Le auto ibride raggiungono quota 10% nei trasferimenti netti a maggio 2025, in continua crescita rispetto allo stesso periodo del 2024

Il mercato delle auto usate si ferma. E la flessione nel mese di maggio è del 5%, ma dopo 8 mesi di crescita consecutiva, che sottolineava un certo attaccamento degli italiani alle auto del settore second hand. Sono 448.299 trasferimenti di proprietà, contro i 471.992 di maggio 2024. Inoltre nei primi 5 mesi la crescita si riduce al 2,4% con 2.375.661 trasferimenti (-1,2% sul 2019). Ma nonostante una contrazione generale, le auto ibride ed elettriche mostrano una crescita sostenuta, evidenziando un cambiamento nelle preferenze dei consumatori italiani, secondo i dati diffusi da Unrae.
Auto usate, ibride ed elettriche crescono
Le auto ibride (HEV) hanno raggiunto una quota del 10,0% dei trasferimenti netti a maggio 2025, segnando una crescita significativa rispetto al 7,6% di maggio 2024. Nel cumulato dei primi cinque mesi, la quota delle ibride è salita al 9,5%. Anche le ibride plug-in (PHEV) e le elettriche pure (BEV) hanno visto un aumento, raggiungendo rispettivamente l’1,3% e l’1,0% a maggio.

Diesel e benzina in flessione
Le motorizzazioni tradizionali a benzina e diesel continuano ad avere quote di mercato molto grandi, ma il loro peso complessivo continua a scendere mese dopo mese. Il diesel, infatti, scende al 41,8% di quota, ovvero -3,7 di punti percentuali rispetto a maggio 2024. Il motore a benzina guadagna appena 0,6 punti al 38,8% nel mese di maggio.
Minivolture premiano le ibride
Per quanto riguarda le minivolture (passaggi di proprietà tra operatori), le auto ibride hanno registrato una crescita ancora più marcata, arrivando al 12,4% a maggio 2025, rispetto al 9,8% di maggio 2024. Le ibride plug-in e le elettriche pure nelle minivolture si sono attestate rispettivamente al 2,0% e all’1,6%.
Regioni top nell’usato
Anche a maggio l’analisi per regione conferma inalterato il podio. Lombardia al 1° posto, al 15,9% nel
mese, Lazio al 2°, stabile al 9,9%. Campania in 3a posizione con il 9,1%. Al 4° posto la Sicilia con l’8,4% (+0,3 p.p.), seguita a parimerito da Piemonte e Veneto al 7,8%.












