 27) per il 2026. Oltre due terzi di tale sostegno, ha specificato Bruxelles, è andato a misure sui prezzi non adeguatamente mirate e, dunque, non finalizzate a indirizzare i provvedimenti alle fasce considerate più vulnerabili, a ridurre al minimo i costi fiscali a e decarbonizzare il sistema energetico.

Le dannose misure tampone adottate dal Governo Meloni

Tra le misure tampone adottate dal Governo Meloni, servite solo a creare un ulteriore buco nei fondi pubblici c’è stato il taglio delle accise deciso a marzo e poi prorogato su benzina e gasolio e l’abolizione del bollo per auto e moto a partire dal 2027. L’introduzione da parte di Eni e IP di un tetto ai listini di benzina e diesel, per evitare la tassa sugli extraprofitti energetici, è un altro esempio di interventi poco lungimiranti. Tali provvedimenti invece di favorire l’indipendenza energetica rallentano l’abbandono dei fossili, continuando a tenere i consumatori sotto il ricatto di attori esterni.

Crescita inferiore alle attese per il 2027

La Commissione UE ha spiegato inoltre che la crescita economica della zona euro quest’anno sarà leggermente superiore allo 0,9% previsto a maggio, ma nel 2027 la crescita sarà probabilmente inferiore rispetto all’1,2% atteso in precedenza.

Quanto all’inflazione, la Commissione stima che resterà in gran parte in linea con le previsioni del 3,0% per quest’anno e risulterà superiore al 2,3% previsto per il 2027 in precedenza. A settembre 2026 l’inflazione nella zona euro ha raggiunto i massimi da tre anni a questa parte, toccando il 3,8% come effetto dell’escalation del conflitto in Medio Oriente sui prezzi di petrolio e gas.

Nel frattempo, i costi di indebitamento per gli Stati Membri sono aumentati considerevolmente. Per questo, secondo Bruxelles, è necessaria maggiore prudenza in ambito fiscale.

L’aggravarsi dello shock energetico dovrebbe comportare tre rialzi dei tassi di interesse da parte della Banca Centrale Europea entro la fine del 2027. Se i Governi vogliono aiutare concretamente consumatori e imprese, dovrebbero adottare misure a breve termine ben strutturate e ponderate. Avrebbero dovuto imparare dalla crisi energetica del 2022-2023 ma non l’hanno fatto, ha concluso la Commissione nella nota i cui contenuti principali sono stati resi noti da Reuters.

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About Author / Erminia Voccia

Giornalista professionista appassionata e attenta osservatrice delle dinamiche globali. Ha una laurea magistrale in Relazioni Internazionali e due master in giornalismo e giornalismo radiotelevisivo. Ha mosso i primi passi in tv realizzando servizi per i telegiornali nazionali. Ha lavorato da freelancer per diversi quotidiani on line e cartacei nazionali e riviste specializzate, scrivendo di temi legati all’ambiente, agli esteri, alla politica internazionale e alla geopolitica, con uno sguardo particolare verso l’Asia. Ha curato l'organizzazione eventi e la comunicazione per una casa editrice e ha partecipato alla redazione di saggi. Per Rinnovabili si interessa soprattutto di clima e politiche climatiche.