Motus-E ed Assosegnaletica hanno siglato protocollo d'intesa sulle colonnine di ricarica per uniformare la segnaletica stradale

Colonnine di ricarica e segnaletica stradale, nuovi passi avanti
Le colonnine di ricarica per le auto elettriche sono disseminate su strade ed autostrade. Per fortuna il loro numero sta crescendo, ma non è sempre agevole trovarle. Esistono ovviamente app che indicano esattamente il punto dove ricaricare, ma dovrebbe essere una regola standard anche l’indicazione cartellonistica.
Da qui, il protocollo d’intesa firmato da Assosegnaletica e Motus-E, con “l’obiettivo di rafforzare la collaborazione tra le rispettive filiere industriali e avviare attività congiunte a supporto dello sviluppo della mobilità elettrica nel Paese“, si legge nel comunicato stampa congiunto. L’accordo nasce dalla volontà condivisa di favorire un approccio di sistema, per sviluppare un’adeguata cartellonistica e segnaletica che “garantisca riconoscibilità, sicurezza e accessibilità” alle stazioni di ricarica.
Colonnina, dove sei?
In Italia, nonostante il numero di colonnine abbia superato le 70.000 unità all’inizio del 2026, il posizionamento e la visibilità rimangono temi caldi. Non è solo una questione di quante ce ne sono, ma di dove e come sono integrate nel tessuto urbano e autostradale.
Il posizionamento soffre di una forte asimmetria territoriale. Mentre il Nord Italia vanta una rete capillare, il Centro-Sud e le aree interne presentano ancora vaste zone d’ombra. Molte stazioni sono concentrate nei centri storici o nei centri commerciali, lasciando scoperte le periferie e le zone industriali.
Gran parte della popolazione italiana vive in condomini.
Visibilità fisica e segnaletica
Molte colonnine sono installate in posizioni poco intuitive o nascoste. A differenza dei distributori di carburante, le colonnine spesso mancano di cartellonistica di preavviso, ad esempio la scritta “Ricarica elettrica a 500m”. Motivo per cui l’utente è costretto a guidare, guardando il display dell’auto o ascoltando le indicazioni del navigatore.
In città, le colonnine sono talvolta collocate dietro angoli ciechi, cassonetti o in parcheggi angusti, rendendole difficili da individuare al primo passaggio. Se il posizionamento non è studiato bene rispetto allo stallo di sosta, i cavi possono diventare intralci per i pedoni o risultare troppo corti per alcuni modelli di auto.
Colonnine di ricarica: connessione e manutenzione
Un altro problema riguarda le colonnine fantasma, infatti, esiste una percentuale (circa il 18%) di punti di ricarica installati ma non attivi per ritardi burocratici o di allaccio alla rete elettrica. Questi appaiono sulle mappe ma sono fisicamente inutilizzabili. Infine la scarsa illuminazione di alcuni siti favorisce atti vandalici, come il taglio dei cavi per il rame, riducendo la visibilità funzionale dell’infrastruttura.
Insomma a tutta questa serie di problematiche, Motus-E, l’associazione italiana della filiera della mobilità elettrica, e Assosegnaletica, associazione federata Anima Confindustria che rappresenta le imprese della segnaletica stradale, stanno cercando di trovare una standardizzazione. «La crescita delle infrastrutture per la mobilità elettrica impone una visione coordinata, capace di tenere insieme innovazione tecnologica, sicurezza e qualità dello spazio pubblico», ha dichiarato il presidente di Assosegnaletica Valerio Casotti.
“La progressiva diffusione della mobilità elettrica richiede un approccio integrato, in cui le nostre città e il nostro sistema stradale recitano un ruolo centrale“, osserva il presidente di Motus-E, Fabio Pressi, sottolineando che l’intesa “rappresenta un passo in avanti molto importante per promuovere presso le istituzioni nazionali e locali la massima uniformità della segnaletica“.












