• Articolo Oslo, 26 ottobre 2015
  • Il governo sta lavorando ad un programma per la navigazione sostenibile

    Navi elettriche e porti sostenibili: la Norvegia è un secolo avanti

  • Da carico, turistiche, commerciali e rimorchiatori: il governo programma la creazione di una flotta di navi elettriche per abbattere le emissioni

Navi elettriche e porti sostenibili la Norvegia è un secolo avanti 2

 

(Rinnovabili.it) – Se c’è qualcuno che si sta veramente dando da fare sulle energie rinnovabili e la mobilità sostenibile, quella è la Norvegia. L’idea del governo, adesso, è creare una flotta di navi elettriche per poter solcare in tutta sostenibilità i numerosi e caratteristici fiordi, intorno ai quali si sviluppa buona parte del commercio.

È la sfida più imponente che il Paese lancia alla comunità internazionale: le altre le ha già vinte tutte. Negli ultimi 20 anni ha costruito una rete elettrica nazionale che oggi permette un approvvigionamento fino al 90% da fonti rinnovabili: idroelettrico, eolico e fotovoltaico. La città di Oslo ha recentemente annunciato che prevede di eliminare 350 mila vetture dal quartiere degli affari e di vietarle del tutto entro il 2020.

Ora è il momento di andare oltre, puntando sul trasporto che nessuno aveva ancora osato toccare: quello navale. Le navi emettono enormi quantità di anidride carbonica in atmosfera durante ogni viaggio. Alcune stime suggeriscono una grande nave container sia responsabile di un inquinamento atmosferico pari a quello di 50 milioni di auto. Le sostanze più presenti nelle emissioni navali sono quelle di anidride solforosa.

 

Navi elettriche e porti sostenibili la Norvegia è un secolo avanti 3In vista della COP 21, e in previsione dell’entrata in vigore di nuovi standard per le emissioni globali, Oslo sta già organizzandosi per diventare la prima della classe: i funzionari di governo e leader del settore stanno lavorando al Green Coastal Shipping Programme, un programma per la navigazione costiera sostenibile che mira a mettere in acqua le imbarcazioni più ecologiche del pianeta. Nessun tipo di natante verrà risparmiato: navi cisterna, navi da carico, navi container, navi passeggeri, traghetti, pescherecci, rimorchiatori e tutto ciò che resta dovranno garantire una trazione elettrica o ibrida (gas naturale – batterie). Non bisogna partire da zero: la Norvegia ha già inaugurato il suo primo traghetto elettrico al 100%.

Non mancherà, all’interno del programma, la progettazione di un porto a basso consumo energetico con una impronta carbonica minima. Al suo interno opereranno veicoli plug-in e gru elettriche, si potranno trovare stazioni di ricarica per le navi a batteria. Secondo Monica Mæland, il Ministro del Commercio e dell’Industria, «il settore dei trasporti marittimi è molto ben attrezzato per aprire la strada della transizione verde. Tutto ciò può contribuire alle esportazioni di buone soluzioni orientate al futuro e rispettose dell’ambiente».

13 Commenti

  1. vittorio ballini
    Posted ottobre 31, 2015 at 9:28 am

    Tutto cio che pubblicate a proposito può essere accettato,ma bisogna anche puntare sulla forma dello scafo che a mio parere è la base di tutto,è vero si che bisogna lavorare sul motore ma è altrettanto importante ridurre la resistenza al moto dello scafo.Esistono già delle barche fatte con carene ottime,ma vengono ignorate,producendo degli scafi che dimostrano molta inesperienza.
    Ballini Vittorio

    • Maurizio De Tomasi
      Posted aprile 23, 2016 at 10:00 am

      Norway is thousands years forward!!!!!!!!!!

