Giappone: chiude la centrale nucleare “sopravvissuta” al disastro di Fukushima
24 Luglio 2019•Tempo di lettura: 2minuti
Share
La Tepco ha annunciato la prossima dismissione della centrale Daini di Fukushima, non danneggiata dallo tsunami dal 2011, ma ormai obsoleta e difficilmente convertibile.
Dopo il disastro di Fukushima, il Giappone ha perso il 40% della propria “flotta” di impianti nucleari
(Rinnovabili.it) – La Tokyo Electric Power (altrimenti conosciuta come Tepco) ha annunciato l’intenzione di dismettere la centrale nucleare di Fukushima Daini, l’ultimo impianto rimasto attivo nella regione dopo che il terremoto e lo tsunami del 2011 hanno causato la fusione di 3 dei 6 reattori della centrale di Fukushima Daiichi.
La Tepco presenterà la proposta di dismissione al proprio consiglio d’amministrazione nei prossimi giorni, anche se non è stata ancora ufficializzata una data certa: la centrale di Fukushima Daini, che si trova a 12 chilometri dall’impianto di Daiichi, non venne danneggiata direttamente dallo tsunami del 2011. Nonostante il blackout seguito al violento terremoto e al conseguente tsunami, le riserve energetiche di Fukushima Daini furono sufficienti a mantenere attivo il sistema di raffreddamento e a evitare il surriscaldamento dei nuclei dei reattori.
L’incidente di Fukushima, che causò l’evacuazione di circa 160 mila persone, molte delle quale mai più tornate nella regione, evidenziò falle e ritardi nei protocolli di sicurezza delle centrali nucleari giapponesi e portò alla chiusura preventiva di numerosi impianti.
Prima del 2011, in Giappone erano attivi 54 reattori: dopo la chiusura dei 6 reattori di Fukushima Daiichi e la dismissione di altre centrali difficilmente aggiornabili con i nuovi standard di sicurezza, la chiusura delle operazioni dei 4 reattori di Fukushima Daini porterà il Paese nipponico a disporre di “sole” 33 centrali nucleari, di cui appena 8 operativi a pieno regime. Un calo di circa il 40% rispetto alla flotta di reattori attivi prima del disastro di Fukushima che ha portato negli anni il Giappone ad aumentare la propria dipendenza da risorse energetiche provenienti dall’estero come carbone e gas naturale liquido.
Con la chiusura dell’impianto di Fukushima Daini, Tepco si troverà a gestire 1 sola centrale nucleare, quello di Kashiwazaki-Kariwa, già al centro di numerose contestazioni da parte delle popolazioni locali.
Lo scorso aprile, Tepco ha annunciato l’avvio delle operazioni di recupero di 566 barre di combustibile nucleare dal reattore 3 di Fukushima Daiichi; la stessa operazione dovrà essere ripetuta per il reattore 1 e 2 e la completa dismissione dei nuclei danneggiati dovrebbe essere completata entro il 2023. La totale messa in sicurezza della centrale di Fukushima, tuttavia, è prevista entro i prossimi 40 anni. Nel 2016, una stima governativa prevedeva che i costi di dismissione della centrale di Fukushima Daiichi, di decontaminazione dell’area esposta alle radiazioni e di compensazione per la popolazione avrebbero raggiunto la cifra record di circa 200 miliardi di dollari.
Hai raggiunto il limite di articoli disponibili senza registrazione. Crea il tuo account gratuito per continuare ad accedere ai contenuti di Rinnovabili.