• Articolo Roma, 9 gennaio 2019
  • Il Mise pubblica la proposta di Piano nazionale energia e clima 2030

  • Rinnovabili al 30% nei consumi energetici e meno 33% di emissioni. Per la prima volta prevista la Vas.
    Crippa: “Strumento fondamentale per la politica energetico climatica dei prossimi 10 anni”

Piano nazionale energia e clima 2030

 

 La proposta di Piano nazionale energia clima (PNIEC) rivede al rialzo gli obiettivi stabiliti dall’UE

(Rinnovabili.it) – Decarbonizzazione, autoconsumo, generazione distribuita, sicurezza energetica, elettrificazione dei consumi, efficienza, ricerca e innovazione, competitività. Sono questi i principali obiettivi del PNIEC, la proposta di piano nazionale energia clima 2030 inviata ieri dal governo italiano a Bruxelles. Il documento, che tutti gli Stati membri sono tenuti a stilare, è uno degli strumenti chiave richiesti dal Pacchetto UE Energia pulita: nelle sue pagine sono, infatti, contenute politiche e misure nazionali finalizzate al raggiungimento degli obiettivi europei 2030 in linea con le 5 dimensioni dell’Energy Union.

 

Il nome corretto (a lavoro finito) è Piano nazionale integrato per l’energia e il clima per il periodo 2021-2030 e dovrà essere adottato, previo ok dall’esecutivo UE, entro il 31 dicembre 2019. E ogni due anni lo Stato membro dovrà riferire alla commissione in merito ai progressi compiuti. “Siamo riusciti nei tempi previsti a elaborare uno strumento fondamentale per la politica energetica e ambientale del nostro Paese e dell’UE per i prossimi 10 anni, – spiega il Sottosegretario allo Sviluppo Economico con delega all’Energia Davide Crippa. – Il merito va a un cambiamento radicale nell’approccio alla politica energetica e all’eccellente lavoro di squadra che ha coinvolto tecnici e policy maker di MiSE, MATTM, MIT, GSE, RSE, ISPRA, ENEA, Politecnico di Milano e ARERA”. Il piano è vincolante per l’Italia. Ciò significa che, una volta che l’Europa lo avrà approvato, non si potrà prescindere dagli obiettivi elencati.

 

Gli obiettivi rinnovabili del Piano nazionale energia clima 2030 dell’Italia

Il primo capitolo della proposta riporta i target nazionali su fronte delle rinnovabili, dell’efficienza e delle emissioni. Sul fronte della domanda energetica il PNIEC prevede un 30% di Consumi Finali Lordi coperti da fonti rinnovabili (fer) da raggiungere entro il 2030. Scomponendo la domanda nei diversi settori chiave, il contributo delle fer risulta così differenziato: un 55,4% di quota rinnovabile nel settore elettrico, un 33% nel settore termico (usi per riscaldamento e raffrescamento) e un 21,6% per quanto riguarda l’incorporazione di rinnovabili nei trasporti (calcolato con i criteri di contabilizzazione dell’obbligo previsti dalla RED II). In quest’ultimo contesto, gli autori del documento si aspettano un’importante contributo delle auto elettriche e ibride al 2030, con una diffusione complessiva di quasi 6 milioni di veicoli ad alimentazione elettrica di cui circa 1,6 milioni di mezzi full electric.

 

Efficienza ed emissioni, cosa propone il PNIEC?

Sul piano dell’efficienza energetica, la Proposta di Piano nazionale integrato per l’Energia ed il Clima prevede una riduzione dei consumi di energia primaria del 43% e del 39,7% dell’energia finale (rispetto allo scenario PRIMES 2007). Per quanto riguarda, invece, il livello assoluto di consumo di energia al 2030, l’Italia persegue un obiettivo di 132,0 Mtep di energia primaria e 103,8 Mtep di energia finale.

Sul fronte emissioni, invece, il testo riporta una riduzione dei gas serra del 33% per tutti i settori che non rientrano nell’ETS, il mercato del carbonio europeo, ossia trasporti (esclusa l’aviazione), residenziale, terziario, industria non energivora, agricoltura e rifiuti. Per la prima volta, inoltre, è prevista la Vas, la Valutazione ambientale strategica che dovrà esaminare l’impatto ambientale del piano nel corso del 2019. “Abbiamo fortemente voluto la Vas – commenta il ministro dell’Ambiente Sergio Costa – perché è importantissimo valutare l’impatto ambientale delle scelte energetiche e perché quando parliamo di lotta ai cambiamenti climatici le nostre non sono parole vuote ma impegni concreti”.

 

Leggi qui la proposta di Piano nazionale integrato per l’energia e il clima per il periodo 2021-2030

4 Commenti

  1. Pier Luigi Caffese
    Posted gennaio 11, 2019 at 11:45 am

    Il piano 70% fossili è sbagliato e solo con 3.000 TWh di pompaggi arriviamo a 100% rinnovabili diminuendo l’import di 90 miliardi annui che in 30 sono 2700 miliardi.In piu’ ogni gasdotto Tap fa sprecare 2.000 miliardi in 30 anni e se ne fanno 3 sono 6.000 miliardi buttati.Poi ci sono incentivi fossili per 17 miliardi che in 30 anni sono 510 miliardi.Il piano Crippa verrà subito contestato perchè riduce le rinnovabili pattuite dal 32% al 30%,le emissioni vengono ridotte troppo poco contro il 90% possibile con i progetti acqua pompaggi-metano e carburanti rinnovabili.Sull’elettrico bisogna imporre la piattaforma digitale statale con ricariche in cloud che non possono essere private e fa risparmiare 40% di costo.Dato che conferma l’impianto SEN dove il gas viene usato a bilanciare 110 TWh di rinnovabili,L’europa contesterà tale scelta non scientifica dato che costa meno bilanciare con pompaggi e costruire centrali plasma rifiuti senza diossina che danno lo syngas.

