La Commissione europea ha avviato una consultazione pubblica per aggiornare la strategia sull’idrogeno del 2020, alla luce dei ritardi nello sviluppo del mercato e degli elevati costi di produzione. La revisione punta a rafforzare la competitività della filiera, accelerare gli investimenti e affrontare le sfide legate alla domanda, alle infrastrutture e alle importazioni. Per Hydrogen Europe, l’idrogeno dovrà inoltre assumere un ruolo strategico nella resilienza e nella flessibilità del sistema energetico europeo.

Bruxelles apre una consultazione pubblica fino al 23 novembre per aggiornare la strategia sull’Idrogeno del 2020. Tra le priorità, la competitività della filiera, gli investimenti e il ruolo delle importazioni.
La Commissione europea ha avviato una consultazione pubblica per preparare una nuova strategia sull’idrogeno, con l’obiettivo di aggiornare il quadro del 2020. La raccolta di contributi, aperta il 26 ottobre, resterà disponibile fino al 23 novembre.
Nel documento che accompagna la consultazione, Bruxelles riconosce che la produzione e l’utilizzo dell’idrogeno rinnovabile e a basse emissioni di carbonio procedono più lentamente del previsto, nonostante gli strumenti normativi e finanziari già introdotti.
Costi elevati e domanda insufficiente
L’UE consuma attualmente tra 7 e 8 milioni di tonnellate di idrogeno all’anno, in gran parte prodotto da fonti fossili e utilizzato soprattutto nelle raffinerie e nella produzione di ammoniaca.
Secondo la Commissione, entro il 2030 serviranno 3-4 milioni di tonnellate di idrogeno rinnovabile per raggiungere gli obiettivi di consumo previsti.
Tra gli ostacoli principali figurano gli elevati costi di produzione, la domanda insufficiente e l’incertezza sugli investimenti. La Commissione segnala inoltre la scarsità di accordi di acquisto a lungo termine, i ritardi nell’attuazione degli obiettivi europei e le difficoltà nello sviluppo delle infrastrutture di trasporto e stoccaggio.
A fotografare le difficoltà del settore è anche il rapporto 2025 di ACER, l’Agenzia dell’UE per la cooperazione fra i regolatori nazionali dell’energia. Nel 2024 la capacità installata degli elettrolizzatori nell’Unione è aumentata del 51%, raggiungendo 308 MW, ma resta lontana dall’obiettivo di 6 GW fissato per il 2024 e da quello di 40 GW al 2030. Il costo medio di produzione dell’idrogeno rinnovabile si è attestato a 8 euro al kg, circa quattro volte quello dell’idrogeno convenzionale prodotto da fonti fossili.
Secondo ACER, il divario di costo e i ritardi nel recepimento delle norme europee a livello nazionale continuano a ostacolare lo sviluppo del mercato. A pesare sui costi è anche l’elettricità: la sua fornitura, al netto delle tariffe di rete, può rappresentare fino al 50% del costo di produzione dell’idrogeno rinnovabile. Per l’agenzia, ridurre i rischi normativi e accelerare l’assegnazione dei finanziamenti ai progetti più avanzati è essenziale per favorire la crescita del settore.
Sul fronte dei finanziamenti, la Commissione europea ha già destinato oltre 20 miliardi di euro all’idrogeno attraverso diversi programmi, ma resta la necessità di accelerare l’attuazione delle misure di sostegno.
Hydrogen Europe: “l’idrogeno dev’essere un pilastro strategico di un sistema energetico resiliente”
Secondo Jorgo Chatzimarkakis, CEO di Hydrogen Europe, associazione europea che rappresenta gli interessi dell’industria dell’idrogeno e dei suoi stakeholder, la revisione della strategia deve tenere conto dei cambiamenti intervenuti dal 2020 e delle difficoltà incontrate dal settore.
“La strategia del 2020 e gli obiettivi di REPowerEU sono stati una lodevole dimostrazione di ambizione e ottimismo da parte della Commissione nel voler costruire e potenziare un settore completamente nuovo, dotato di un enorme potenziale in termini di decarbonizzazione, resilienza e industrializzazione“. Da allora però diversi fattori hanno rallentato lo slancio: due guerre e gli obiettivi vincolanti per i combustibili rinnovabili di origine non biologica (RFNBO) introdotti dalla direttiva RED III, che per Chatzimarkakis rendono molto difficile raggiungere gli obiettivi del 2020.
Chatzimarkakis aggiunge che il settore continua a crescere nonostante il mancato raggiungimento degli obiettivi iniziali. Hydrogen Europe prevede che la capacità installata supererà 1 GW entro l’inizio del 2027. 3,7 GW di capacità sono attualmente in fase di realizzazione, con entrata in funzione prevista entro il 2030.
“Con i costi di gestione della rete che, secondo le previsioni, raggiungeranno i 26 miliardi di euro all’anno entro il 2030, la nuova strategia europea sull’idrogeno deve riconoscere l’idrogeno come pilastro strategico di un sistema energetico resiliente e accessibile“, aggiunge e conclude che “non si può ritenere l’elettrificazione un successo se si ignorano i costi legati alla gestione delle sue conseguenze“.
Le priorità della nuova strategia
“L’idrogeno rinnovabile, l’idrogeno a basse emissioni di carbonio e i relativi derivati potrebbero svolgere un ruolo importante come sostituti di fattori di produzione basati sui combustibili fossili in processi industriali specifici in cui la decarbonizzazione mediante l’elettrificazione diretta è difficile, come nel caso della raffinazione, della produzione di acciaio o della produzione chimica“, si legge nel documento della Commissione europea.
La strategia dovrà inoltre affrontare i costi lungo la filiera, il sostegno agli investimenti e lo sviluppo delle infrastrutture. Tra i temi indicati figurano anche il rafforzamento della produzione europea e il ruolo delle importazioni per diversificare gli approvvigionamenti.
Il documento cita inoltre la ricerca e l’innovazione, lo sviluppo delle competenze e le fonti emergenti, tra cui l’idrogeno naturale.
Il collegamento con gli obiettivi climatici al 2040
La revisione si inserisce nei preparativi per il quadro energetico europeo del prossimo decennio e sarà sviluppata in parallelo con il quadro sulle energie rinnovabili al 2040.
La Commissione collega la diffusione dell’idrogeno anche alla riduzione della dipendenza dai combustibili fossili importati e al rafforzamento della competitività industriale europea.
Secondo il calendario indicativo riportato nel documento, la nuova strategia dovrebbe essere presentata nel quarto trimestre del 2026. La consultazione pubblica è aperta a cittadini, imprese, istituzioni e organizzazioni interessate.











