Comunità energetica Le Vele: -51% in bolletta, 65 ton CO2 evitate e aiuti a famiglie fragili. Roma punta su un modello replicabile.

Un anno di attività e numeri che parlano chiaro. La Comunità Energetica Le Vele, la prima di Roma, ha festeggiato nella Sala del Carroccio al Campidoglio i risultati di dodici mesi di condivisione di energia pulita. Promossa da Scenario B APS insieme all’Istituto Leonarda Vaccari e con il patrocinio del Municipio I, la CER rappresenta oggi un laboratorio di transizione energetica e inclusione sociale.
“Le Vele ha permesso all’Istituto Vaccari di abbattere del 51% la spesa in bolletta, con un risparmio reinvestito nei servizi di assistenza”, ha spiegato Stefano Monticelli, presidente di Scenario B APS e co-fondatore della comunità.
L’impianto fotovoltaico da 82,17 kWp, composto da 198 pannelli installati sul tetto dell’Istituto, ha prodotto energia anche oltre i fabbisogni, immettendo in rete 38.555 kWh. Da questa quota sono arrivati gli incentivi erogati dal Gestore dei Servizi Energetici, parte dei quali è stata destinata alle famiglie in povertà energetica del Municipio I.
Comunità energetica Le Vele, impatti ambientali e sociali
I benefici non si fermano al risparmio. L’impianto ha evitato in un anno l’immissione in atmosfera di 65 tonnellate di CO2, pari a 29 tonnellate equivalenti di petrolio, oltre a 23,5 kg di NO2 e più di 3 kg di PM10. In termini simbolici, l’effetto è equivalente alla piantumazione di 2.600 alberi ogni anno.
Per la Presidente dell’Istituto Leonarda Vaccari, Saveria Dandini De Sylva, “Le Vele è molto più di un impianto fotovoltaico, è la dimostrazione concreta di come la sostenibilità ambientale possa diventare una leva potente per l’inclusione sociale, il benessere collettivo e la resilienza di una comunità”.
Anche il Sindaco di Roma, Roberto Gualtieri, ha richiamato l’importanza del progetto: “È un’iniziativa che unisce sostenibilità, innovazione e inclusione sociale. Roma vuole essere protagonista della transizione energetica, e il lavoro svolto con l’Istituto Vaccari rappresenta un modello da replicare in altri quartieri”.
Comunità energetica Le Vele, il sostegno delle istituzioni e delle imprese
La Presidente del Municipio I, Lorenza Bonaccorsi, ha ricordato come l’iniziativa sia nata nel cuore della città: “Abbiamo creduto fin dall’inizio in questo progetto, che dimostra come una comunità energetica possa ridurre le bollette, aiutare le famiglie più fragili e migliorare la qualità della vita dei cittadini”.
Paolo Arrigoni, presidente del GSE, ha sottolineato la dimensione nazionale: “In Italia, alla fine di agosto, è stata raggiunta la soglia delle 2.000 iniziative di autoconsumo diffuso e diverse hanno caratteristiche solidali. Il progetto Le Vele dimostra come l’energia condivisa possa contrastare la povertà energetica e finanziare progetti di utilità sociale”.
Il contributo delle imprese è stato decisivo. Massimo Quaglini, amministratore delegato di Edison Energia, ha spiegato: “La comunità energetica solidale Le Vele è stato il primo seme piantato, e oggi raccontiamo i frutti raccolti: un esempio concreto di come facendo sistema si possano raggiungere benefici ambientali ed economici”.
Dello stesso avviso Silvia Pedrotti, responsabile della Fondazione Banco dell’energia: “L’esperienza di Le Vele conferma che la sinergia tra pubblico, privato e non profit può abbattere ostacoli, creare coesione e diventare un modello da replicare in altri territori”.
Il futuro possibile della CER
Lo sviluppo futuro guarda anche alla tecnologia. Stefano Pizzuti, responsabile dell’Osservatorio CER di ENEA, ha annunciato: “Enea fornirà a CER Le Vele un supporto strategico e operativo. Tra i progetti c’è il sistema local token economy, pensato per incentivare la partecipazione attiva dei soci attraverso lo scambio di beni e servizi locali, con l’obiettivo di trasformare Le Vele in una Smart Community”.
Sul fronte dell’innovazione è intervenuta anche Violetta Scipinotti, CEO di E2.0, partner tecnologico: “Il nostro compito è garantire che l’impianto cresca insieme alla comunità, integrando energia, solidarietà e strumenti digitali per un modello che coniughi efficienza e inclusione”.
Infine, Valeria Caforio, vicepresidente di Scenario B APS, ha rimarcato il valore educativo: “Vogliamo che la comunità energetica sia anche un laboratorio culturale, un’esperienza di partecipazione dal basso che insegna ai cittadini a diventare protagonisti della transizione”.