    • Giovanni Piazzo
      Posted luglio 3, 2019 at 11:37 pm

      Il PNeC “prevede una decarbonizzazione con il gas invece che con i pompaggi è cio’e’ assolutamente antiscientifico”. Condivido prorio al MASSIMO.
      “Il piano 70% fossili è sbagliato e solo con 3.000 TWh di pompaggi arriviamo a 100% rinnovabili diminuendo l’import di 90 miliardi annui che in 30 sono 2700 miliardi.In piu’ ogni gasdotto Tap fa sprecare 2.000 miliardi in 30 anni e se ne fanno 3 sono 6.000 miliardi buttati”.
      Ci faccia capire: 3000 TWh in 30 anni? Cioè 100 TWh/anno, 1/3 del consumo annuo in pratica. Bastano? Come ottenerli, specie al sud?
      Ad ogni modo i miei piu sentiti COMPLIMENTI.

  2. Pier Luigi Caffese
    Posted gennaio 11, 2019 at 11:46 am

    Il Governo non presenta un piano di Produzione di energie rinnovabili al 30%, ma un piano di energia fossile gas al 70% che comporta la stasi se non la flessione del PIL italiano.E’ un piano gestito e impostato da fossili non in linea con le aspettative italiane che ricalca la SEN di Calenda con il trucco di bilanciare 110 TWh di rinnovabili solare e vento con 110 Twh di gas per far passare gli inutili gasdotti Tap da 104 TWh.
    1.Non è in linea con gli obiettivi previsti dalla UE al 32%, ed una quota di energia rinnovabile nel settore dei trasporti al 21,6% contro il 14% previsto dalla Commissione europea. Questo 21,6% è troppo basso e significa che Eni non ha le capacità tecnologiche.
    2.Sono questi i principali obiettivi del Piano nazionale integrato per l’Energia ed il Clima (PNIEC), inviato dal Ministero dello Sviluppo Economico a Bruxelles.
    3.Il piano, previsto dall’Europarlamento e dal Consiglio, è strutturato secondo 5 dimensioni: decarbonizzazione, efficienza energetica, sicurezza energetica, mercato interno dell’energia, ricerca, innovazione e competitività. Prevede una decarbonizzazione con il gas invece che con i pompaggi è cio’e’ assolutamente antiscientifico.
    4.Inoltre, il Piano prevede una riduzione dei consumi di energia primaria rispetto allo scenario di partenza PRIMES 2007 del 43% a fronte di un obiettivo UE del 32,5% e la riduzione dei gas serra (GHG) del 33%, obiettivo superiore del 3% rispetto a quello previsto dall’UE.
    5.”Siamo riusciti nei tempi previsti ad elaborare uno strumento fondamentale per la politica energetica e ambientale del nostro Paese e dell’UE per i prossimi 10 anni”, ha affermato il Sottosegretario allo Sviluppo Economico con delega all’Energia Davide Crippa, aggiungendo che “il merito va ad un cambiamento radicale nell’approccio alla politica energetica” ed al “lavoro di squadra”, che ha coinvolto tecnici e policy maker del Ministero dello Sviluppo assieme al Ministero dell’Ambiente, dei Trasporti, al GSE, all’ISPRA, all’ENEA, al Politecnico di Milano ed all’Authority per l’energia ARERA.
    6.”Il piano – ha aggiunto Crippa – è uno strumento che per raggiungere i propri obiettivi avrà bisogno del sostegno e della collaborazione attiva da parte di tutti gli stakeholders, sia nella fase di predisposizione che di realizzazione. Per questo, prevediamo una consultazione a tutti i livelli e, soprattutto, con le parti interessate, comprese le parti sociali”.
    7.”A breve – ha concluso – presenteremo in un evento pubblico il portale dedicato al PNIEC, pensato per essere uno spazio di informazione e di dialogo sulle principali tematiche oggetto del piano, integrando anche la dimensione sociale della transizione energetica che, molto spesso, rappresenta la principale barriera al cambiamento”.
    8.Non capisco Crippa perchè insiste sul 70% fossile e poi perchp non vuole i pompaggi che intanto coprono dall’attuale 17% di rinnovabili al 30% che per noi italiani e’ troppo basso dato che puntiamo al 100% rinnovabili entro 2035.Crippa ha i nostridati sui pompaggi per 3.000 Twh e li deve considerare.Se non gli piacciono deve dire il perchè?Poi sullascelta dei partners vediamo che sono tutti in mano a dirigenti fossili da Arera ad Enea,al Polimi notoriamente contro i Pompaggi.

  3. luciano sgrigna
    Posted gennaio 11, 2019 at 12:03 pm

    sono interessato ad approfondire la proposta del piano per l’energia.Grazie

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