Ecco Luca, l’auto elettrica riciclata che nasce dai nostri rifiuti

Fibre di lino, scarti del cocco, vecchie bottiglie in Pet e marine litter: questa la ricetta dell’innovativa citycar a batterie creata dagli studenti dell’Università Tecnica di Eindhoven

auto elettrica riciclata
Credits: TU/e

Efficiente, smart e sostenibile: la nuova auto elettrica riciclata che parla olandese

(Rinnovabili.it) – Come rendere la mobilità elettrica ancora più sostenibile? Inserendo il suo ciclo di vita in un perfetto schema circolare. Una delle migliori dimostrazioni in tal senso arriva oggi dai Paesi Bassi. Qui un gruppo di studenti dell’Università Tecnica di Eindhoven (TU/e) ha progettato e realizzato un’e-car a partire quasi esclusivamente dai rifiuti. Nasce così Luca, auto elettrica riciclata, simbolo della nuova economia circolare.

Costruire il mezzo ha richiesto circa 18 mesi e il lavoro costante di 22 ragazzi. Ma il risultato è sorprendente e non solo sulla carta. Luca è una citycar compatta in grado di raggiungere una velocità massima di 90 chilometri orari e con un’autonomia di 220 chilometri. Il merito è di due motori particolarmente efficienti e del peso ridotto: appena 360 kg senza batterie. Il dato è di per sé basso, ma viene ulteriormente aiutato da quello riguardante l’accumulo. L’auto elettrica riciclata della TU/e ha bisogno, infatti, solo di sessanta chili di batterie contro i centinaia di chili a bordo delle tradizionali e-car.

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Ovviamente la parte più stupefacente riguarda la sua composizione: telaio, carrozzeria, vetri e interni sono tutti realizzati da materiali di recupero. “Con questa macchina, vogliamo dimostrare che i rifiuti sono un materiale prezioso, anche in applicazioni complesse come un’automobile”, afferma Matthijs van Wijk, membro del gruppo della TU/e

Anatomia di una macchina elettrica

Il telaio di Luca è costituito da un pannello sandwich sviluppato dagli studenti in collaborazione con diverse aziende. Fibre di lino combinate con plastica pescata dall’oceano, costituiscono gli strati esterni, mentre PET riciclato da vecchie bottiglie forma la trama a nido d’ape del nucleo. “Il PET può essere riciclato non più di dieci volte, quindi la sua durata può essere notevolmente estesa utilizzandolo in un’auto”, spiega l’ateneo olandese. “Dopotutto, dieci auto durano più di dieci bottiglie di plastica”.

La carrozzeria impiega l’acrilonitrile-butadiene-stirene o ABS, un polimero termoplastico da tempo usato dall’industria automobilistica. Ma la fonte, in questo caso, sono rifiuti domestici. Anche i finestrini laterali e posteriori, così come gli interni sono realizzati con materiale di recupero. I cuscini di Luca, ad esempio, vengono da una combinazione di scarti del cocco e crine di cavallo. Il tessuto che li circonda è realizzato in PET riciclato ma al tatto imita la pelle scamosciata. Non solo. Tutti i rifiuti di produzione dell’auto elettrica riciclata sono stati reimpiegati in altri prodotti.

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Infine, spiegano i progettisti, “l’auto prende il suo colore giallo grazie a una pellicola colorata anziché da una verniciatura. Questo film può essere rimosso anche senza lasciare residui […] semplificando il riciclo finale della carrozzeria”. Non manca neppure il lato smart. “Le auto moderne hanno grandi schermi di infotainment. Crediamo che questo sia uno spreco di risorse, poiché i mezzi sono fermi per il 96% del tempo. Luca utilizzerà quindi il tuo telefono come sistema di infotainment. E poiché vogliamo che ti concentri sulla strada, visualizzeremo le informazioni più importanti sul parabrezza attraverso un display a comparsa”.

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