Quanto più tempo i governi impiegheranno ad abbandonare i combustibili fossili e a ridurre le emissioni, tanto più il caldo estivo diventerà mortale, anche se proseguiranno gli sforzi per rendere le città più resilienti alle temperature estreme.

A causa del caldo estremo dovuto ai cambiamenti climatici, quest’anno i morti per il caldo nelle città europee sono stati quasi 16.500. Il riscaldamento globale ha determinato un aumento eccessivo delle temperature estive in tutto il continente europeo, provocando quasi 16.500 decessi in più rispetto a quanti ce ne sarebbero stati durante un’ipotetica estate non influenzata dalle attività umane. Il numero dei morti non farà che aumentare fino a quando i combustibili fossili non verranno sostituiti dalle fonti di energia rinnovabile. Questo è il quadro emerso da una nuova ricerca condotta da importanti scienziati del clima, ricercatori ed epidemiologi.
Nuovo studio sui morti per il caldo nelle città europee
I ricercatori dell’Imperial College di Londra e della London School of Hygiene & Tropical Medicine, autori dello studio, hanno specificato che il numero è solo una stima giacché le città prese in esame rappresentano appena il 30% della popolazione del continente.
Per la precisione: le variazioni di temperatura causate dai cambiamenti climatici avrebbero causato in totale 16.469 decessi in eccesso nelle 854 città considerate. Lo stesso team di ricerca aveva sostenuto in un’altra analisi preliminare che i cambiamenti climatici causati dai combustibili fossili avrebbero triplicato i morti per il caldo in Europa durante l’ondata di calore avvenuta a luglio 2025. In base a questa nuova analisi, i cambiamenti climatici sarebbero responsabili del 68% dei 24.400 decessi stimati per il caldo avvenuti quest’estate, per via di un incremento delle temperature fino a 3,6 gradi Celsius.
I decessi per caldo ufficialmente segnalati rimangono significativamente sottostimati perché è difficile catalogarli come tali. Le persone spesso muoiono a causa di condizioni preesistenti, come problemi cardiaci, respiratori o renali, aggravati dalle alte temperature. Il caldo raramente compare come causa del decesso sui certificati di morte.
Il riscaldamento globale influisce sulle temperature giornaliere
Prima di tutto, gli scienziati del clima hanno approfondito le osservazioni meteorologiche e i modelli climatici per capire come il cambiamento climatico abbia influenzato le temperature giornaliere in ciascuna delle città considerate dallo studio. Ne hanno dedotto che il riscaldamento globale, causato in primo luogo dalla combustione di fonti fossili e dalla deforestazione, avrebbe fatto salire le temperature in media di 2,2 gradi Celsius, ma in alcune città sarebbero salite anche di 3,6 gradi Celsius. Il caldo estremo resta la condizione meteorologica più letale a detta degli studiosi.
A Roma il primato negativo
Tra le varie città prese in considerazione, i cambiamenti climatici sarebbero stati la causa di 4.597 decessi per il caldo stimati in Italia; 2.841 in Spagna, 1.477 in Germania, 1.444 in Francia, 1.147 nel Regno Unito, 1.064 in Romania, 808 in Grecia, 552 in Bulgaria e 268 in Croazia.
Valutando i dati delle singole capitali, i cambiamenti climatici avrebbero provocato 835 morti per il caldo a Roma, città con il primato negativo, 630 ad Atene, 409 a Parigi, 387 a Madrid, 360 a Bucarest, 315 a Londra e 140 a Berlino. Tra i decessi segnalati ci sarebbe quello di un operatore ecologico di 51 anni avvenuto a Barcellona e quello di un operaio edile di 47 anni avvenuto a San Lazzaro di Savena, in Italia.
Nel 2025 quarta estate più calda mai registrata
Il periodo compreso tra giugno e agosto 2025 è stato il quarto intervallo estivo più caldo mai registrato, con una temperatura di 0,9 gradi Celsius superiore alla media del periodo 1990-2020. Tale aumento di temperatura comporta un maggiore rischio di morte per le persone vulnerabili, come gli over 65 e chi soffre di patologie croniche, nonché un rischio maggiore di surriscaldamento degli ambienti interni. Tutto ciò comporta una crescente domanda di servizi sanitari e un aumento del fabbisogno energetico.
Perché velocizzare l’abbandono dei combustibili fossili
Le stime dello studio riferiscono di 24.400 decessi estivi a causa delle temperature estreme nelle città. Tuttavia, se il clima non fosse cambiato a causa dei combustibili fossili e della deforestazione, quasi 16.500 decessi in eccesso sarebbero stati evitati. Questo equivale a sostenere che il riscaldamento globale sarebbe responsabile del 68% dei decessi in eccesso e che quindi il numero di morti potenziali, secondo i ricercatori, sarebbe effettivamente triplicato.
Gli individui di età pari o superiore a 65 anni hanno costituito l’85% delle morti in eccesso per il calore. Il dato appare ancora più preoccupante considerate le tendenze demografiche in Europa, una popolazione che invecchia sempre di più e l’inquinamento atmosferico.
In aumento i morti per il caldo nelle città europee
Entro il 2100, si prevede che la percentuale di persone di età superiore agli 80 anni in Europa passerà dall’attuale 6% a quasi il 15%. Il nostro è il continente che si sta riscaldando di più e più velocemente e continuerà a sperimentare estati sempre più letali.
Ad oggi, quasi il 70% delle persone in Europa vive in città ma entro il 2050 la percentuale salirà all’80%. Le città europee in media arrivano a essere più calde di 4-6 gradi Celsius se paragonate alle aree rurali, con picchi fino a 10 gradi. Ciò accade perché le superfici in cemento trattengono il calore e i trasporti peggiorano la situazione. Valorizzare gli spazi verdi e blu sono può ridurre l’effetto isola di calore urbana e offrire oasi di salvezza durante l’estate, in particolare per le comunità a basso reddito con minori disponibilità.
Clair Barnes, ricercatore presso il Centre for Environmental Policy dell’Imperial College London, ha dichiarato: “Può sembrare poco, ma il nostro studio dimostra che variazioni del calore estivo anche di pochi gradi possono fare la differenza tra la vita e la morte per migliaia di persone. È un altro promemoria del fatto che il cambiamento climatico non è un problema che possiamo affrontare solo in un momento futuro. Quanto più tempo i governi impiegheranno ad abbandonare i combustibili fossili e a ridurre le emissioni, tanto più il caldo estivo diventerà mortale, anche se proseguiranno gli sforzi per rendere le città più resilienti alle temperature estreme”.
Il commento dell’Associazione Italiana Medici per l’Ambiente sui morti per il caldo nelle città europee
Francesco Romizi dell’Associazione Italiana Medici per l’Ambiente (ISDE Italia) ha commentato così il rapporto: “I nuovi drammatici dati pubblicati dall’Imperial College di Londra tornano a ricordarci che la crisi climatica può muoversi, nel caso delle ondate di calore, come un killer silenzioso e trasformarsi in emergenza sanitaria. Il caldo estremo può causare disidratazione, scompensi cardiaci e aggravare patologie croniche, con conseguenze spesso fatali per anziani e persone fragili. L’Italia è tra i Paesi europei più esposti, perché unisce estati sempre più lunghe e torride con un’alta quota di popolazione anziana. Servono subito più verde urbano, piani locali di adattamento e una transizione ecologica rapida. Ogni rinvio significa nuove vite spezzate.”
QUI lo studio dell’Imperial College di Londra e della London School of Hygiene & Tropical Medicine












