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Perché la batteria dell’auto elettrica si scarica da sola? E’ l’effetto “vampire drain”

Analisi del fenomeno del vampire drain: dalle cause tecniche ai test del sito tedesco ADAC sui modelli più e meno virtuosi

Perché la batteria dell'auto elettrica si scarica da sola? E' l'effetto
Immagine creata con IA

Vampire drain, quando la batteria dell’auto si scarica da ferma

C’è un nesso tra i vampiri e le auto elettriche? Il legame è un fenomeno noto come “vampire drain”, che prosciuga le batterie delle BEV quando restano parcheggiate troppo a lungo. Immaginate di parcheggiare la vostra auto elettrica in garage con l’80% di carica e di ritrovarla, dopo una settimana di inutilizzo, al 75%.

A differenza delle auto endotermiche, dove la batteria a 12V serve quasi solo all’avviamento e a pochi servizi, un’auto elettrica è dotata di un apparato digitale sempre connesso che ha bisogno di essere alimentato. Possiamo paragonarlo allo standby di tv e device digitali che non sono mai del tutto spenti.

Le cause principali del consumo

Le ragioni dietro alla perdita di energia da ferma sono principalmente tre:

Sistemi di monitoraggio e connettività: L’auto non si spegne mai del tutto. Resta in ascolto per ricevere comandi dall’app – come l’accensione del climatizzatore a distanza – controlla la pressione degli pneumatici e gestisce i sistemi di sicurezza e antifurto.

Gestione termica della batteria: Le batterie agli ioni di litio sono sensibili alle temperature estreme. Se fa molto freddo o molto caldo, il Battery Management System può attivare i riscaldatori o le ventole per mantenere le celle in un range di temperatura sicuro, consumando energia dalla batteria di trazione.

Modalità sentinella e dashcam: Funzioni come il Sentry Mode di Tesla mantengono attive telecamere e sensori per registrare eventuali atti vandalici. Questa è spesso la causa numero uno di un calo vistoso della percentuale di carica che può consumare anche l’1/2% al giorno.

Colpa della batteria più piccola

Tra le altre tesi sul vampire drain, c’è quella del sito tedesco Adac secondo avrebbe un ruolo la batteria di servizio da 12 V. Infatti, anche le batterie auto più avanzate avrebbero delle funzioni che dipendono dalla classica batteria di servizio e quando la 12 V fatica a mantenere la carica, allora interviene la batteria principale: scaricandosi di qualche punto percentuale.

Auto che consumano meno

In un test specifico, l’ADAC ha lasciato una Volkswagen ID.3 ferma per diverse settimane a temperature invernali vicine allo zero. Dopo la prima notte, l’auto aveva perso circa l’1% di carica, ma nelle notti successive il consumo si è stabilizzato quasi a zero, una performance in linea con quanto rilevato sulla Hyundai INSTER.

Anche la gamma elettrica di BMW si distingue per un impatto minimo, mentre per le coreane Hyundai IONIQ 5 e Kia EV6 le perdite risultano così occasionali da essere considerate quasi nulle. Il panorama cambia di molto spostandosi verso i modelli più critici: le ammiraglie Mercedes-Benz EQE ed EQS mostrano consumi giornalieri compresi tra lo 0,5 e l’1%.

Il caso Tesla

Nei test effettuati dal sito tedesco, le Tesla sono risultate spesso le auto con il vampire drain potenziale più alto a causa della loro architettura always-on e della modalità Sentinella. In fondo alla classifica troviamo infatti le Tesla Model S e Model X, che si rivelano i modelli più sensibili al fenomeno, con una scarica quotidiana che oscilla tra l’1 e l’8%.

Come ridurre il vampire drain

Quando si lascia un’auto elettrica ferma per diversi giorni e per un lungo periodo, ad esempio durante un viaggio, si può far riferimento ad una serie di consigli pratici:

  1. Disattivare le modalità di sorveglianza: Se l’auto è in un garage sicuro, si può spegnere il Sentry Mode o sistemi simili.
  2. Evitare l’app: Ogni volta che si apri l’applicazione sul telefono per controllare la carica, l’auto esce dalla modalità “Deep Sleep” e attiva i sistemi di bordo, consumando energia. Se non strettamente necessario meglio non usare l’app.
  3. Attenzione alle app di terze parti: Alcuni servizi di monitoraggio dati interrogano l’auto troppo frequentemente, impedendole di entrare in risparmio energetico.
  4. Parcheggia al coperto: Proteggere l’auto da temperature estreme riduce il lavoro del sistema di gestione termica.

Dunque se si lascia l’auto ferma per settimane, l’ideale è lasciarla con una carica compresa tra il 50% e il 70% e meglio evitare di lasciarla al di sotto del 10% per evitare brutte sorprese al ritorno.

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About Author / Paolo Travisi

Paolo Travisi ha iniziato il suo percorso da giornalista nel 2004, come redattore del network televisivo 7Gold, una palestra professionale incredibile in cui è diventato giornalista professionista, realizzando servizi tv, dalla cronaca alla cultura, e collaborando a programmi e talk condotti da professionisti quali Aldo Biscardi, Alessandro Milan, David Parenzo. In parallelo all'esperienza televisiva, ha iniziato a scrivere per Il Messaggero web, all'epoca guidato da Davide Desario (attuale direttore di Adn Kronos) e poi a scrivere di scienza, tecnologia e cultura anche per l'edizione cartacea. La passione per la scrittura e la scienza, lo ha portato a collaborare con la “storica” rubrica TuttoScienze de La Stampa, con interviste a scienziati italiani ed internazionali. Dalla scienza alla sostenibilità, con la collaborazione con Green&Blue di Repubblica. Per Rinnovabili scrive quotidianamente e con grande entusiasmo di mobilità elettrica, realizza test drive delle auto e video per le pagine social.