Mobilità aerea elettrica, una nuova infrastruttura di ricarica rapida

Un accordo tra Lilium e Abb sta dando un impulso alla mobilità aerea elettrica: nei prossimi 3 anni dovrebbero sorgere punti di ricarica per velivoli emissioni zero da 7 posti impiegati inizialmente su distanze fino a 250 km

Mobilità aerea elettrica

di Andrea Barbieri Carones

(Rinnovabili.it) – La mobilità aerea elettrica fa un passo in avanti con l’accordo tra Lilium e Abb. Le due aziende hanno infatti annunciato una partnership per scogliere il nodo che ne impedisce lo sviluppo: le infrastrutture di ricarica. In base all’accordo, la svizzera ABB si occuperò di creare le colonnine per ricaricare i velivoli elettrici della tedesca Lilium che, in base ai programmi, dovrebbe compiere i primi voli passeggeri dal 2024. Voli che inizialmente saranno operati in Germania, Florida e Brasile su distanze di circa 250 chilometri a una velocità di 280 km/h.

I jet Lilium, vale la pena ricordarlo, sono aerei elettrici e decollo e atterraggio verticale, capaci di portare fino a 7 persone.

Oltre che su questi velivoli, la mobilità aerea elettrica si baserà su punti di ricarica capaci di ricaricare le batterie in circa 30 minuti o in 15 minuti fino all’80% della capacità. Il piano industriale prevede che ogni aereo possa compiere anche 20 o 25 voli al giorno, soprattutto tra aree urbane congestionate dal traffico. Il tutto a emissioni zero. Questa partnership, insieme ad altre in fase di definizione, rappresenta una importante fase di lancio della mobilità aerea elettrica, che un giorno potrebbe essere svolta da aerei di ogni forma e ogni taglia.

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Ottimista è Frank Muehlon, presidente della divisione E-mobility di Abb. “Questo accordo rappresenta una vittoria per l’ambiente e per i passeggeri. Ma non solo: Abb è un precursore nel settore dell’elettrificazione di tutti i mezzi di trasporto, come auto, camion, navi, mini veicoli e, ora, aerei”.

Tutto però ha un costo: gli addetti ai lavori stimano che in ciascun mercato serviranno investimenti di vari milioni di dollari per fare sì che i punti di ricarica siano disponibili per gli aerei di Lilium. Anche perché il basso tempo in cui i velivoli restano fermi per fare “il pieno” sono un elemento chiave nella profittabilità del progetto.

Iniziative simili sono in fase di studio a Los Angeles, dove comunità locali e costruttori di eVTOL (i velivoli a decollo verticali, a metà tra un drone e un’auto volante) sono già al lavoro per creare le infrastrutture.

Tra l’altro le colonnine di ricarica messe in campo da Abb sono ultrarapide e potrebbero essere utilizzate anche per mezzi pesanti come bus o camion.

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Se questa mobilità aerea elettrica andasse in porto, il beneficio in termini di emissioni evitate sarebbe importante. Basti pensare che nel 2019 le emissioni di CO2 derivanti dai voli commerciali sono state di 918 milioni di tonnellate, con un +29% rispetto al 2013. Di queste tonnellate, l’85% arriva dal settore passeggeri.

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