UE: l'accordo di Trump sul diesel dalla Russia favorirà lo sforzo bellico di Mosca in Ucraina senza abbassare i costi del carburante.
Mosca ha colpito una centrale elettrica ucraina subito dopo l’annuncio di Trump di un cessate il fuoco sull’energia tra Russia e Ucraina
Il Presidente ucraino, Volodymyr Zelenskyy, domenica 11 ottobre ha dichiarato che i russi hanno colpito le strutture energetiche ucraine, nonostante il presidente degli Stati Uniti avesse annunciato un accordo per la sospensione degli attacchi reciproci alle infrastrutture energetiche tra Russia e Ucraina. Nella stessa giornata Trump a sorpresa aveva proclamato un cessate il fuoco sull’energia tra le parti in guerra, sostenendo che avesse effetto immediato. Tuttavia, Zelenskyy ha detto di non conoscere ancora i dettagli dell’accordo. L’annuncio arriva in un momento in cui il Presidente USA è in serie difficoltà a causa dell’alta inflazione e degli elevati costi energetici che potrebbero pesare sul risultato delle elezioni di metà mandato di novembre.
Zelenskyy: “Ah, c’è un cessate il fuoco sull’energia? Per favore, Trump ci dica quando inizia. Noi siamo pronti e lo accetteremo“
Il Presidente ucraino aveva dichiarato ad Axios di non sapere nulla del cessate il fuoco sull’energia. Tuttavia, svelando l’ennesimo bluff di Mosca, Zelenskyy aveva aggiunto che se i russi l’avessero rispettato, l’Ucraina sarebbe stata favorevole ad accettarlo. Un cessate il fuoco sull’energia, volendo usare la definizione di Trump, se fosse vero, rappresenterebbe un’importante svolta diplomatica in vista dell’inverno.
Trump aveva annunciato un accordo simile a metà settembre, ma anche in quel caso nessuna delle due parti ne aveva confermato l’esistenza. Né la Russia né l’Ucraina il mese scorso hanno interrotto gli attacchi alle infrastrutture energetiche. La guerra con l’Iran ha fatto schizzare i prezzi del carburante e Trump, in piena campagna elettorale per le midterm, sta cercando di dare sollievo ai consumatori statunitensi. Le elezioni decideranno se il Partito Repubblicano manterrà o meno il controllo del Congresso per i prossimi due anni.
In una breve intervista successiva all’annuncio di Trump, Zelenskyy aveva detto ancora ad Axios: “Se il presidente Trump l’ha negoziato con Putin, per favore ci dica quando inizia il cessate il fuoco. Noi siamo pronti e lo accetteremo“.
L’annuncio segue giorni di crescenti tensioni tra Trump e il leader ucraino riguardo agli attacchi alle raffinerie di petrolio russe. Venerdì Trump aveva diffuso la notizia di un accordo per allentare le sanzioni sulle esportazioni di diesel russo, sempre nel tentativo di abbassare i prezzi del carburante e provocando una dura reazione da parte di Kyiv.
In base ai termini dell’accordo, la Russia fornirà immediatamente oltre 300.000 tonnellate metriche di diesel ai mercati statunitensi e globali, pari a circa 2,25 milioni di barili di carburante. Gli Stati Uniti, invece, esportano circa 1,5 milioni di barili di diesel al giorno. Molti parlamentari, compresi diversi esponenti del Partito Repubblicano, hanno criticato l’accordo sul diesel, ritenendolo una ricompensa per Putin.
Mosca revoca il divieto sulle esportazioni di diesel
La Russia ha revocato in parte il divieto sulle esportazioni di diesel, consentendo a 500.000 tonnellate metriche di carburante di raggiungere i mercati internazionali, come ha sostenuto il Governo russo in una nota. La decisione, entrata in vigore sabato 10 ottobre, costituisce un cambio di rotta rispetto alle restrizioni imposte quest’anno per proteggere le forniture interne di carburante. A gennaio la Russia aveva istituito un bando alle esportazioni di diesel ai non produttori e a luglio aveva esteso il divieto anche ai produttori.
Unione Europea: l’accordo di Trump sul diesel dalla Russia favorirà lo sforzo bellico di Mosca in Ucraina senza abbassare i costi del carburante
I funzionari europei hanno avvertito che l’accordo del presidente Donald Trump per aumentare le vendite di diesel dalla Russia sosterrà lo sforzo bellico di Mosca in Ucraina, sollecitando invece ulteriori sanzioni da parte USA. “Chiederemmo agli Stati Uniti di attuare le sanzioni in modo da poter effettivamente porre fine a questa guerra, così che tutte le conseguenze di questi attacchi alle raffinerie non ci siano più“, ha dichiarato ai giornalisti l’Alto rappresentante UE per la politica estera, Kaja Kallas. L’approccio di Trump è controproducente. Non solo non servirà ad abbassare i prezzi del carburante, ma aumenterà il budget militare di Mosca, hanno sostenuto diversi funzionari europei.
Nel corso del fine settimana Trump è tornato a chiedere la sostituzione di Zelenskyy, accusandolo, a torto, di rifiutare qualsiasi soluzione utile a porre fine alla guerra. Domenica, ospite del programma “This Week” della ABC, Zelenskyy aveva spiegato che l’Ucraina avrebbe organizzato le elezioni se la Russia avesse accettato un cessate il fuoco militare di 60 giorni. Aveva anche ribadito che l’Ucraina era pronta a smettere di attaccare le raffinerie russe se Mosca avesse interrotto gli attacchi alle infrastrutture energetiche ucraine. “È più difficile fermare Putin che fare pressione sugli altri“, aveva commentato all’emittente ABC.













