• Articolo Nuova Delhi, 12 marzo 2018
  • Con 700 mln la Francia inaugura l’Alleanza Solare

  • Si è svolta a New Delhi  la cerimonia di fondazione della International Solar Alliance. Obiettivo: 1.000 GW di energia solare nel sud del Pianeta entro il 2030

alleanza solare

 

Prende corpo l’Alleanza Solare internazionale creata dall’India

(Rinnovabili.it) – La Francia impegnerà 700 milioni di euro nell’Alleanza solare internazionale (International Solar Alliance –ISA). Così il presidente Emmanuel Macron rinnova impegno e posizione da leader accanto al primo ministro indiano, Narenda Modi, nella più grande organizzazione intergovernativa dedicata al fotovoltaico. Dal suo lancio – alla COP 21 sul clima nel 2015 – a oggi l’ISA ha raccolto oltre un centinaio di adesioni tra istituti finanziari e governi: dei 121 Paesi inscritti, 60 hanno firmato il trattato costitutivo e 30 lo hanno già ratificato. Una massa critica notevole che permette finalmente all’Alleanza solare di entrare nel vivo della sua mission.

 

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Qual è l’obiettivo? Quando due anni fa il premier Modi aveva lanciato l’iniziativa, aveva sottolineato soprattutto due aspetti: International Solar Alliance avrebbe dovuto facilitare la realizzazione nei Paesi situati tra il tropico del Cancro e quello del capricorno installando oltre 1.000 GW e mobilitando più di 1.000 miliardi di dollari di investimenti entro il 2030. L’Agenzia internazionale dell’Energia (IEA) ha calcolato che se tutte le nazioni della fascia tropicale aderissero all’Alleanza, allora la capacità solare cumulata in quelle stesse aree potrebbe superare i 700 GW già per il 2022; un valore che quasi il doppio la potenza attuale.

 

Sulla carta le intenzioni sono ottime. I partner si concentreranno sulla diffusione di soluzioni fotovoltaiche economiche nelle aree dove l’irraggiamento è migliore (e dunque anche la produzione ottenibile) e in cui c’è un maggior bisogno di soluzioni energetiche distribuite low cost. Alla fondazione hanno preso parte anche le principali banche di sviluppo, dall’African Development Bank (AfDB) all’Asian Development Bank (ADB) coinvolgendo anche il Green climate fund (GCF) e la New Development Bank (NDB).

 

 

Ma non è difficile intuire come l’Alleanza solare miri a qualcosa in più. I paesi più soleggiati, e dunque più promettenti per il progetto, si trovano nel continente africano, dalla Somalia al Corno d’Africa, dal Niger all’Egitto. Per l’India, promotrice e organizzatrice dell’ISA, l’iniziativa rappresenta anche un mezzo per rafforzare i legami con i principali Paesi africani, parte di una precisa strategia Indo-Pacifica che va ben oltre la mera questione energetica. E la Francia non può che essere considerata partner strategico per la maggior parte di relazioni nell’Africa occidentale.

L’International Solar Alliance dovrebbe inoltre permettere a Nuova Delhi di recuperare quel ritardo tattico accumulato nei confronti delle mire commerciali della Cina nel continente africano. Ecco perché, come parte del progetto, l’India ha offerto una linea di credito, del valore di oltre 1.000 milioni per progetti solari che offre tassi di interesse più convenienti rispetto a quelli cinesi.

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