Una peggiore allegagione dei frutti può comportare una minore produzione d'olio, come già accaduto in passato.
Gli incendi boschivi in Indonesia hanno cancellato più di 1,9 milioni di ettari di foresta
Gli incendi boschivi in Indonesia, che hanno causato un grave problema di foschia in tutta la regione, nei primi nove mesi del 2026 hanno cancellato più di 1,9 milioni di ettari di patrimonio forestale, in base a quanto riferito da un osservatorio che analizza i dati satellitari.
I dati più recenti di Nusantara Atlas, che si occupa di monitoraggio della deforestazione, hanno mostrato che da gennaio alla fine di settembre i roghi hanno bruciato un’area quasi 12 volte più estesa di quella di Londra. La maggior parte di tale perdita si deve alla siccità registrata a partire da giugno, aggravata da un forte ciclo di El Niño. Il Governo indonesiano non ha fornito più cifre ufficiali da quando, a fine luglio, ha annunciato che 202.000 ettari di foresta erano andato perduti.
La fitta foschia causata dagli incendi a tratti ha oscurato le immagini satellitari, rendendo più complesso il monitoraggio. Ciononostante, i dati di Nusantara Atlas hanno evidenziato che l’area bruciata è superiore del 38% rispetto ai danni del 2019, un altro anno nefasto per gli incendi boschivi. Il portavoce del Ministero delle Foreste, Ristianto Pribadi, ha dichiarato all’AFP che il governo sta ancora calcolando l’area totale bruciata e che i dati di Nusantara Atlas «non possono essere confermati con immediatezza».
La foschia in Indonesia minaccia i piccolissimi insetti che alimentano la produzione di olio di palma
Gli incendi hanno diverse conseguenze. Una di queste riguarda la palma da olio. Il fumo denso e la limitata luce solare dovuta agli incendi boschivi possono alterare l’attività dei punteruoli che trasportano il polline dai fiori maschili a quelli femminili delle palme da olio, secondo quanto riferito dall’Istituto di Ricerca sulla Palma da Olio dell’Indonesia (IOPRI). In passato, questi fenomeni hanno comportato una riduzione fino al 20% della percentuale di fiori che si sviluppano in frutti da palma. Dunque, il rischio che corre l’Indonesia, ancora una volta, è affrontare una contrazione delle forniture d’olio.
La foschia potrebbe quindi avere effetti negativi sulla capacità dei punteruoli di impollinare, ha spiegato a Bloomberg Agus Eko Prasetyo, ricercatore specializzato nella protezione delle colture presso l’IOPRI, che ha studiato questi insetti anche durante i devastanti incendi del 2015 in Indonesia. Undici anni fa le visite dei punteruoli ai fiori femminili crollarono, probabilmente a causa della minore luminosità solare e di altri cambiamenti ambientali. Lo stesso potrebbe accadere oggi.
Una peggiore allegagione dei frutti può comportare una minore produzione d’olio. Inoltre, poiché i grappoli impiegano dai cinque ai sei mesi per maturare dopo l’impollinazione, qualsiasi impatto si vedrebbe sui raccolti solo verso marzo o aprile del prossimo anno, ha precisato Prasetyo.
Tali prospettive aggiungono un ulteriore fattore di rischio all’offerta globale dell’olio di palma. Oltre all’impatto di El Niño, l’Indonesia, che costituisce il principale produttore mondiale di questo prodotto, sta destinando una quota sempre maggiore di olio vegetale ai biocarburanti. Ciò sta riducendo la disponibilità di olio di palma per l’uso alimentare, con il rischio di aumentare i costi per i consumatori finali. Non a caso, il Dipartimento dell’Agricoltura degli Stati Uniti ha previsto che le riserve di olio di palma scenderanno al livello più basso degli ultimi nove anni nella stagione 2026-27.













