• Articolo Roma, 30 luglio 2019
  • Clima, Parmitano come Rutger Hauer: “Ho visto cose che non potreste immaginare”

  • Nel primo collegamento con l’Italia, l’astronauta siciliano ha sottolineato l’evidenza del cambiamento climatico visto dallo spazio.

Parmitano cambiamento climatico

Luca Parmitano al Gagarin Cosmonaut Training Center di Star City, Russia – NASA/Stephanie Stoll

Secondo Parmitano, i dati scientifici e l’osservazione diretta degli astronauti dimostrano che il cambiamento climatico è il nemico numero 1 per l’umanità

 

(Rinnovabili.it) – Io ne ho viste cose che voi umani non potreste immaginarvi…”,“Ho visto deserti avanzare e ghiacciai squagliarsi”: due dichiarazioni prese da contesti diversissimi, ma in qualche maniera legate da una percezione simile. La prima è l’esordio del monologo reso celebre dall’interpretazione del recentemente scomparso Rutger Hauer, il replicante Roy Batty in Blade Runner; la seconda è parte del discorso di Luca Parmitano, l’astronauta siciliano per la seconda volta a bordo della Stazione Spaziale Internazionale che, durante il suo primo collegamento con l’Italia, ha individuato subito quello che dallo spazio sembra essere il “nemico numero 1 per l’umanità”: il cambiamento climatico.

 

L’occasione è quella di un collegamento con il Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia – Leonardo da Vinci, di Milano. Una mezz’ora di domande e risposte con Parmitano che nei prossimi 200 giorni sarà alle prese con esperimenti sugl’effetti della microgravità sul corpo umano: “L’Agenzia Spaziale Europea ha un programma satellitare che fa osservazione terrestre ad altissima definizione ed è li che abbiamo visto i dati scientifici veri che ci danno l’idea di qual è il trend del riscaldamento globale– afferma allarmato Parmitano – Noi dalla Stazione possiamo fare osservazione umana: quello che posso dire è di aver visto nelle foto mie e dei miei colleghi degli ultimi 6 anni davvero i cambiamenti”.

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Parmitano è già stato sulla Stazione Spaziale Internazionale nel 2013, quando divenne il primo italiano a effettuare la cosiddetta “passeggiata nello spazio”, 6 ore di attività extraveicolare in cui si occupò dell’installazione di attrezzatura tecnica e della manutenzione della Stazione: “Ho visto i deserti avanzare e i ghiacciai squagliarsi, nelle foto che erano le mie e che adesso continuerò a fare”.

 

Un allarme che viene dallo spazio, da un punto di vista che solo in pochi possono fregiarsi di aver assunto. Una visione privilegiata da cui l’opera dell’uomo appare sotto una luce diversa. E come Roy Batty (Rutger Hauer) disegnava a un esterrefatto Rick Deckard (l’agente di polizia interpretato da Harrison Ford) lo scenario apocalittico che solo i suoi occhi di replicante potevano aver visto, in maniera simile Parmitano lancia un appello all’umanità, all’opinione pubblica e ai leader politici, per quello che solo i suoi occhi da lassù possono aver visto: “Spero che le nostre parole, la nostra visione e il nostro sguardo possa essere condiviso per allarmare la gente, per allarmare davvero verso quello che è il nemico numero uno, oggi: il riscaldamento globale – conclude l’astronauta – E anche per dare una spinta ai nostri leader, a chi ci giuda, a chi ha in mano le redini dei nostri Paesi per fare tutto il possibile per cercare di migliorare la situazione se non, possibilmente, invertirla. Non so se sia possibile invertire questo trend, ma sicuramente dobbiamo fare tutto il possibile per rallentarlo e fermarlo”.

 

Qui sotto il video integrale dell’intervento di Parmitano in collegamento con il Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia – Leonardo da Vinci, di Milano:

 

 

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