Route 220, la startup italiana per la mobilità sostenibile

L’idea della startup italiana Route 220 è semplice, ma brillante: installare delle colonnine di ricarica per auto elettriche dove c’è qualcosa da promuovere

Route 220, la startup italiana per la mobilità sostenibile

 

Non sono molti gli italiani che scelgono di acquistare un’auto elettrica. Vuoi per l’alto costo iniziale, vuoi per la cosiddetta “ansia da autonomia”, le macchine tradizionali vincono ancora. Tuttavia, vale la pena fermarsi un momento a riflettere sui vantaggi che un veicolo del genere offre. Al di là della riduzione delle emissioni, importantissima per l’ambiente, l’acquisto di una vettura ecologica permette anche un bel risparmio a lungo termine. Secondo uno studio canadese, infatti, comprando un’auto elettrica si risparmiano fino a 12 mila euro in 7 anni rispetto ad un’auto tradizionale.

Per quanto riguarda l’ansia da autonomia, invece, la situazione potrebbe presto migliorare. Non solo le compagnie automobilistiche sono al lavoro per garantire performance sempre migliori delle proprie batterie, ma istituzioni e privati si stanno anche impegnando per aumentare il numero delle infrastrutture di ricarica. E proprio a questo si dedica la startup tutta italiana Route 220, che si propone di coniugare marketing e mobilità sostenibile.

 

Route 220: l’idea per non annoiarsi durante la ricarica

L’idea è quella di installare delle colonnine di ricarica dove c’è qualcosa da promuovere, tipo alberghi, ristoranti, negozi. In questo modo, non solo si forniranno più punti di ricarica sul territorio, ma si aiuteranno gli automobilisti ad ingannare l’attesa, promuovendo anche le attività locali.

In particolare, l’idea è nata riflettendo sull’autonomia standard di un’auto elettrica, ovvero circa 150 km. Una distanza limitante per chi ad esempio vuole organizzare una gita fuori porta o una piccola vacanza. In questi casi, trovare delle colonnine lungo la strada è di fondamentale importanza. Ecco perché Route 220 propone di installarle in corrispondenza di alberghi, musei, parchi divertimento, supermercati: insomma, qualsiasi luogo che possa essere utile o interessante per il turista.

 

Come funziona Route 220?

La startup ha creato un sito omonimo disponibile da web e da app, sia per iOS che per Android, dove è possibile consultare la mappa dei punti di ricarica ad accesso pubblico presenti in Italia e in Europa, in collaborazione con Plugsurfing GmbH.

Ma non è tutto. Grazie all’app si potranno individuare itinerari ecologici di interesse culturale, ovvero dove sono presenti sia colonnine di ricarica sia luoghi di un certo interesse turistico, per arrivare a destinazione senza annoiarsi mai.

 

I vantaggi per le strutture aderenti

I benefici dell’iniziativa di Route 220 non sono solo per gli automobilisti attenti all’ambiente, ma anche per le strutture aderenti. Ogni ricarica costa loro una cifra compresa tra 1 e 4 euro, a seconda del tempo di stazionamento e del livello residuo di carica dell’auto del cliente.

L’infrastruttura di ricarica fornita da Abb, partner di Route 220, costa circa 2-3 mila euro. In cambio, la struttura potrà attirare un numero di clienti maggiore, i quali, verosimilmente, spenderanno denaro nell’attesa dell’avvenuta ricarica.

 

Route 220 per il turismo sostenibile

Il focus di tutto il progetto è, ovviamente, il turismo sostenibile. Route 220 ha anche siglato un accordo con il Consorzio Ville Venete per installare nei prossimi mesi ben 50 colonnine in luoghi di interesse turistico. Inoltre, la convenzione con gli hotel HN, cinquantuno strutture in Italia, permetterà a chi vi soggiorna di ricaricare l’auto gratuitamente.

 

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