• Articolo Roma, 9 gennaio 2012
  • Risparmio energetico: conoscere e far conoscere

  • A poche settimane di distanza dal termine della COP 17 appare evidente come uno degli impegni maggiori da parte sia quello di far conoscere e divulgare il più possibile lo schema delle conclusioni

A poche settimane di distanza dalla conclusione del Summit sui Cambiamenti Climatici, tenutosi in Sud Africa a Durban, alla presenza di ben 195 rappresentanti di tutti i Paesi del Mondo, sia industrializzati sia in via di sviluppo, appare evidente come uno degli impegni maggiori da parte di tutti, governanti, scienziati, tecnici ed addetti ai lavori, sia quello di far conoscere e divulgare il più possibile, a tutti i livelli sociali, lo schema delle conclusioni del Cop 17. Come è noto, i quattro punti sui quali, alle ore 4.44 del mattino dell’ 11 dicembre 2011, il Ministro degli Esteri Sudafricano, Maite Nkoana-Mashabane ha dichiarato chiusa la Conferenza dopo 12 giorni di discorsi, tavole rotonde e trattative, sono i seguenti: 1) Estensione di Kyoto-1 : via libera per un Kyoto-2 dal 2013, e almeno fino al 2017, quale “ponte” verso un accordo globale; 2) Accordo dal 2020: via libera ai negoziati per un nuovo trattato globale; la forma giuridicamente vincolante sarà decisa nel 2015, ed entrerà in vigore a partire dal 2020; 3) I livelli della CO2 : il nuovo strumento giuridico ha, come mandato, quello di “aumentare i livelli di ambizione” per quanto riguarda il grande problema della riduzione delle emissioni di gas serra; 4) Fondo Verde: è stato definito ed approvato il Fondo Verde per il Clima, che prevede fino a 100 miliardi di dollari all’anno entro il 2020 a favore delle nazioni emergenti; via libera anche ad importanti meccanismi per la protezione delle foreste in tutti i continenti; novità per quanto riguarda la cattura e lo stoccaggio della CO2. Ecco, questi sono i quattro punti sui quali si dovrà lavorare, seriamente ed intensamente, a tutti i livelli, da oggi fino al 2020: ma per far questo, e soprattutto per ottenere risultati significativi, e condivisi da tutti, secondo me, e secondo molti altri ricercatori e tecnici del settore ambiente ed energia, risparmio energetico ed energie rinnovabili, è indispensabile ed indifferibile una capillare opera di conoscenza, di riflessione e di divulgazione di quanto comportino, nella vita di tutti i giorni, i quattro punti prima indicati ed elencati. Per quanto riguarda il livello politico, dei nostri governanti centrali e di quelli periferici, di regioni e province, sono ovviamente aperti e funzionanti perfettamente tutti i canali di interscambio informativo  a livello internazionale, per i quali sono proprio le Nazioni Unite a tenere sempre desta l’attenzione di tutti i Paesi interessati.

Per quel che invece concerne il livello intermedio della popolazione adulta, sarebbe bene che tutti i media, radio e televisioni, giornali e riviste, ospitassero, da qui in avanti, articoli tecnico-scientifici redatti da persone che operano tutti i giorni, professionalmente, nei campi prima menzionati, evitando – se possibile –  di ospitare articoli o istanze eccessivamente sbilanciati su un versante o sull’altro; ovvero articoli, interventi, petizioni o altro che siano straordinariamente catastrofisti, così come,  all’opposto, articoli che neghino del tutto la serietà e la gravità dell’attuale situazione climatica del nostro Pianeta, inneggiando ad un ingiustificato ottimismo, del tutto inadeguato alle evidenze dei dati e delle conclusioni della maggior parte dei ricercatori di tutti i continenti. Vi è infine un altro livello, quello degli studenti delle scuole medie e dei licei, i giovani di oggi che rappresentano il futuro del nostro Paese e dell’Unione Europea: è bene che questa vasta fascia di futuri dirigenti, ricercatori, politici, amministratori e cittadini, sia messa bene al corrente, oggi, di che cosa si debba sapere e fare per assicurare il mantenimento del nostro Pianeta in condizioni vivibili, per un domani sereno, sano ed eco-compatibile a tutti i livelli. A Roma e nel Lazio, per citare un esempio che vivo da protagonista da più di un anno, gli studenti della Regione partecipano periodicamente e molto attivamente, nelle aule delle loro stesse scuole, a seminari e convegni, della durata di un’intera giornata, nei quali si alternano ricercatori, tecnici ed esperti nel campo ambientale ed energetico, che hanno lo scopo di illustrare concetti ed iniziative ben compatibili con gli impegni presi a livello globale, prima a Kyoto e adesso a Durban. Si tratta dell’Associazione Culturale Periti Industriali Trafelli, di Nettuno (provincia di Roma), una associazione benemerita, che si sta prodigando (con proprie risorse e con pochissimi aiuti da parte delle  istituzioni pubbliche) per divulgare il più possibile il “verbo” del risparmio energetico in tutta la Regione. Ovviamente, dati gli ottimi risultati conseguiti in questo primo anno di attività didattica e divulgativa, le richieste di interventi e di collaborazione si stanno intensificando, e provengono da molti, moltissimi istituti scolastici di Comuni piccoli e grandi, in provincia di Roma e nelle altre quattro Province del Lazio. Personalmente, ritengo che questo esempio, che esiste già in altre regioni italiane, dal nord al sud, vada seguito e proseguito in maniera sempre più vasta e capillare, allo scopo di ottenere il massimo risultato possibile in casi del genere: la consapevolezza e la condivisione dei concetti portanti nel campo dell’ambiente, dell’energia e del risparmio energetico da parte della maggior parte possibile dei giovani del nostro Paese, degli attuali studenti delle scuole medie e superiori. Solo in questo modo sarà possibile costruire un futuro positivo e concretamente attivo, con un vocabolario e un senso comune responsabilmente indirizzato in campo ecologico, con la certezza che gli appuntamenti del 2015, del 2020, del 2050, è così via, non rappresentino soltanto dei “numeri” e delle date del calendario, bensì dei traguardi concreti ed effettivi, tagliati i quali, tutte le popolazioni del nostro Pianeta potranno guardare al proprio futuro, e a quello dei propri figli e nipoti, con maggiore e giustificato ottimismo, rispetto a quanto accada a tutti noi in questi mesi, in questi anni. Auguri, Pianeta Terra !

di Franco Vivona- Ricercatore del CNR Tor Vergata, Roma