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PUN giugno in Italia, perché i prezzi dell’energia elettrica sono aumentati?

Sul Mercato del Giorno Prima il Pun Index GME è arrivato a 111,78 €/MWh, trainato dai rincari nel prezzo del gas e da una domanda elettrica in aumento

PUN giugno in Italia, aumentano i prezzi dell’energia elettrica e del gas.
Ancora aumenti per il PUN di giugno in Italia – Immagine realizzata con IA

PUN Index e IG Index, l’aggiornamento mensile del GME

Lo scorso mese, il prezzo dell’energia elettrica in Italia è salito in modo significativo. Il valore del PUN a giugno in Italia – ovvero il prezzo medio dell’elettricità all’ingrosso – ha raggiunto quota 111,78 euro per megawattora (€/MWh), con un aumento di 18,21 euro rispetto a maggio. Lo rivela l’ultima newsletter del Gestore dei Mercati Energetici (GME) riportando sia i trend del PUN Index che dell’IG Index.

A pesare su questa crescita del prezzo elettrico sono stati tre fattori principali:

  1. L’aumento della domanda legato alla stagione estiva;
  2. Un calo nella produzione da fonti rinnovabili, in particolare quella eolica;
  3. Il rincaro del gas, la cui quotazione media (IG Index) è salita a 39,18 €/MWh.

Nelle ore di maggiore consumo (quelle di picco), il PUN Index ha toccato 116 €/MWh, mentre nelle ore meno affollate si è attestato a 110 €/MWh. Il valore minimo giornaliero è stato di 8,53 €/MWh, registrato domenica 8 giugno.

Importazioni in aumento e record negli scambi

Lo scenario ha riportato i prezzi nelle ore di picco (116 €/MWh) sopra quelli fuori picco (110 €/MWh), con un rapporto picco/baseload di 1,04. Il valore minimo orario rilevato è stato di 8,53 €/MWh.

Nel complesso, il sistema elettrico italiano ha mostrato una forte vitalità. Gli acquisti di energia sono cresciuti fino a 24,6 terawattora (TWh), con un livello di partecipazione al mercato mai così alto: l’83,1% dell’energia scambiata è avvenuta in borsa.

Anche le importazioni sono aumentate, arrivando a 4,8 TWh, il livello più alto da marzo. In particolare, i flussi in entrata dalla Francia e dalla Svizzera sono cresciuti grazie a una maggiore capacità di scambio sulle interconnessioni.

Impatto delle rinnovabili sul PUN di giugno in Italia

Nel mese di giugno, le fonti rinnovabili hanno coperto il 55,7% della produzione elettrica nazionale, in calo rispetto al 64,4% registrato nello stesso mese del 2024. Questo arretramento è dovuto in gran parte alla forte diminuzione dell’energia eolica, che ha toccato i livelli più bassi da settembre 2024.

All’opposto, il solare ha raggiunto il massimo storico mensile, con una crescita del +20,6% rispetto all’anno precedente. Bene anche l’energia idroelettrica, in aumento soprattutto al Nord, ma con un incremento dei volumi del +41,1% in Sardegna e dell’+8,2% in Calabria.

Nel complesso, però, il calo dell’eolico ha pesato sull’equilibrio tra le fonti, spingendo il sistema a fare maggiore affidamento sugli impianti termoelettrici alimentati a gas. La loro quota di produzione è infatti salita al 42,3% del totale, con i cicli combinati che hanno raggiunto il livello più alto da aprile.

Anche i picchi di offerta rinnovabile hanno influenzato i prezzi: il 29 giugno, in alcune zone del Sud e della Sicilia, sono stati registrati minimi orari pari a 1 €/MWh, proprio in concomitanza di elevate immissioni da fonti green.

Il gas sale, ma resta stabile

Parallelamente all’elettricità, anche il prezzo del gas è salito leggermente. L’IG Index, che rappresenta la media dei prezzi nei mercati gestiti dal GME, ha raggiunto i 39,18 €/MWh, in crescita di 1,5 euro rispetto a maggio. I valori si mantengono comunque stabili, oscillando attorno ai 40 €/MWh, in linea con gli altri mercati europei come il TTF olandese.

I volumi di gas scambiati nei mercati italiani sono stati 14,4 TWh, pari al 37% dei consumi nazionali. La maggior parte degli scambi è avvenuta sul mercato day-ahead, con 9,6 TWh, mentre l’intraday – ovvero le contrattazioni effettuate in giornata – ha raggiunto i 2,8 TWh.

Anche il mercato a termine conferma il trend

Infine, anche i contratti per la consegna futura dell’energia riflettono questo scenario. Il prezzo del baseload (cioè il prezzo medio per tutte le ore del giorno) di luglio 2025 ha chiuso a 110,61 €/MWh, in linea con l’attuale valore del PUN giugno in Italia.

Le transazioni registrate sulla piattaforma Conti Energia (PCE) hanno raggiunto 16 TWh, confermando una tendenza al rialzo anche nelle previsioni dei prossimi mesi.

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About Author / Alessandro Petrone

Giornalista da oltre 20 anni, nel corso della sua carriera si è occupato di politica, economia, attualità e costume. È stato Caporedattore e Direttore Responsabile per una Casa Editrice che pubblica magazine generalisti in Italia, Germania, USA e Cina. Ha scritto e collaborato con aziende e media che si occupano di automotive, con particolare attenzione ai temi della mobilità sostenibile. Si è avvicinato al mondo dell’energia lavorando come ufficio stampa per multinazionali del settore. Da allora, si occupa assiduamente di temi legati alla transizione energetica, soprattutto nel settore automotive, e alle energie rinnovabili, scrivendo per La Repubblica, AdnKronos, 9 Colonne, The Post International. È altresì appassionato di tecnologia, informatica, fotografia e cucina con un passato da attivista LGBTQIA+.