A partire dal 2015 gran parte del territorio settentrionale e occidentale degli Stati Uniti è diventato via via più freddo in inverno.

Le brutali ondate di freddo negli USA continuano a verificarsi nonostante il riscaldamento del clima. Un gruppo di ricercatori ha condotto uno studio internazionale sul tema svelando il motivo delle ondate di freddo estremo negli Stati Uniti anche a fronte di un clima in media sempre più caldo. Le temperature in inverno sono in media sempre più alte. Nonostante ciò, il gelo continua a colpire il territorio statunitense con un’intensità e una ferocia straordinarie.
Le feroci ondate di freddo negli USA
I ricercatori hanno scoperto che due modelli specifici del vortice polare, una massa di aria fredda nella stratosfera, spingono il freddo estremo su regioni diverse del Paese. Un modello indirizza l’aria artica verso il nord e l’ovest degli Stati Uniti, l’altra verso le aree centrali e orientali. Dal 2015, infatti, le zone occidentali e settentrionali del Paese hanno registrato un numero maggiore di ondate di freddo proprio a causa di questa modifica del comportamento della stratosfera, legata a propria volta alla variazione dei cicli climatici. In sostanza, ciò che accade sopra l’Artico può definire le temperature invernali negli USA.
La ricerca è stata pubblicata su Science Advances ed è molto rilevante per capire come mai temperature glaciali riescano a convivere con l’aggravarsi del riscaldamento globale. “Le persone sentono spesso parlare di vortice polare quando l’inverno diventa rigido, ma volevamo capire meglio quanto le variazioni all’interno di questo vortice potessero determinare dove e quando si sarebbero verificate condizioni di freddo estremo“, hanno detto i ricercatori a Science Daily.
Il gruppo di studiosi ha identificato due distinte varianti del vortice polare, entrambe collegate a quello che gli scienziati definiscono vortice “allungato”, una deformazione del modello di circolazione capace di provocare condizioni meteorologiche insolite sulla terra. Una variante spinge il vortice verso il Canada occidentale, spianando la strada al freddo intenso nel territorio nordoccidentale degli Stati Uniti. L’altra spinge il vortice verso il Nord dell’Atlantico, portando aria gelida sulle zone centrali e orientali. Entrambe le varianti sono associate a cambiamenti del modo in cui le onde atmosferiche rimbalzano intorno al globo, trasportando l’aria artica verso il sud.
L’altra faccia del cambiamento climatico
Tuttavia, l’aspetto forse più importante della scoperta è che a partire dal 2015 gran parte del territorio settentrionale e occidentale degli Stati Uniti è diventato via via più freddo in inverno, al contrario della tendenza più generale verso il riscaldamento. I ricercatori spiegano tale dinamica alla luce della maggiore frequenza del vortice artico a dirigersi verso ovest, in coincidenza delle fasi negative più intense del fenomeno climatico El Niño-Oscillazione Meridionale (ENSO).
“Il cambiamento climatico non comporta solo un processo di riscaldamento ovunque e per tutto il tempo. Comporta anche che si verifichino trasformazioni più complesse e talvolta controintuitive, durante le quali si manifesta anche il freddo estremo“, hanno spiegato gli scienziati.
I risultati della ricerca aiutano a inquadrare le recenti ondate di freddo in luoghi come il Montana, le Grandi Pianure e persino il Texas. Quelle del febbraio 2021 sono state particolarmente gravi in termini di perdite umane e materiali. Al contrario, altre regioni potrebbero sperimentare inverni più miti. Comprendere in che modo la stratosfera incide sui modelli meteorologici può contribuire a fornire previsioni a lungo termine più precise, permettendo così alle città, alle reti elettriche e all’agricoltura di prepararsi meglio al freddo intenso. Sì, anche se il mondo diventa sempre più caldo.













