Approvato in Senato il disegno di legge sul biologico

Giornata storica per l’agricoltura biologica. Dopo un iter lungo tredici anni il Senato ha approvato il disegno di legge contenente “Disposizioni per la tutela, lo sviluppo e la competitività della produzione agricola, agroalimentare e dell’acquacoltura con metodo biologico” dando il via libera alla produzione agroalimentare con il metodo biologico

Biologico da record
via depositphotos.com

di Isabella Ceccarini

195 favorevoli, 4 astenuti, nessun contrario. Il Senato ha approvato il disegno di legge contenente “Disposizioni per la tutela, lo sviluppo e la competitività della produzione agricola, agroalimentare e dell’acquacoltura con metodo biologico” dando il via libera alla produzione agroalimentare con il metodo biologico dopo un iter lungo e laborioso.

Eliminati i riferimenti all’agricoltura biodinamica

Il testo è stato approvato stralciando i riferimenti al biodinamico; nella precedente versione l’equiparazione dell’agricoltura biologica a quella biodinamica aveva infatti causato l’ennesima battuta d’arresto.

La nuova normativa prevede anche l’introduzione del marchio Bio italiano (per prodotti ottenuti solo da materia prima nazionale), la revisione dei controlli per dare maggiore tutela ai consumatori e agli imprenditori, l’istituzione di un tavolo tecnico per la produzione biologica.

Saranno predisposti un piano nazionale per la produzione biologica con cadenza triennale, un piano nazionale per le sementi biologiche e l’istituzione di un fondo per lo sviluppo della produzione biologica.

Non mancano infine riferimenti alla formazione professionale degli operatori del settore e ai distretti biologici.

Un mercato in espansione

Il disegno di legge rappresenta un passo importante per tanti motivi. Prima di tutto si allinea con le strategie comunitarie, ma anche con la PAC (Politica Agricola Comune) e con in PNRR che hanno stanziato 300 milioni di euro ai contratti di filiera e di distretto biologico: in sostanza un acceleratore per portare la produzione biologica italiana dal 16% al 25% entro il 2030.

Il biologico è un mercato in espansione da dieci anni (+122%). Come sottolinea Coldiretti, il disegno di legge «risponde alle attese di produttori e consumatori che in misura crescente si avvicinano al biologico, che finisce nel carrello della spesa di quasi due italiani su tre (64%).

Gli acquisiti di prodotti bio Made in Italy nel 2021 hanno sfiorato il record di 7,5 miliardi di euro di valore, tra consumi interni ed export».

Coldiretti tiene inoltre a evidenziare che l’introduzione del marchio bio italiano «sostiene l’impiego di piattaforme digitali per garantire una piena informazione circa la provenienza, la qualità e la tracciabilità dei prodotti con una delega al Governo per rivedere la normativa sui controlli e garantire l’autonomia degli enti di certificazione, oltre alla definizione dei biodistretti».

Rispetto dell’ambiente e tutela del consumatore

Barbara Nappini, presidente di Slow Food Italia esprime tutta la sua soddisfazione: «Un passaggio epocale verso un’agricoltura rispettosa dell’ambiente e amica della salute dei consumatori. Un passo concreto verso una reale transizione ecologica».

Il disegno di legge va incontro alla nuova agricoltura sostenuta dai più giovani, che hanno trovato nella tecnologia e nell’innovazione la strada maestra che porta all’agricoltura sostenibile e al rispetto dell’ecosistema.

Il nuovo quadro interessa le 80mila aziende italiane che già praticano l’agricoltura biologica, ma anche i consumatori; stimola le aziende a cambiare i sistemi di coltivazione; sostiene i territori dove operano tante piccole aziende agricole che sono un simbolo di eccellenza.

Anche Stefano Ciafani, presidente nazionale di Legambiente, tira un sospiro di sollievo: «L’approvazione definitiva arrivata ieri dal Senato con un largo consenso rappresenta una giornata storica per il nostro Paese. Dopo 13 anni, l’Italia ha finalmente una normativa che rende merito, favorendo, incentivando e promuovendo l’agricoltura biologica di qualità, sostenibile, attenta all’ambiente e alla salute dei consumatori.

Italia leader in Europa

Un’agricoltura bio di cui l’Italia è leader in Europa e di cui, in questi anni, la nostra associazione si è fatta portavoce, raccontando i territori e i suoi protagonisti e chiedendo a gran voce l’approvazione di una legge».

Angelo Gentili, responsabile nazionale Agricoltura di Legambiente,aggiunge che «la transizione ecologica e la lotta alla crisi climatica passano anche attraverso l’agroecologia e un rinnovo del comparto agricolo in chiave sostenibile.

La legge sul biologico, da questo punto di vista, rappresenta uno strumento strategico per moltiplicare la realizzazione dei biodistretti in modo capillare nel nostro Paese e per implementare significativamente l’intero settore anche rispetto a quanto chiede l’Europa con le strategie Farm To Fork e Biodiversità». 

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