Energia marina in Italia, qual è lo stato di avanzamento tecnologico?

A rispondere sarà la taskforce, guidata dall’Enea, nella prima indagine su scala nazionale dedicata all’energiadelle marea e delle onde. Focus su maturità tecnica, finanziamenti e ostacoli

Energia marina in Italia
Foto di Free-Photos da Pixabay

Le potenziali produttive e tecnologiche dell’energia marina in Italia

(Rinnovabili.it) – Pochi lo sanno ma lo sfruttamento dell’energia marina in Italia si è ritagliato una nicchia importante. Non solo il Belpaese è una delle 6 nazioni europee ad aver adottato politiche specifiche per lo sfruttamento della risorsa ma, quando si tratta di finanziamenti pubblici, è seconda solo al Regno Unito. I progetti non mancano. Dal REWEC3 dell’Università Mediterranea di Reggio Calabria all’ISWEC, nato dalla collaborazione tra diversi Dipartimenti del Politecnico di Torino; da KOBOLD, sviluppata dalla società Ponte di Archimede e l’Università Federico II di Napoli, a GEM , frutto dello stesso Ateneo in collaborazione con il Parco Scientifico e Tecnologico del Molise. La lista di impianti e soluzioni per sfruttare l’energia di onde e maree si allunga costantemente. Peccato che nella quasi totalità dei casi si tratti di progetti in fase sperimentale o dimostrativa.

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Per traghettare le innovazioni italiane (e non solo) sul mercato è nato il gruppo di lavoro Ocean energy Implementation, una task force che riunisce 14 Paesi UE per definire le aspirazioni del settore energetico marino e trasformarle in azioni operative. All’interno di questa iniziativa, ogni Stato condurrà una ricognizione nazionale sulle nuove tecnologie offshore; un’indagine mirata a conoscere lo stato di avanzamento dei vari progetti, così come eventuali leve ed ostacoli per la loro implementazione.

In Italia il lavoro sarà guidato dell’Enea che ne spiega oggi le finalità, attraverso le parole di Gianmaria Sannino, responsabile del Laboratorio di Modellistica Climatica e Impatti. “La task force avrà il compito di ‘traghettare’ il settore dell’energia dal mare dalla attuale fase di sviluppo […] alla piena operatività commerciale”, spiega Sannino che riveste anche il ruolo di presidente del gruppo europeo. E per farlo si punterà sull’incremento del “livello di maturità tecnologica dei singoli dispositivi sperimentali e di tutta la filiera industriale, la ricerca di strumenti finanziari e lo sviluppo di standard e certificazioni ambientali”.

Ridurre l’LCOE dell’energia del mare

Il piano di attuazione del Gruppo Ocean energy Implementation, mira a sviluppare tecnologie energetiche oceaniche competitive in termini di costi. Nel dettaglio, l’obiettivo è di ridurre il costo livellato dell’energia (LCOE) per gli impianti a flusso di marea flusso a 15 ct€/kWh nel 2025 e 10 ct€/kWh nel 2030; LCOE per le centrali di sfruttamento delle onde dovrebbe invece raggiungere i 20 ct€/kWh al 2025, 15 ct€/kWh al 2030 e 10 ct€/kWh nel 2035.

I partner hanno individuato 11 azioni di sviluppo tecnologico da realizzare a livello nazionale e dell’UE, sia trasversali che specifiche per tecnologia. E le 14 indagini nazionali si inseriscono propri a questo livello. “Potremo conoscere lo stato di avanzamento tecnologico dei progetti, i finanziamenti e gli incentivi disponibili per il settore a livello europeo”, spiega Maria Vittoria Struglia, ricercatrice del Laboratorio ENEA di Modellistica Climatica e Impatti. “Ci sarà, inoltre, un focus su tutti gli aspetti cruciali che riguardano la fase di messa a mare dei dispositivi, come la disponibilità di laboratori naturali, l’infrastruttura di rete, le procedure autorizzative e la presenza o meno di una pianificazione dello spazio marittimo. Invitiamo tutti gli sviluppatori di prototipi di contattarci entro metà luglio”.

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Il cronoprogramma dell’Unione europea prevede che l’energia prodotta dal mare raggiunga una capacità installata di 100 MW al 2025, 1 GW al 2030 e 40 GW al 2050. Ovviamente la disponibilità di risorse è maggiore lungo la costa atlantica, ma anche il Mar Mediterraneo offre opportunità interessanti. Dalle valutazioni ENEA è emerso che le aree con il più alto potenziale dell’energia marina in Italia, si concentra sulle coste occidentali della Sardegna e il Canale di Sicilia dove il flusso medio di energia oscilla tra i 10 e i 13 kW/m.

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