La Commissione europea invia un parere motivato all’Italia e altri 7 Paesi UE per il mancato recepimento della Direttiva 2023 sulle energie rinnovabili

Il Pacchetto Infrazioni di dicembre 2025
Dopo la lettera di costituzione in mora, è la volta del parere motivato. Oggi la Commissione europea ha attivato la seconda fase del precontenzioso sulla RED III, la direttiva UE sulle energie rinnovabili del 2023.
Nel nuovo pacchetto di decisioni in materia di infrazioni l’Esecutivo UE invia un secondo richiamo al Belpaese – ma non solo – dopo la comunicazione formale di luglio 2025. Il problema è noto: l’Italia è in ritardo nel recepimento della RED III, che avrebbe dovuto essere attuata completamente nelle ventisette legislazioni nazionali del Blocco entro il 21 maggio di quest’anno.
Recepimento RED III, a che punto è l’Italia?
Ma la macchina normativa italiana si è mossa in ritardo e con difficoltà. Basti pensare che lo schema del decreto legislativo con cui il Governo fa proprie le disposizioni europee è stato approvato in via preliminare dal Consiglio dei Ministri solamente a ottobre 2025. E che l’Italia si era già guadagnata un parere motivato per una precedente scadenza della direttiva. Anche in questo caso, però, non siamo da soli. Lo stesso richiamo è stato inviato anche a Grecia, Francia, Cipro, Ungheria, Malta, Polonia e Portogallo.
Spiega la Commissione:
“La Direttiva è stata adottata nel 2023. Gli Stati membri dovevano notificare il recepimento della Direttiva entro il 21 maggio 2025, ad eccezione di alcune disposizioni relative alle autorizzazioni, che dovevano già essere presentate entro il 1° luglio 2024 […] Nel luglio 2025, la Commissione ha inviato lettere di costituzione in mora a ventisei Stati membri per il mancato recepimento completo della direttiva nel diritto nazionale. Dopo aver esaminato le risposte degli Stati membri, la Commissione ha deciso di inviare pareri motivati a Grecia, Francia, Italia, Cipro e Portogallo per la mancata notifica delle misure di recepimento e a Ungheria, Malta e Polonia per la mancata fornitura di informazioni sufficientemente chiare e precise sulle modalità di recepimento di ciascuna disposizione della direttiva da parte delle rispettive misure di recepimento”.
Perché la Direttiva Rinnovabili 2023 è importante?
Le norme della RED III forniscono gli strumenti pratici per raggiungere gli obiettivi climatico-energetici dell’Unione per il 2030. E lo fanno stabilendo misure orizzontali e trasversali per promuovere la diffusione delle energie rinnovabili, come il rafforzamento delle garanzie di origine, la facilitazione dell’integrazione del sistema energetico attraverso la promozione dell’elettrificazione e dell’idrogeno rinnovabile, e garanzie per assicurare una produzione di bioenergia più sostenibile.
I prossimi passi
Cosa succede ora? Ora l’Italia e gli altri paesi membri hanno due mesi per rispondere e adottare le misure necessarie. In caso contrario, la Commissione potrà decidere di deferire i casi alla Corte di giustizia dell’Unione europea con richiesta di sanzioni finanziarie.
Un tempo che, almeno sulla carta, dovrebbe bastare al Belpaese per chiudere il recepimento della RED III. Trattandosi di un decreto legislativo, infatti, il provvedimento viene trasmesso alle Commissioni parlamentari competenti affinché esprimano il loro parere, senza il passaggio su emendamenti e votazioni. Un iter più veloce, essendo i D.Lgs frutto di leggi delega, che tuttavia non si rivela sempre tale.
In questo caso, infatti, nonostante lo schema di decreto sia stato assegnato alle Commissioni competenti il 10 ottobre, due giorni fa il Presidente della Camera ha evidenziato l’esigenza che la Commissione non si pronunci definitivamente sullo schema prima che il Governo abbia provveduto a integrare la richiesta di parere da parte della Conferenza Unificata, che ad oggi risulta ancora mancante.











