Riciclo navi, in Sudafrica il primo impianto a norma UE

Con il progetto, il Sudafrica prova a rimpiazzare i concorrenti asiatici. Nel 2019 il 90% delle navi obsolete è stato piaggiato in Bangladesh, Pakistan o India. Cantieri che violano ogni norma ambientale e del lavoro.

Riciclo navi, in Sudafrica il primo impianto a norma UE fuori dal continente
Aneta Foubíková from Pixabay

Il progetto dell’impianto di riciclo navi sorgerà nella zona industriale di Saldanha Bay

(Rinnovabili.it) – Il Sudafrica strizza l’occhio all’industria navale europea e prova a superare Cina e Asia meridionale come destinazione preferita per il riciclo navi. Grazie a quello che potrebbe diventare il primo impianto che rispetta la normativa UE nel continente africano e in un paese non appartenente all’OSCE a gestire il fine vita delle navi.

La struttura in questione è la 34South, che dovrà vedere la luce lungo la costa occidentale del Sudafrica, più precisamente nella zona industriale di Saldanha Bay. Che punta a fare concorrenza ai competitor asiatici, veri attori egemoni di questa particolare nicchia di mercato. Infatti, l’industria globale del riciclo navi è dominata dai cantieri di demolizione nel sud-est asiatico. Nel 2019, circa il 90% di tutte le navi obsolete è finito sulle spiagge in India, Pakistan o Bangladesh, secondo l’ONG Shipbreaking Platform.

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Ma questi “cantieri” sono sotto la lente d’ingradimento da tempo. Cantieri sulle spiagge noti non solo per non rispettare le norme internazionali di protezione ambientale, ma anche per non rispettare i diritti fondamentali dei lavoratori e le norme del diritto internazionale sul commercio dei rifiuti. Così Bruxelles dal 2013 si è dotata di un regolamento apposito nel tentativo di limitare il fenomeno. E secondo la nuova normativa, dal 1° gennaio 2019 gli armatori registrati nell’Unione devono utilizzare solamente cantieri di demolizione approvati a livello comunitario. Bruxelles ha stilato un elenco provvisorio di 20 siti di smantellamento, tutti europei, selezionati perché soddisfano gli standard di sostenibilità richiesti. Ma per un settore come quello navale, queste norme vanno strette.

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Negli anni, l’industria del trasporto marittimo ha fatto pressioni in Europa perché vengano accettati anche cantieri extra-europei. Con tutta evidenza allo scopo di poter smantellare il naviglio a condizioni più favorevoli, visto che secondo un rapporto di T&E e di Shipbreaking Platform del 2018 i cantieri di riciclo navi approvati in UE hanno la capacità sufficiente per gestire la domanda industriale.

La struttura 34South sudafricana invece punterebbe a rispettare gli standard ambientali richiesti. Da progetto, farebbe uso di un ascensore per navi per portare ogni nave fuori dall’acqua, mantenendo il contenuto della nave lontano dal mare. Inoltre, il sistema di sollevamento delle navi sarebbe in grado di ospitare più di una nave alla volta per economie di scala.

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