La tecnologia Cyber Tyre di Pirelli trasforma lo pneumatico in un sensore al servizio di auto e strade. Dalla guida autonoma al monitoraggio dell'asfalto, il sistema dell'azienda italiana, nato per prevenire l'aquaplaning, diventa una piattaforma di dati. E ora arriva anche sulle auto dei Carabinieri

Cyber Tyre Pirelli: lo pneumatico intelligente trasforma l’auto e la gestione delle strade
E’ iniziata l’era dello pneumatico tecnologico. Non più solo gomma, ma un concentrato di tecnologia sensoristica per consentire all’auto di conoscere lo stato delle strade e permettere un viaggio in maggiore sicurezza. Se l’industria automotive sta cambiando e attraversa una trasformazione che si muove lungo quattro direttrici – sostenibilità, elettrificazione, connettività e guida autonoma – anche l’uso dello pneumatico evolve, e ora diventa un raccoglitore di dati dal terreno.
Pneumatico per comunicare con l’asfalto
Si chiama Cyber Tyre, la tecnologia di Pirelli, che intende mettere in comunicazione vettura e strada, ideata inizialmente per rilevare fenomeni critici e pericolosi, come l’aquaplaning, che si verifica quando l’asfalto bagnato incontra la ruota. Una sfida non da poco, visto che l’elettronica integrata in una gomma, avrebbe dovuto resistere fino a 4.000 di accelerazione della gravità terrestre.
Sfida raccolta e vinta, con un dispositivo dal peso esiguo, appena 13 grammi che integra sensore, batteria e modulo di trasmissione. I dati grezzi raccolti sono interpretati dal software che li trasforma in informazioni utili alle centraline delle auto, che a loro volta dialogano con i sistemi di sicurezza attiva del veicolo: dall’ABS all’ESP fino al controllo di trazione.
“I pneumatici sono il collegamento fra la vettura e la strada, l’elemento che trasferisce a terra ogni azione determinata dalla meccanica e dall’elettronica del veicolo. Per questo motivo ciò che il pneumatico è in grado di ‘leggere’ porta alla chiusura del cerchio verso la trasformazione da auto a software-defined vehicle, spiega Piero Misani, Chief Technical Officer di Pirelli. La prima fase della tecnologia è stata usata su bolidi ad altissime prestazioni come McLaren, Pagani e Aston Martin, ma ora è arrivato il momento di metterla a disposizione di altri car maker.
Sensor Fusion: la chiave verso la guida autonoma
Il vero salto di qualità si verifica quando il dato fisico che è misurato dalla gomma si fonde con le altre informazioni presenti a bordo del veicolo stesso; per costruire una comprensione ancora più accurata e predittiva del comportamento dinamico dell’auto, Pirelli ha stretto un accordo con RIDEsense, spin-off dell’Università Federico II di Napoli.
La collaborazione punta sulla cosiddetta sensor fusion: in pratica gli algoritmi Cyber Tyre operano in tandem con i sensori virtuali di RIDEsense — altro non sono che software basati su modelli matematici IA capaci di stimare grandezze complesse come l’aderenza residua o lo stato di usura del battistrada. Altre collaborazioni, prevedono accordi con Niulinx, spin-off del Politecnico di Milano, molto attivo nella guida autonoma e la Univrses, che integra la computer vision e le immagini delle telecamere di bordo con i dati di contatto dello pneumatico.
Strade intelligenti
E ancora, Pirelli con Movyon, azienda del Gruppo Autostrade per l’Italia, intende creare dei veri e propri laboratori mobili di analisi per monitorare le infrastrutture stradali con una certa capillarità, quando sono di solito irraggiungibili per i mezzi di ispezione tradizionali.
Da qui, il passo per il dialogo tra auto e strada smart è più breve, come la Tangenziale di Napoli, prima smart road certificata in Europa e oggi l’esempio più avanzato. Il flusso informativo diventa bidirezionale: i veicoli inviano dati sullo stato dell’asfalto e ricevono suggerimenti dinamici su velocità consigliate ed allerte di sicurezza.
A Bari invece, Pirelli ha installato il cervello digitale che orchestra i big dati; il Digital Solutions Center in collaborazione con l’Università e il Politecnico di Bari, un hub con 80 specialisti dedicato interamente allo sviluppo software e ai data analytics.
L’accordo con i Carabinieri
Intanto, l’azienda italiana ha stretto un accordo con il Comando dei Carabinieri di Roma per testare Cyber Tyre sugli pneumatici di cinque auto dell’Arma, Alfa Romeo Tonale che effettuano servizi per il Nucleo Radiomobile di Roma, che pattugliano il territorio ed eseguono attività di pronto intervento. Insomma, auto che diventano sensori in movimento. I dati raccolti dagli pneumatici vengono incrociati in tempo reale con le riprese delle telecamere di bordo e analizzati dagli algoritmi di IA; il sistema riesce a scovare anomalie del manto stradale o difetti della segnaletica, creando una mappa costantemente aggiornata della rete viaria.
Cosa ci riserva il domani?
Se una flotta di auto di servizio può mappare buche e criticità senza costi aggiuntivi, il passo successivo è estendere il modello ad altre flotte che percorrono quotidianamente le città: taxi, trasporto pubblico, mezzi della logistica e della nettezza urbana. Per il singolo automobilista, gli scenari vanno da avvisi in tempo reale su pericoli segnalati pochi minuti prima da altri veicoli, fino a polizze assicurative e formule di noleggio personalizzate sullo stato effettivo di usura delle gomme.












