Pneumatici airless: il futuro della mobilità su gomma?

La tecnologia dei pneumatici airless abbatte la manutenzione e facilita il riciclo. Sarà in grado di affermarsi su scala globale?

Pneumatici airless - il futuro della mobilità su gomma-300(Rinnovabili.it) – Gli pneumatici del futuro? Avranno una struttura interna a raggiera, non dovranno essere gonfiati ad aria, saranno più facili da riciclare e produrranno meno CO2. I costruttori di Salt Lake City stanno lavorando infatti al perfezionamento di pneumatici “airless”,  cioè non gonfiabili. Questo nuovo tipo di gomme, a detta degli sviluppatori, aumenta la sicurezza stradale e generare benefici per l’ambiente. Per ora sono in vendita presso un paio di aziende che riforniscono veicoli industriali, ma presto saranno pronte per la diffusione presso il più ampio mercato degli utenti comuni. Devono diventare più stabili, dato che al momento non possono supportare il peso delle normali automobili. Infatti tollerano una velocità di 60 km orari su veicoli ultraleggeri. Ma sembra che presto arriverà la versione “di massa”. Il principio dei pneumatici airless è semplice: si riempie il vuoto all’interno della camera d’aria con una struttura a raggi tesi da un capo all’altro della stessa. Il peso della vettura si scarica su questa raggiera e non c’è più bisogno di gonfiare periodicamente le gomme. In sostanza, ciò su cui puntano con decisione i costruttori è la minor necessità di manutenzione, senza contare che le forature cessano di essere un problema. Altro vantaggio è che quando il battistrada si consuma, non è necessario sostituire tutto lo pneumatico, ma soltanto lo strato esterno. In questo modo il risparmio di gomma da riciclare sarebbe indiscutibile, così come l’emissione di CO2 nella loro produzione. Per chi non riuscisse ad aspettare l’arrivo dei pneumatici airless, a dicembre sarà commercializzata una gomma che adopera la stessa tecnologia. È l’adattamento di uno pneumatico ideato per l’uso militare: ha un’autonomia di 350 miglia se colpito da un proiettile calibro 50, e di mille miglia se invece dovesse passare sopra un chiodo da ferrovia. L’unico problema è che costa 15 mila dollari.

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