Il 1° test è un successo, Rolls-Royce e easyJet avvicinano l’era dei voli a idrogeno verde

Il test a terra ha riguardato un prototipo di motore per aerei commerciali, nello specifico un motore di aereo regionale Rolls-Royce AE 2100-A convertito. L’idrogeno rinnovabile è stato fornito dall’EMEC e prodotto grazie all’energia dalle maree generata in un impianto sperimentale sulle isole Orkney

Voli a idrogeno verde: successo in Uk per il 1° test a terra
crediti: Rolls-Royce plc via Flickr

Le due compagnie lavorano a decarbonizzarsi con voli commerciali a H2 rinnovabile

(Rinnovabili.it) – L’era dei voli a idrogeno verde è un passo più vicina. Ieri Rolls-Royce e easyJet hanno annunciato di aver ultimato con successo il primo test a terra con un prototipo di motore per aerei commerciali. Interamente alimentato da H2 rinnovabile ottenuto da energia eolica e delle maree.

Il test per voli a idrogeno verde

Una pietra miliare dell’aviazione, la definiscono le due compagnie. “Si tratta di un passo importante per dimostrare che l’idrogeno potrebbe essere un carburante per l’aviazione a zero emissioni di carbonio del futuro e rappresenta un punto di prova fondamentale nelle strategie di decarbonizzazione”, scrivono in una nota. A questo primo test seguirà una seconda serie di prove, necessarie per poter passare alla fase dei primi voli a idrogeno verde veri e propri.

Il test si è svolto in un impianto di prova di proprietà del ministero della Difesa britannico presso Boscombe Down, nel Regno Unito, utilizzando un motore di aereo regionale Rolls-Royce AE 2100-A convertito. L’idrogeno rinnovabile è stato fornito dall’European Marine Energy Centre (EMEC), che lo ha prodotto anche grazie all’energia generata presso l’impianto di prova di energia dalle maree di Eday, sulle isole Orkney.

Quando conviene puntare sull’H2 e quando no

Il ricorso all’idrogeno è una delle vie tentate dall’industria dell’aviazione globale per decarbonizzare un settore che, da solo, genera più di 1 Gt CO2e l’anno, una quantità di gas serra superiore a quella di paesi ad alta industrializzazione come la Germania.

Mentre puntare sull’H2 rinnovabile è considerato ampiamente fattibile se non l’opzione migliore per decarbonizzare i voli a breve e media percorrenza, gli osservatori nutrono molti dubbi sulla possibilità e la convenienza di usare il vettore energetico anche per le tratte più lunghe. La scarsa densità energetica dell’H2 richiederebbe un intero re-design degli aerei, con tempi più lunghi, investimenti enormi e più margini di incertezza sulla riuscita finale. Su questi voli, l’opzione considerata come il miglior compromesso è l’uso di combustibili sostenibili per aerei in quote del 100%.

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