• Articolo Singapore, 20 dicembre 2011
  • Il grandioso progetto del team Wilkinson Eyre, Grant Associates e Atelier 10.

    Una passeggiata tra gli Alberi Solari di Singapore

  • Serre climatizzate carbon neutral più grandi del mondo e “Alberi giganti” per il Giardino botanico di Singapore, dove l’architettura, fusa con la natura e la tecnologia, produce sostenibilità ed energia

Osservando lo skyline di Singapore, in direzione di Marina South, la nostra vista viene immediatamente catturata da alcuni altissimi elementi che, anche a distanza, ricordano dei giganteschi alberi tropicali. Si tratta del cuore pulsante del progetto per i Gardens by the Bay, i giardini botanici di Marina South, che apriranno al pubblico nel giugno 2012.

Il progetto vincitore del concorso indetto nel 2006 per la realizzazione di uno dei più grandi esempi di sostenibilità architettonica, ingegneristica e botanica, è lo studio di progettazione Wilkinson Eyre, in collaborazione con i famosi paesaggisti della Grant Associates ed il team di ingegneri dell’Atelier 10.

I Garden by the Bay occuperanno una superficie totale di 101 ettari, con una superficie coperta pari a 16.500 mq, prevalentemente riservata a due gigantesche serre, pronte a divenire le strutture climatizzate più grandi del mondo che utilizzano un sistema a basso consumo energetico ed energie rinnovabili.

La sostenibilità è un fattore chiave per la progettazione dei Giardini by the Bay di Singapore: il messaggio che i committenti volevano trasmettere, è stato perfettamente atteso dal team dei vincitori, che hanno volutamente racchiuso in un unico macro sistema, le infinite sfaccettature climatiche e vegetali del nostro Pianeta, esprimendole attraverso l’applicazione delle più moderne tecnologie rinnovabili.

Le serre bioclimatiche “carbon neutral” più grandi del mondo

Come diventerebbe il nostro Pianeta se il surriscaldamento globale avesse la meglio, arrivando a modificare le diverse aree bioclimatiche? Percorrendo i sentieri interni alle due Grandi serre, potremo esplorare dal vivo, ma senza conseguenze, gli esiti di queste catastrofiste previsioni, osservando da vicino gli habitat più a rischio.

La struttura che permetterà tutto questo è abbastanza semplice nella complessità delle sue potenzialità. Permettere il massimo guadagno solare era il primo obiettivo, indispensabile alle specie vegetali che abitano l’interno della serra; di conseguenza la struttura che meglio si prestava a questo tipo di considerazioni era la più tradizionale, nonché più efficace: uno scheletro di archi in acciaio integrato ad una superficie totalmente vetrata ad alta efficienza.

Le implicazioni climatiche del prevedibile surriscaldamento interno dovuto all’intensità dei raggi solari, sono facilmente controllate grazie a due sistemi: l’impiego di vetri ad alta efficienza, in grado cioè di lasciar passare in grande quantità i raggi luminosi (65%), limitando invece il passaggio di calore solare al 35%; l’inserimento di vele triangolari interne alla struttura vetrata, come sistema di ombreggiamento interno, apribili a seconda delle necessità ointegrate ad un sistema automatizzato per garantire il massimo comfort interno.

Per regolare la temperatura interna in tutto il corso dell’anno, sarà quindi sufficiente aprire le finestre posizionate nella parte più alta della copertura vetrata, per favorire una naturale fuoriuscita dell’aria calda e rendere la struttura completamente carbon neutral.

Il Bosco degli Alberi Giganti: Supertree

Una sorta di bosco incantato, composto da diciotto alberi giganti alti tra i 25 ed i 50 metri, inseriti come contrasto nella realtà bassa dei giardini. Diciotto elementi che punteggiano il paesaggio, undici dei quali realizzati esclusivamente con materiali ecosostenibili e dotati dei più moderni sistemi di produzione di energia rinnovabile.

La struttura di questi Super Alberi è costituita semplicemente da un nucleo in calcestruzzo forato al suo interno per consentire il deflusso dell’aria proveniente dall’impianto geotermico ed una struttura esterna in acciaio, riempita con un totale di 162.900 piante di oltre 200 specie diverse provenienti da climi tropicali, senza trascurare l’aspetto estetico e cromatico risultante dalla composizione dei colori nel susseguirsi delle stagioni.

I Supertree risultano una perfetta fusione di natura, arte, ingegneria e tecnologia, essendo indispensabili per garantire alla struttura livelli energetici esclusivamente basati su fonti rinnovabili. Dove tradizionalmente troveremmo la chioma dell’albero, i Supertree ospitano pannelli fotovoltaici, collettori solari, condotti di ventilazione ed un serbatoio per la raccolta dell’acqua piovana, che attraverso il nucleo interno, defluisce fino al bacino di raccolta sotterraneo, che a sua volta reimmette l’acqua nel sistema di irrigazione interno.

Natura ed energia senza condizioni


A fornire energia all’impianto sarà la biomassa e precisamente gli scarti dei rifiuti del legname proveniente dal vicino National Parks Board, contenenti circa 3 milioni di alberi e che grazie alle quotidiane opere di manutenzione, potrà fornire all’impianto del Garden by the Bay, 5.000 tonnellate di ritagli di legno al mese. Anziché essere gettati, questa importantissima materia prima, viene ridotta in schegge e bruciata in una caldaia a biomassa a vapora, che fornisce energia al sistema di cogenerazione dell’intera area dei giardini.

I fumi prodotti dalla combustione saranno indirizzati ai sistema di produzione elettrica ed all’impianto di climatizzazione. Il calore prodotto infatti, consentirà una preventiva deumidificazione dell’aria esterna prima di essere raffreddata per il sistema di climatizzazione: questo procedimento è indispensabile per ridurre i consumi elettrici, in quanto occorre un quantitativo minore di energia per raffrescare l’aria secca rispetto all’aria umida. Nulla andrà sprecato, le ceneri avanzate dalla combustione serviranno come fertilizzante per le numerose specie vegetali.

L’acqua raccolta dai serbatoi posti sulla sommità dei supertree e alla base delle cascata vetrata delle serre climatiche, verrà raccolta nel bacino sotterraneo per essere poi trattata e immessa nella rete dell’irrigazione.

Progetto grandioso ed ambizioso, che ha dato prova delle potenzialità della tecnologia applicata alla natura, uno sguardo sul futuro, pulito, green ed innovativo.