• Articolo New York, 19 gennaio 2018
  • A pochi giorni dalle anticipazioni di Copernicus

    Il 2017 è il secondo anno più caldo: l’OMM lancia l’allarme

  • L’Organizzazione meteorologica mondiale emette il suo verdetto: Il 2017 è stato il secondo anno più caldo di sempre, il primo senza il contributo di El Niño

anno più caldo

 

Senza il contributo di El Niño nel 2016 sarebbe stato l’anno più caldo

 

(Rinnovabili.it) – Lo aveva anticipato Copernicus, l’agenzia europea che per prima aveva messo classificato il 2017 come secondo anno più caldo mai registrato. Ora arriva la conferma dell’Organizzazione meteorologica mondiale: gli esperti dicono che il podio vede primeggiare il 2016, con il 2017 al secondo posto e il 2015 sul terzo gradino.

Lo scorso anno si è attestato sugli 1,1 °C di media sopra i livelli preindustriali. Una quota che ormai è pericolosamente vicina al target più ambizioso fissato dalla COP 21 di Parigi, e cioè l’arresto del riscaldamento globale a non più di 1,5 °C sopra le medie precedenti la rivoluzione industriale.

 

>> Leggi anche: Il 2017 è stato il secondo anno più caldo <<

 

Sebbene leggermente inferiore al 2016, che aveva fatto registrare addirittura +1,2 °C rispetto alla linea di base, l’anno appena passato non ha “goduto” del contributo del fenomeno climatico El Niño, che invece ha alimentato l’aumento di temperatura nel periodo precedente. Anzi, lo scorso anno si attendevano gli effetti refrigeranti del fenomeno opposto, cioè la Niña. Ma l’azione dell’evento climatico sono stati molto deboli e non hanno inciso sul termometro mondiale.

 

 

L’allarme dell’Organizzazione meteorologica è quindi ancor più accorato. Il record del 2017 è praticamente pari a quello del 2015, perché la differenza tra le temperature è inferiore al centesimo di grado, e quindi esposta ad un errore statistico che rende insignificante una classifica. La temperatura viene misurata anche in relazione ad altre linee di base. L’Organizzazione infatti calcola anche che il 2017 ha registrato medie superiori di 0,46 °C rispetto ai 14,3 °C del periodo 1981-2010. Questa linea di base trentennale viene utilizzata dai servizi meteorologici e idrologici nazionali per valutare le medie e la variabilità dei principali parametri climatici, come temperatura, precipitazioni e vento. Dati fondamentali per la gestione delle risorse idriche, l’energia, l’agricoltura e la sanità.

«Il trend a lungo termine è molto più importante della classifica dei singoli anni – spiega il segretario generale dell’OMM, Petteri Taalas – e questa tendenza è al rialzo. 17 dei 18 anni più caldi sono stati registrati durante questo secolo e il grado di riscaldamento degli ultimi tre anni è stato eccezionale. Il calore artico è stato particolarmente pronunciato e questo avrà ripercussioni profonde e di lunga durata sui livelli del mare e sui modelli meteorologici in altre parti del mondo».

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