• Articolo Moshi, 14 settembre 2015
  • Rinnovabili e progettazione partecipata per vivere e studiare sicuri

    Tanzania: una casa ecologica per combattere la violenza sulle donne

  • L ONG KWIECO ha collaborato con il governo finlandese e con gli architetti dello studio Hollmén Reuter Sandman Architects per costruire una casa ecologica per le donne vittime di violenza domestica

Tanzania: una casa sostenibile per combattere la violenza sulle donne

 

(Rinnovabili.it) – L’associazione non governativa KWIECO (Kilimanjaro Women Information exchange & Consultancy Organization) ha collaborato con lo studio di architettura Hollmén Reuter Sandman Architects per costruire un centro di accoglienza per le donne che hanno subito violenze domestiche.

La regione del Kilimanjaro è tristemente famosa per i casi di violenza sulle donne che non sono sufficientemente tutelate dalla legge e non hanno gli strumenti culturali e giuridici per ribellarsi e cambiare la propria vita.

L’ONG africana per l’uguaglianza di genere ha ottenuto dei finanziamenti dal governo finlandese e ha collaborato con l’organizzazione Ukumbi per dar vita all’ambizioso progetto di un centro di accoglienza sostenibile che permetta alle donne di vivere e studiare insieme ai propri bambini.

 

Il progetto per la casa ecologica in Tanzania

Tanzania: una casa sostenibile per combattere la violenza sulle donneIl progetto si compone di due fasi, la prima da poco ultimata per costruire una casa ecologica alle donne della Tanzania, la seconda per la scuola adiacente ancora in cerca di finanziamenti.

La struttura si snoda attorno a tre cortili esterni, che favoriscono la ventilazione e l’illuminazione naturale degli ambienti. Per minimizzare i consumi nelle pareti sono annegate bottiglie di vetro che permettono l’ingresso della luce naturale e sfruttano i rifiuti per farne materiali da costruzione.

I passaggi sono ombreggiati da portici realizzati con coperture metalliche mentre i pannelli solari rivestono la copertura e dotano di acqua calda ed energia pulita tutte le abitazioni. La struttura è il frutto di un processo di progettazione partecipata che ha coinvolto le donne che hanno consigliato gli architetti e li hanno aiutati a realizzare un edificio in grado di soddisfare tutte le loro esigenze.

La scelta di materiali locali, colori brillanti e stampe tradizionali rendono il centro di accoglienza una casa allegra, sicura e confortevole in cui crescere. Attualmente la casa sostenibile ospita venti donne con i loro bambini e gli uffici del centro di accoglienza.

 

Tanzania: una casa sostenibile per combattere la violenza sulle donne

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