• Articolo , 7 ottobre 2009
  • Maldive: Consiglio dei Ministri subacqueo per il rischio inondazione

  • La particolare e rischiosa situazione delle isole Maldive ha spinto il loro presidente a indire, a scopo dimostrativo, una riunione del Consiglio del Ministri a sei metri di profondità marina.

(Rinnovabili.it) – La località più alta sul livello del mare nelle isole Maldive arriva appena a due metri e mezzo. Questa conformazione le rende molto indifese dal fenomeno dell’innalzamento del livello degli oceani.
Il problema dell’arcipelago è particolarmente grave, tanto che
l’anno passato l’esecutivo non aveva escluso la probabilità di un trasloco, cercando addirittura di acquistare terre all’estero (si è parlato di Sri Lanka, India e Australia) che, in caso di necessità, potessero essere adatte ad accogliere i circa trecentomila abitanti che costituiscono la popolazione.
Per attirare l’attenzione internazionale il presidente delle Maldive, Mohammed Nasheed, ha organizzato una singolare iniziativa. Infatti il consiglio dei ministri del prossimo 17 ottobre si terrà in una speciale sessione subacquea. E in quell’insolita sede, a sei metri di profondità, verrà ratificato un appello internazionale con il quale si chiede agli altri Paesi di tagliare le emissioni di gas serra.
Già ben 113, delle oltre mille isole che compongono l’arcipelago, sono state danneggiate dalle conseguenze dell’erosione, al punto che una di loro, Raa, sarà evacuata per gli eccessivi rischi provocati dalle eventuali onde anomale. Ne sono un esempio le conseguenze dello tsunami del dicembre 2004, quando onde alte circa un metro riuscirono a provocare 82 morti e ben 12mila sfollati.
Mohammed Aslam, il ministro dei Trasporti e dell’Ambiente, ha dichiarato: “Se il mondo continuerà ad ignorare le conseguenze dei cambiamenti climatici, non ci sarà possibile continuare ad essere una nazione su quest’arcipelago”.