Cambiamenti climatici e rapida urbanizzazione esercitano una pressione crescente sui sistemi di drenaggio delle città, che sono concepiti per gestire precipitazioni di intensità e frequenza inferiori rispetto a quelle previtste per i prossimi decenni.

A Bangkok le piogge dell’ultima settimana hanno causato almeno 40 morti
A Bangkok le piogge dell’ultima settimana hanno raggiunto livelli allarmanti. Settembre solitamente è il mese più piovoso per la capitale della Thailandia, la media mensile è di 344 millimetri di pioggia distribuita su 18 giorni. Tuttavia, la settimana scorsa circa 300 mm di pioggia hanno inondato Bangkok nell’arco di appena 48 ore, travolgendo i sistemi di drenaggio della città. Per questo motivo le autorità hanno dichiarato lo stato di calamità naturale. Almeno 40 persone sono morte e migliaia sono state costrette a lasciare le proprie case.
Le piene stagionali dovute ai monsoni possono rigenerare i suoli, sostenere la risicoltura e preservare le zone umide. Tuttavia, il livello di esposizione di molte aree, soprattutto quelle urbane, sta cambiando in maniera molto veloce. Le città del Sudest asiatico si sono sviluppate lungo pianure alluvionali e aree costiere. Strade, edifici e cemento hanno sostituito così le superfici naturali e il terreno in grado di assorbire la pioggia. La densità abitativa peggiora la situazione rendendo le aree urbane ancora più vulnerabili.
In Thailandia nel 2011 oltre 800 persone sono morte a causa delle inondazioni, che sono considerate il disastro naturale più devastante per la regione Sudest asiatico. Colpiscono in modo sproporzionato le comunità vulnerabili e pongono notevoli sfide per la salute pubblica. Bangkok, in particolare, sorge sulla pianura alluvionale inferiore del fiume Chao Phraya, a poca distanza dal Golfo della Thailandia. Secondo la Banca Mondiale, il bacino del Chao Phraya ospita quasi il 40% della popolazione thailandese, il 78% della forza lavoro e il 66% del PIL statali. Le piogge possono quindi arrecare danni a fabbriche, reti di trasporto, agricoltura e catene di approvvigionamento internazionali.
Cambiamenti climatici e rapida urbanizzazione esercitano una pressione crescente sui sistemi di drenaggio delle città, che sono concepiti per gestire precipitazioni di intensità e frequenza inferiori rispetto a quelle previste per i prossimi decenni.
Perché Bangkok è più soggetta alle inondazioni?
Dati storici indicano che tra il 2013 e il 2023 distretti centrali come Huai Khwang, Sathon e Saphan Sung hanno già registrato un incremento delle precipitazioni medie mensili. Inoltre, questi distretti vedranno aumentare gradualmente le precipitazioni fino al 2053. Il continuo e costante aumento degli eventi piovosi è attribuito all’influenza combinata dei cambiamenti climatici sui cicli idrologici e alla rapida urbanizzazione.
La letteratura scientifica (come i modelli dell’IPCC e gli studi su scala locale), confermano che l’intensità delle piogge è un fattore critico per le inondazioni urbane, specialmente quando si verificano rovesci prolungati e intensi su aree già vulnerabili.
A Bangkok le piogge aumentano e mettono in crisi la rete di drenaggio
L’incremento costante di pioggia e giorni umidi mette a dura prova la capacità della rete di drenaggio. Come sottolinea questo studio, la rapida e progressiva urbanizzazione di Bangkok è uno dei fattori principali che aggravano il rischio di inondazioni, agendo direttamente sulla superficie del territorio e sulla vulnerabilità della popolazione.
In particolare, la continua espansione urbana comporta una progressiva riduzione della copertura vegetale sia nel centro cittadino sia nelle periferie. I terreni naturali e spugnosi vengono convertiti in aree edificate, cemento e zone industriali o residenziali, riducendo drasticamente la capacità del suolo di assorbire l’acqua piovana e aumentando il deflusso superficiale durante le piogge intense.
Dunque, la rete dei canali delle città spesso risulta insufficiente per gestire le precipitazioni estreme. Inoltre, nelle aree ad alta densità abitativa, la produzione di rifiuti rischia di ostruire i canali di scolo, riducendone ulteriormente la capacità di drenaggio.












