• Articolo , 15 giugno 2009
  • Scontro Anev-Italia Nostra sull’energia eolica

  • Le risposte di Anv, Legambiente e Greenpeace, rispondono alla polemica suscitata da “Italia Nostra” contro l’eolico che, a suo avviso, deturperebbe il paesaggio

Proprio nella giornata mondiale del Vento. Ma la baruffa era nell’aria e aveva nei giorni scorsi coinvolto anche la Corte Costituzionale per rispondere alle mozioni che rivendicavano le competenze tra Stato e Regioni sulle competenze per l’identificazione dei siti ove far sorgere gli impianti di produzione dell’energia. (vedi….) Adesso é scontro, sempre sull’eolico, tra Italia Nostra e l’Anev che proprio stamattina a Roma ha firmato con Greenpeace e Legambiente un accordo per la promozione dell’eolico nel nostro Paese.
Italia Nostra parte duroe el associazioni rispondono.
”Il presidente di Italia Nostra, Carlo Ripa di Meana – ha reso noto il presidente dell’Anev, Oreste Vigorito – mi ha annunciato che loro presenteranno una moratoria al Parlamento Europeo contro l’eolico, perchè gli impianti eolici deturperebbero il paesaggio. Vorrei sapere qual è l’impegno di Italia Nostra contro altre installazioni che, come autostrade o cave, hanno un certo impatto paesaggistico. Allora mi chiedo: è davvero difesa del paesaggio oppure dietro c’è qualcos’altro?”. Anche Giuseppe Onufrio, direttore esecutivo di Greenpeace Italia, e Edoardo Zanchini, responsabile energia di Legambiente hanno replicato seccamente.
”Abbiamo avuto diversi scontri con Ripa di Meana – ha rivelato Onufrio – ma secondo noi l’eolico ha un impatto molto inferiore rispetto ad altri impianti. E poi il rapporto dell’Agenzia Europea dell’Ambiente è a favore delle potenzialità dell’energia eolica. La nostra adesione a questo protocollo – illustra Onufrio – serve a spingere l’industria a produrre degli esempi sempre migliori. E’ un mondo, quello dell’eolico, in evoluzione. Già adesso sappiamo ci sono impianti che con le stesse dimensioni possono produrre molta più energia”.
”Siamo convinti – gli fa eco Zanchini di Legambiente – che l’eolico sia il futuro dell’Italia. Questo protocollo serve a migliorarci e a superare le polemiche”. Anzi le tre associazioni hanno protestato per dell’assenza di una adeguata regolamentazione a livello nazionale dell’energia eolica.
”Non ci sono delle regole chiare in tutto il territorio nazionale – protesta Vigorito – ma ogni Regione adotta delle proprie linee guida. Finora Puglia, Campania e Sicilia sono le regioni che si pongono ai primi posti per numeri d’impianti. Marche, Umbria e Sardegna, invece, sono quelle che hanno grandi potenzialità ma danno poche risposte”. E nonostante posizioni contrarie e assenza di normative sul territorio nazionale, l’eolico in Italia cresce: ”Ogni anno – illustra Vigorito – registriamo un incremento del 30-40%, per un totale di 700 MW”.