Dimostrato a Glasgow un prototipo da 100 kW a flusso assiale. Operando a temperature criogeniche, apre la strada ai velivoli commerciali alimentati a idrogeno

Motore superconduttore per l’aviazione commerciale
Aerei di linea con motore elettrico? Se fino ad oggi, questa strada è stata messa parzialmente in seconda linea per motivi tecnologici, logistici e di sicurezza, dall’università scozzese di Glasgow, un team di ricerca ha sviluppato il prototipo di un motore aeronautico superconduttore da 100 kW; si tratta di un’architettura radicale che potrebbe contribuire a ripensare l’aviazione su larga scala in chiave elettrificata.
Il sistema, concepito e ingegnerizzato dall‘Applied Superconductivity Laboratory dell‘Università di Strathclyde, rappresenta uno dei primissimi tentativi concreti al mondo di sviluppare un motore a flusso assiale completamente superconduttore ottimizzato per applicazioni aeronautiche.
La superconduttività è una proprietà di alcuni materiali che, se raffreddati a temperature vicine allo zero assoluto, azzerano la normale resistenza dei motori elettrici. Questo avviene perché la corrente viaggia senza sforzo e senza scaldare nulla. Un motore superconduttore eliminerebbe gli sprechi di energia e permetterebbe di gestire quantità di elettricità enormi.
Inoltre nel motore a flusso assiale, il design permette di costruire motori più piatti, compatti e leggeri, ideali per essere inseriti nella sagoma di un aereo.
La fisica dell’estremo: zero resistenza a -253 °C
Il motivo per cui si tratta di una tecnologia molto innovativa risiede nella superconduzione ad alta temperatura (HTS) per trasportare correnti elettriche molto elevate con una resistenza pressoché nulla quando raffreddato a temperature criogeniche, pari a -253 °C. Questa tecnologia consentirebbe ai motori elettrici di un aereo di raggiungere una densità di potenza di gran lunga superiore rispetto alle macchine elettriche convenzionali.
La densità di potenza indica quanta forza riesce a generare un motore in rapporto al suo peso. Per far volare un aereo di linea ne serve tantissima potenza, ma i motori elettrici tradizionali e le loro batterie sono troppo pesanti: l’aereo non riuscirebbe nemmeno a staccarsi da terra. Dunque, si tratta di un requisito fondamentale per i velivoli di linea completamente elettrici.
Le barriere ingegneristiche da superare
La propulsione elettrica ridurrebbe in modo importante l’impatto ambientale del volo, quindi sia le emissioni di CO₂ che gli ossidi di azoto in quota. Ma la vera sfida industriale consiste nello sviluppare sistemi di alimentazione e conversione energetica capaci di generare energia sufficiente senza risultare eccessivamente pesanti per le strutture alari o le fusoliere.
Per raggiungere l’obiettivo, il team di scienziati ha sviluppato l’intero propulsore partendo dalla ricerca fisica fondamentale sino a giungere a un dimostratore tecnologico funzionante, integrando discipline profondamente distanti tra loro: la fisica dei superconduttori, l’ingegneria criogenica, la modellazione elettromagnetica avanzata e l’integrazione dei sistemi meccanici sottoposti a stress rotazionali.
La validazione industriale del programma Airbus ZEST1
Il motore dell’università scozzese è stato inserito nel programma Zero Emissions for Sustainable Transport 1 (ZEST1), un’iniziativa di ricerca strategica guidata dal consorzio europeo Airbus. La validità del progetto ha ricevuto un importante riconoscimento formale agli ATI Aerospace Technology Innovation Awards del 2025, dove Airbus ha ottenuto il premio Shaping the Future proprio per il contributo pionieristico offerto allo sviluppo del volo a zero emissioni di carbonio.
Il traguardo raggiunto ha richiesto lo sforzo congiunto di un team multidisciplinare e internazionale composto da chimici, fisici, ingegneri elettrici e strutturisti. Insieme, hanno dato sviluppato l’architettura di questo motore futuristico che include avvolgimenti superconduttori a bassa perdita in corrente alternativa, un inedito sistema senza spazzole (brushless) per ridurre gli attriti e l’usura, e un sistema di gestione dell’operazione criogenica rotazionale, il tutto integrato in un’unica piattaforma compatta.
Sinergie criogeniche: l’idrogeno liquido come carburante e refrigerante
Le prospettive commerciali dell’aereo creato dall’ateneo di Glasgow più affascinanti vanno inserite anche nell’evoluzione parallela dei carburanti alternativi. Infatti, le principali aziende del settore aeronautico stanno concentrando massicci investimenti sui sistemi di propulsione criogenica che utilizzano idrogeno liquido.
L’idrogeno non fungerà solo da vettore energetico per le celle a combustibile (o per la combustione diretta), ma diventerà il fluido refrigerante primario per i sistemi elettrici superconduttori. Questa combinazione virtuosa tra lo stoccaggio del carburante e il raffreddamento criogenico consentirà di eliminare i pesanti impianti di refrigerazione dedicati, ottimizzando i pesi di bordo.