  2. Donato Ficchì
    Posted aprile 23, 2016 at 12:45 pm

    Ad alcuni Italiani piace fare i professori, sottolineando gli elementi di criticità dei progetti davvero innovativi di paesi come la Norvegia, più avanti di noi. Anni fa le case automobilistiche puntavano su modelli di auto più aerodinamici, con musi più affilati. Oggi se guardiamo i nuovi modelli di auto,Fiat compresa, questa attenzione per l’impatto aerodinamico sembra non interessare più le case produttrici. Noi in Italia non abbiamo nemmeno una legge sul reato di disastro ambientale. Il referendum sulle trivellazioni è fallito perchè agli Italiani è piaciuto astenersi come suggerivano Renzi e Napolitano. Ah! Se quell’ oleocondotto in Liguria si fosse rotto solo un giorno prima. Gli Italiani rispondono solo se toccano con mano. Le scelte innovative e una diversa programmazione sono cose che fanno altri Paesi come la Norvegia mentre noi restiamo a guardare, pensando chissà ai prossimi 80 euro.

    • gabriella
      Posted aprile 24, 2016 at 5:33 pm

      Ti ringrazio Donato vedo che anche tu la pensi come me, è ora di iniziare ad agire e Renzi non è la persona più adatta per questo tipo di soluzioni è troppo invischiato con il petrolio!

  3. Pietro Antonio D'Ugo
    Posted aprile 23, 2016 at 3:21 pm

    Magari potesse essere anche per l’Italia, ma molti non si rendono conto che la Norvegia ed anche la Svezia con la loro abbondanza di cascate e cascatelle producono da moltissimi anni corrente elettrica quasi a costo zero e questo per almeno il 90% della sua produzione. Inoltre i loro trasporti sono in gran parte intorno alle loro coste e a quelle molto vicine. I nostri trasporti sono organizzati in gran parte su strade sia per l’Italia che per l’Europa e l’energia che si produce serve a malapena e ad alto costo per l’lluminazione ed altro uso domestico tenendo conto anche della nostra posizione geografica che non ci permette troppo eolico per non distruggere davvero la Bella Italia.

  4. saimir
    Posted aprile 23, 2016 at 9:42 pm

    Si,va bene,solo che non ci dobbiamo dimenticare che i norvegesi hanno grandi risorse idriche,popolazione piccola per la superficie che occupano,…sono benestanti perché vendono tanto petrolio e gas,…e poi stanno facendo di tutto per far sparire le balene ed altre specie di cetacei,….fatemi il piacere vaaaa

  5. Aston
    Posted aprile 24, 2016 at 9:12 am

    Ahimè a noi mancano 2 cose rispetto ai norvegesi: 1) la testa 2) i profitti del petrolio. Avessimo avuto il petrolio, saremmo conciati ne più ne meno del Venezuela.

  6. luciano
    Posted aprile 24, 2016 at 9:29 am

    Qualcuono sa spiegarmi cosa succederà agli accumulatori,ossia le batterie, una volta che si deteriora no e non saranno più efficienti? Si é pensato anche allo smaltimento di queste?

  7. crescentino
    Posted aprile 24, 2016 at 7:27 pm

    Ho letto questo post con grande speranza per il futuro della terra. Penso che il maggior problema di chi critica queste soluzioni energetiche sia un fatto culturale condizionato dalla politica e non una conoscenza delle tematiche ambientali.

  8. Alfredo
    Posted aprile 24, 2016 at 8:11 pm

    Per fare due conti della serva….il costo (si trova su Wikipedia) é tra 2.8-5 USD/Watth. Le batterie sono da 1 mega=tra 2milioni e 5 milioni di costo delle sole batterie . Motore e carica escluse , smaltimento escluso .

  9. Costantinos Mylonas
    Posted aprile 24, 2016 at 8:13 pm

    Tutto ciò, però la Norvegia lo finanzia vendendo il petrolio che trova nel mare del nord. Per gli altri paesi sarebbe altamente costoso fare ciò.

  10. Gabri
    Posted aprile 25, 2016 at 6:38 am

    La Norvegia ha un ottimo rapporto con il petrolio o sbaglio?

  11. Brokensaints
    Posted aprile 25, 2016 at 10:41 pm

    Siamo obbiettivi!

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