Il voto garantisce ai repubblicani alla Camera una vittoria bipartisan su un tema diventato politicamente sempre più controverso in vista delle elezioni di metà mandato.

La Camera approva a schiacciante maggioranza la legge che tutela i consumatori dalle tariffe elettriche legate ai data center
La Camera dei Rappresentanti degli Stati Uniti ha approvato quasi all’unanimità il Ratepayer Protection Act con lo scopo di fornire protezione alle comunità dai potenziali aumenti di costi energetici causati dai data center per l’intelligenza artificiale.
Il provvedimento si inserisce nell’ambito della crescente diffidenza, se non paura, degli elettori statunitensi nei confronti dell’IA, sia in termini di costi sia di capacità potenzialmente pericolose. I data center sono la faccia più visibile di questa nuova tecnologia. L’approvazione è seguita a settimane di confronto interno nel Partito Repubblicano su come affrontare la questione in vista delle elezioni di midterm, dove il costo della vita, aumentato notevolmente a causa dei prezzi della benzina e del diesel alla pompa e del boom dei data center, sarà il tema centrale per gli elettori.
Il GOP sa bene che rischia di perdere seggi in entrambi i rami del Congresso, grazie anche al bassissimo tasso di gradimento del Presidente Trump e per aver messo la firma sull’aumento delle costruzioni di data-center con una legge che garantiva agevolazioni fiscali per i costruttori e sviluppatori di tali infrastrutture.
Cittadini preoccupati per i rincari in bolletta
Secondo una ricerca del Pew Research Center del gennaio 2026, il 38% degli statunitensi si dice contrario ai data center a causa dei costi, il 39% per gli impatti ambientali. Se si passa alla divisione per partiti, si rileva che il 50% dei democratici è contrario per ragioni ambientali e il 44% per i costi. In campo repubblicano, la cifra scende al 31% contrario per l’ambiente e 33% per i costi. Secondo una ricerca del Brookings Intitutions dell’agosto 2026, invece, il 64% degli statunitensi è contrario al ritmo rapido attuale di costruzione dei data center, mentre il 77% è preoccupato per i relativi rincari in bolletta. Un sondaggio The New York Times/SIENA di questo mese ha indicato inoltre che il 61% degli elettori statunitensi si oppone alla costruzione di nuovi data center, con il 74% dei democratici, il 47% dei repubblicani e, più importante, il 60% degli indipendenti.
La legge non è abbastanza incisiva, secondo i democratici, che l’hanno supportata (a parte tre deputati dello schieramento più a sinistra) come primo passo verso regolamentazioni più ampie. Quasi sicuramente i democratici intraprenderanno nuove norme in caso di vittoria alle midterm in entrambi i rami del Congresso.
Proteggere i consumatori dai potenziali aumenti di costi energetici causati dai data center
Il Ratepayer Protection Act, infatti, chiede alle autorità locali di regolazione dei servizi pubblici di considerare l’adozione delle regole federali che obblighino le aziende proprietarie dei data center di coprire ogni costo extra legato al consumo energetico delle infrastrutture. Una legge attualmente in vigore impedisce al Congresso di obbligare le autorità statali a seguire gli standard federali nello stabilire i prezzi dell’elettricità.
Ora la nuova legge dovrà passare al Senato, il quale dovrebbe esaminarlo prima di ottobre, poiché è prevista una pausa dei lavori in vista delle midterm e una ripresa dei lavori solo successivamente. Trump rimane l’ostacolo principale con il suo potere di veto a qualsiasi legge gli venga presentata sulla scrivania. L’inquilino della Casa Bianca ha recentemente espresso l’appoggio totale allo sviluppo dell’IA senza freni, dichiarando che l’unico sistema di sicurezza che serve è un Presidente “STRONG and SMART” e che le comunità che si oppongono ai data center diventeranno “arretrate e povere”.












