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Idrogeno verde, che cos’è la Hydrogen Adige Valley?

Inaugurata in Trentino-Alto Adige a tempo di record grazie ai fondi UE, la Hydrogen Adige Valley produce energia e idrogeno verde per decarbonizzare il trasporto pubblico locale

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Idrogeno verde, che cos'è la Hydrogen Adige Valley?
Immagine fornita da HAV

Idrogeno verde, 35 milioni di euro per la HAV in Alto Adige

Il Trentino Alto Adige in anticipo sui tempi. Risale già a dieci anni fa, l’idea di un’area di produzione di idrogeno pulito. Oggi, quella visione si è concretizzata con l’inaugurazione della Hydrogen Adige Valley, HAV, un progetto sperimentale dove si produce energia rinnovabile, idrogeno green ed il trasporto pubblico è ad impatto ambientale ridotto.

Grazie al sostegno politico della Provincia Autonoma di Bolzano ed operativo di SASA e Alperia, questa zona del Paese ambisce a diventare un punto di riferimento per progetti sostenibili, ma concreti. Lo dicono i numeri: producibilità annua stimata di 1,89 GW di energia pulita e 130mila chili di generazione di idrogeno verde, il tutto andrà a “nutrire” i serbatoi di 50 autobus a zero emissioni, che diventeranno almeno 120 entro il 2030. La parola d’ordine è integrazione in un unico ecosistema energetico.

Programma Next Generation EU

A sovvenzionare questa visione, i 35 milioni di euro dell’Unione Europea nell’ambito del programma Next Generation EU con l’obiettivo di fare di HAV tra le infrastrutture più moderne d’Europa. In un momento storico segnato da forti instabilità geopolitiche e mercati energetici volatili, la capacità di produrre carburanti sostenibili a chilometro zero diventa un asset fondamentale per la sicurezza e la resilienza della comunità europea, Tra l’altro il Brennero, ed il suo corridoio dove passano le merci da e per l’Europa è il solo passaggio europeo che collegherà le ragioni il Mediterraneo al Nord Europa.

Idrogeno verde, un progetto completato in tempi record

La Hydrogen Adige Valley è anche il simbolo di una straordinaria efficienza realizzativa. I lavori, avviati il 25 giugno 2025, sono stati completati esattamente un anno dopo, nel pieno rispetto delle scadenze previste dal PNRR, grazie alla stretta collaborazione tra istituzioni e un pool di aziende specializzate che hanno messo in campo elevate competenze tecniche.

I numeri della Hydrogen Adige Valley

Tutto il processo dell’HAV può contare su un impianto di elettrolisi da 2 MW dislocato a Bolzano Sud, capace di generare almeno 360 kg di idrogeno al giorno, mentre l’impianto è alimentato da un parco fotovoltaico dedicato da 1,5 MW che vanta una producibilità annua stimata di 1,89 GWh di energia pulita.

Non è tutto, perché il progetto introduce una novità assoluta: si tratta del primo impianto fotovoltaico sopraelevato, realizzato sopra un parcheggio autobus. Questa soluzione intelligente produce energia senza ulteriore consumo di suolo. Attualmente la flotta di SASA conta 50 mezzi a zero emissioni su 370 veicoli, ma integrando in modo complementare le tecnologie elettriche e a idrogeno, le ambizioni sono nettamente superiori.

Oltre la mobilità: un investimento per il territorio

Questo ecosistema non è solo un’infrastruttura energetica, ma un vero e proprio volano economico e ambientale. L’Hydrogen Adige Valley giocherà, infatti, un ruolo chiave nello sviluppo della logistica pesante, favorendo in prospettiva l’uso dell’idrogeno anche per il trasporto merci lungo l’asse del futuro Brennero Green Corridor.

Che cos’è il Brennero Green Corridor

Il progetto del Brennero Green Corridor, fortemente voluto da Autostrada del Brennero in sinergia con i territori alpini e le direttive di Bruxelles, rappresenta un cambio di paradigma radicale nel settore della mobilità. Non si tratta più semplicemente di gestire i flussi di traffico di una delle arterie commerciali più sature d’Europa, bensì di ridisegnare l’infrastruttura stessa come una piattaforma ecologica e digitale integrata.

Il progetto prevede il superamento della storica rivalità tra gomma e rotaia, promuovendo un’intermodalità spinta che sfrutterà l’imminente Tunnel di Base del Brennero per trasferire massicci volumi di merci sui binari, alleggerendo la pressione sulle valli alpine e abbattendo le emissioni di anidride carbonica.

Per i vettori che continueranno a viaggiare su strada, la transizione ecologica si gioca sulla convergenza tra digitalizzazione e trazioni alternative, configurando una vera e propria autostrada del futuro. L’asse sta accogliendo una rete capillare di centri di produzione e rifornimento di idrogeno verde, nata dall’esperienza pionieristica di Bolzano, a cui si affianca il potenziamento di hub di ricarica ultrarapida dedicati specificamente ai mezzi pesanti elettrici.

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About Author / Paolo Travisi

Paolo Travisi ha iniziato il suo percorso da giornalista nel 2004, come redattore del network televisivo 7Gold, una palestra professionale incredibile in cui è diventato giornalista professionista, realizzando servizi tv, dalla cronaca alla cultura, e collaborando a programmi e talk condotti da professionisti quali Aldo Biscardi, Alessandro Milan, David Parenzo. In parallelo all'esperienza televisiva, ha iniziato a scrivere per Il Messaggero web, all'epoca guidato da Davide Desario (attuale direttore di Adn Kronos) e poi a scrivere di scienza, tecnologia e cultura anche per l'edizione cartacea. La passione per la scrittura e la scienza, lo ha portato a collaborare con la “storica” rubrica TuttoScienze de La Stampa, con interviste a scienziati italiani ed internazionali. Dalla scienza alla sostenibilità, con la collaborazione con Green&Blue di Repubblica. Per Rinnovabili scrive quotidianamente e con grande entusiasmo di mobilità elettrica, realizza test drive delle auto e video per le pagine social.