Presentato un "non paper" comune a Bruxelles per dichiarare il settore strategico. Urso: "La concorrenza si è fatta sleale, serve un piano europeo contro il dumping."

Piano europeo per gli elettrodomestici: Italia, Francia e Germania
La storia europea insegna. Solo uniti, sullo stesso percorso si può fare la differenza. Ieri come oggi. E oggi, con la sfida globale, le crisi geopolitiche, la Cina che avanza e l’America che divide, Italia, Francia e Germania uniscono visione, valori e forza. Dopo il sostegno comune all’industria europea dell’auto – considerato che sono i 3 paesi che hanno di più da perdere dall’avanzata cinese – il non paper anche sul settore dell’elettrodomestico.
A promuovere un accordo a più paesi (dentro anche la Polonia) il ministro delle Imprese e del made in Italy, Adolfo Urso, che al suo ministero ha parlato del tema con il ministro delegato per l’Industria francese, Sébastien Martin, in occasione del Tavolo nazionale per il settore Moda. “Abbiamo condiviso un testo sull’industria dell’elettrodomestico europeo anche insieme alla Germania e alla Polonia con cui presenteremo alla Commissione un ‘non paper’ che chiede che il settore elettrodomestico sia dichiarato strategico come l’auto e quindi un piano europeo sull’elettrodomestico” dice Urso, che per mesi ha portato a Bruxelles le richieste dell’industria dell’auto facendo pressione sullo stop alle auto termiche al 2035.
Piano europeo degli elettrodomestici
Ora è tempo di unirsi anche sul versante della produzione di elettrodomestici. “Non c’è tempo da perdere: anche in questo caso la competizione si è fatta estremamente agguerrita e molto spesso sleale, perché le imprese di altri Paesi e altri continenti sono palesemente sovvenzionate dallo Stato consentendo loro di realizzare, di fatto, una politica di dumping in Europa“, sottolinea Urso.
Il dumping è una pratica commerciale in cui un’impresa vende i propri prodotti su un mercato estero a un prezzo notevolmente inferiore rispetto a quello praticato sul mercato interno o, in certi casi, addirittura sotto il costo reale di produzione. Si tratta di una strategia di penetrazione commerciale aggressiva che punta a conquistare rapidamente quote di mercato estere a scapito dei produttori locali.
Elettrodomestici, materie prime, pannelli solari & Co
Per Urso “serve un piano europeo per gli elettrodomestici…e un non-paper sulle materie prime critiche. Abbiamo bisogno di trattenere in Europa i materiali che servono per i settori tech e green, e che ora escono per andare in altri paesi: rottami ferrosi, che servono per l’acciaio green, cellulari e pannelli solari, che contengono le terre rare“.
Neutralità tecnologica, opinione condivisa
L’Italia, da tempo, chiede all’Ue di applicare la neutralità tecnologica come principio normativo e politico affinché non si impongano leggi per favorire una specifica tecnologia per raggiungere l’obiettivo della riduzione delle emissioni inquinanti. Anche per il ministro francese Martin, Italia, Francia e Germania, “unendo le forze dei nostri tre paesi, riusciremo a trovare molto rapidamente un buon accordo per restituire prospettive chiare all’industria automobilistica”.
La visione francese e supporto italiano
Per la Francia, l’industria dell’auto europea deve poter contare su “una quota significativa di componenti locali all’interno dei nostri veicoli. Non è pensabile avere veicoli europei, di marche europee, con componenti che non siano in larga maggioranza – oltre il 70% – prodotti in Europa” spiega ancora il ministro Martin”. Italia e Francia, oltre alla visione, condividono anche una delle principali multinazionali, Stellantis, “oltre che una filiera della componentistica che sostanzialmente dall’Italia poi contribuisce alla realizzazione anche di altre delle auto europee” argomenta il ministro italiano Adolfo Urso.












