L’apporto nutritivo delle alternative vegetali al latte

Le alternative vegetali al latte di origine animale sono sempre più richieste, e non solo da chi soffre di intolleranze o allergie. Un gruppo di ricercatori ha analizzato diversi campioni di prodotti di origine vegetale per capire quali siano le differenze, che anche i consumatori devono conoscere per seguire diete equilibrate

alternative vegetali al latte
via depositphotos.com

(Rinnovabili.it) – Cresce l’interesse per le alternative vegetali al latte di origine animale. Ma qual è il loro apporto nutritivo?

Le persone che soffrono di allergie o di intolleranze sono sempre più numerose, e non bisogna dimenticare chi rinuncia al latte animale per scelta, come i vegani. Inoltre, aumenta il numero di consumatori che amano sperimentare sapori diversi. Il tema è stato analizzato nel corso di un convegno organizzato a Chicago dalla American Chemical Society (ACS).

Le differenze

Un gruppo di ricercatori – molti dei quali della Food and Drug Administration (FDA) statunitense, che sostiene e finanzia la ricerca – ha analizzato le diverse bevande a base di soia, mandorle, avena, cocco o altri ingredienti e hanno riscontrato delle differenze nutrizionali. La dichiarazione dei componenti è su base volontaria, ma la normativa non la impone.

Il problema, quindi, è che la presenza di alcuni minerali essenziali non deve essere obbligatoriamente segnalata in etichetta, quindi i consumatori non sanno se il prodotto che scelgono soddisfi le loro esigenze dietetiche. Ad esempio, le bevande a base di piselli contengono più fosforo, selenio e zinco, mentre il latte di soia ha un alto contenuto di magnesio. Poiché il consumo delle alternative vegetali al latte di origine animale è in aumento, diventa sempre più importante conoscere i loro componenti nutrizionali per seguire diete equilibrate.

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Scelte consapevoli

L’Institute for Food Safety and Health è un consorzio di ricerca di cui fanno parte l’Illinois Institute of Technology, la FDA e varie industrie alimentari. I ricercatori hanno misurato la quantità di magnesio, fosforo, zinco e selenio nei diversi tipi di latte vegetale perché questi minerali sono presenti nel latte animale, di cui negli Stati Uniti si fa abbondante consumo.

Sono state condotte analisi su 85 campioni, diversi per ingredienti e per marchi. Di tutti i campioni analizzati, è emerso che solo le bevande a base di soia e di piselli hanno livelli di minerali più elevati rispetto al latte vaccino. Secondo i ricercatori, i micronutrienti di queste bevande vegetali possono avere le medesime qualità dietetiche del latte di origine animale.

Una scoperta interessante sia dal punto di vista nutritivo che ambientale, perché un consumatore informato potrebbe scegliere bevande di origine vegetale e avere un apporto nutritivo soddisfacente.

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