Il Fondo Monetario Internazionale ha criticato il provvedimento del Governo italiano perché favorirebbe i redditi alti ed avrebbe ripercussioni negative sul bilancio pubblico

Sconto diesel, 17 centesimi in meno per un litro
Da una parte c’è la necessità di tutelare un settore economico fondamentale, come quello dell‘autotrasporto, dall’altra c’è il timore di un effetto boomerang sui conti pubblici. Il caro carburante sta mettendo all’angolo il Governo che ha difficoltà nel reperire le risorse per abbassare il costo alla pompa. Dopo lo stop del 3 luglio, l’Esecutivo ha scelto di abbassare di 17 centesimi al litro il prezzo del diesel, il carburante più usato per camion e furgoncini, cioè per il trasporto merci. Un impatto inferiore invece sul trasporto per i privati, visto che le auto a gasolio sono in diminuzione nelle immatricolazioni, anche se ancora molto presenti come quota del parco circolante.
Nota ufficiale del Cdm
Andiamo con ordine. ”Il Consiglio dei ministri, su proposta del presidente Giorgia Meloni, del ministro dell’Economia e delle finanze Giancarlo Giorgetti, del ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso, del ministro dell’ambiente e della sicurezza energetica Gilberto Pichetto Fratin e del ministro delle infrastrutture e dei trasporti Matteo Salvini, ha approvato un decreto-legge che introduce disposizioni urgenti in materia di prezzi petroliferi connessi alla ulteriore crisi dei mercati internazionali”, si legge nella nota del Consiglio dei ministri.
Taglio aliquota e proroga credito imposta
La decisione riduce l’aliquota di accisa di 14 centesimi e dell’Iva di ulteriori 3 centesimi, per il periodo dal 30 luglio al 6 agosto. Analoga riduzione sarà prevista anche per i giorni 28 e 29 luglio con decreto ministeriale. Precisa ancora la nota che per lo stesso periodo, ‘‘la stessa aliquota si applica ai gasoli paraffinici ottenuti da sintesi o da idro-trattamento e al biodiesel immessi in consumo come carburanti. Inoltre, è prorogato a tutto il mese di luglio 2026 il credito d’imposta riconosciuto in favore dell’autotrasporto, commisurato alla maggiore spesa sostenuta per l’acquisto del gasolio rispetto al prezzo del mese di febbraio 2026”.
Quanto costa il diesel
In questi giorni il diesel alla pompa ha superato i 2,2 euro al litro, mentre la benzina (su cui non ci sono interventi) rimane sotto la soglia dei due euro. La decisione del Governo Meloni è proprio quella di equiparare i due carburanti a livello di costo, tenendoli sotto i 2 euro al litro per ridurre l’ansia da pieno nei giorni di partenza per le vacanze estive. Il problema è che la crisi in Iran non sembra risolversi, ed è possibile che il prezzo del petrolio continui a salire.
Effetti sul bilancio pubblico
Come dicevamo all’inizio dell’articolo, se il taglio delle accise rende meno preoccupati gli autotrasportatori e gli automobilisti con auto diesel, c’è l’avvertimento del Fondo Monetario Internazionale che ha criticato il provvedimento, sostenendo che non favorirebbe le famiglie più vulnerabili. Nelle scorse settimane, FMI ha raccomandato all’Italia di eliminare definitivamente i tagli generalizzati alle accise sui carburanti e i sussidi energetici a pioggia, giudicandoli costosi, inefficienti e socialmente iniqui.
Secondo l’istituto, queste misure finiscono per agevolare maggiormente le fasce di reddito più alte che consumano più energia, aggravando inutilmente il già pesante debito pubblico italiano e alimentando l’inflazione. Il Fondo esorta il governo italiano a sostituire gli sconti fiscali indiscriminati con trasferimenti monetari diretti e rigorosamente mirati, destinandoli solo alle famiglie vulnerabili e in reale stato di povertà energetica.
Secondo FMI, in questo modo l’Italia potrebbe salvaguardare i conti pubblici, rispettare gli obiettivi di aggiustamento fiscale e permettere ai prezzi di mercato di incentivare il risparmio energetico e la transizione ecologica.












